Cameriera per caso | Racconto trans di sally_xdress

Marco e Nadia sono coinquilini da un paio di anni. Entrambi studenti universitari, Marco è ancora nel pieno del suo corso di studi, mentre Nadia sta scrivendo la tesi ed è quasi alla fine. Un giorno, mentre Nadia è in facoltà, Marco a casa usa il notebook della coinquilina per scaricare alcuni suoi documenti; dopo averli scaricati, li copia su una penna usb e distrattamente cancella i file, ma mentre si sta completando loperazione si accorge che per errore ha cancellato anche un file di Nadia, con nome Capitolo II Tesi, ed oramai è impossibile annullare loperazione. Quando Nadia torna a casa, Marco prova a spiegarle cosa è accaduto:

Due amiche trans | Racconto trans di Ij

Era la metà di luglio ed avevo ricevuto l’invito di un’amica sorellina, Jessica di Alassio. La raggiungo a casa sua, lei vive da sola in un bellissimo alloggio con vista mare.
Finalmente ci incontriamo sul lungomare, entrambe en-femme, ed incominciamo a parlottare sul tempo trascorso, lei è una meravigliosa ragazza ben dotata di giocattolino, longilinea e con lineamenti molto femminili.
Ci dirigiamo verso casa e gli occhi degli ometti ci inquadano attratti dalla nostra femminilità esplosiva. Arrivati incominciamo a prepararci per la serata, doccetta veloce con tanto di carezze sensuali ed effusioni tra di noi, poi ognuna si è diretta nella sua camera per le operazioni di vestizione e trucco.
Apro il Trolley da viaggio e tiro fuori il vestito da sera che avevo scelto; incomincio ad indossare un meraviglioso perizoma in seta bianca, autoreggenti velati bianchi con magnifico cuoricino rosso sull’esterno coscia, reggiseno in pizzo pronti a sorreggere le mie tettone (4 misura)in silicone molto realistiche (con quello che mi sono costatte!!!) Poi passo all’abito: una minigonna bianco perlato in seta molto leggera con mille pieghe, top aderentissimo nero con corpetto in pelle legato sulla schiena che valorizza le mie curve e risalta i capelli lisci corvini e giacchetta bianca in eco-pelle bianca come come la gonna. Come scarpe un magnifico paio di sandali con tacco vertiginoso e laccetti alla schiava sul polpaccio. Poi un trocco un filino marcato sulle labbra e sugli occhi.
Esco dalla camera e vado a fumarmi una sigaretta in balcone dopo alcuni minuti esce la mia amichetta, è bellissima, con fusò nero aderentissimo che valorizzava il suo magnifico sederino e top lungo bianco con scollatura pronunciatache a malapena coprono i suoi bellissimi seni con cintura a stringerla in vita e non per ultimo un bellissimo paio di stivali altissimi fin sopra il ginocchio anch’essi bianchi. Dopo lo scombio dei dovuti complimenti dicidiamo di andare a far cena in un bel ristorantino, il nostro incedere da vere cavallone vogliose attira l’attenzione dei passanti. Durante la cena tutti gli occhi erano per noi, ad un certo punto si avvicinano due nei maschioni, molto ben fisicati ed eleganti, ci chiedono il programma per la serata, e noi indecise sul da farsi ci accordiamo con i due per andare a ballare in una discoteca nelle vicinanze. Usciamo… già ma noi siamo senza auto… i ragzzi dicono di non preoccuparci e da dietro l’angolo spunta una meravigliosa mercedes, io e Jessica ci guardiamo e stupite ci scambiamo un sorriso compiaciuto.. già ma loro credevano di aver abbordato due stangone.. lasciamoli cuocere ancora un pochettino meravigliosa presenza.. Incominciamo a ballare e noi due come ragazzine scalmanate incominciamo a sculettare di qua e di la, a strusciarci attaccate a quei corpi scultorei, facendo scivolare il mio morbido sedere sulla patta del mio patner sentivo il suo manganello spingermi tra le chiappe. Andiamo a bere qualcosa e ci sediamo al tavolino. I due maialoni incominciano ad allungare le gambe sulle notre cosce alzando la mia gonnellina ed ammirando i cuoricini stampati sulle mie cosce poi le mani scorrono verso l’interno ma con una rapida mossa evito che raggiuga le mie mutandine distraendolo con un bel bacio che sembra non sorprenderlo, passo a mardichiargli le orecchie e a baciarlo sul collo strusciando la mia calda lingua sulla sua pelle… I due fermano il nostro impeto… Andiamo in hotel… Arrivati in un bellissimo hotel sul lungomare c’è la suite che ci aspetta, sembra già tutto pronto per un bellissimo fine serata. Ci versano del vino con tante bollicine e l’alcool incomincia a darmi alla testa ed anche Jessica non scherza. Noi ragazze ci dirigiamo sul balcone ad ammirare il meraviglioso paesaggio dopo un attimo ci troviamo circondate da muscolose braccia.. i ragazzi erano in boxer, pronti a farci divertire.. ci giriamo ed incominciamo a limonare i rispettivi partner.. il mio affonda le sue mani tra le mie chiappe voluttuose… Mi solleva e mi porta sul letto.. non mi da neanche il tempo di togliermi i sandali.. In un attimo sento le sue mani risalire le mie cosce.. arriva alle mutandine.. scosta il perizoma ed ecco la sorpresina… vedo il suo volto tingersi dallo stupore ma sembra essere quasi felice del fatto.. scambia uno sguardo con l’amico si sorridono,. anche lui aveva appena scoperto il giocattolino di Jessica.. I due si buttano su di noi sembra che il giocattolino rientri nei loro piani… mi trovo il bellissimo uccellone di Albeto, il mio partner, sulle labbra ed incomincio a baciarlo sulla cappella massaggiandogli le palle, poi con potenza me lo infila tutto in gola e li incomincio un meraviglioso pompino, fatico a respirare con quel membro tra le labbra, lo sento diventare sembre più duro…poi Alby si gira andando a prendere tra le ue labbra il mio giocattolino ormai diventato duro come il marmo per impegnarsi in un magnifico 69… dopo un meraviglioso pompino vengo presa e messa a pecorina nella stessa posizione in cui si è trovata Jessica con i respettivi partner adilatarci con le dita e tanta saliva i nostri sederini per poi spingerci dentro i loro arnesi..io e Jessica tentiamo di baciarci ma i colpi dei nostri omoni sono troppo vigorosi.. Poi veniamo liberate ed incominciamo una meravigliosa slinguazzzata saffica tra di moi con i due ragazzi che ci palpavano tutte sbattendoci i loro uccelloni tra le nostre labbra.A questo punto ci accorgiamo che i due ragazzisi stanno divincolando ci alberto si sdraia sul letto io vengono posizianta dall’amico supina su di alberto Jessica si mette a cavalcioni su di me, ero al centro di un turbinio di passione in un attimo sento l’uccellone di alberto entrarmi nel mio adorabile culetto mentre Jessica viene impalata alla pecorine da Simone.. Io e Jessica incominciamo a baciarci focosamente le nostre tettone spingono sui vestiti strusciando tra di loro, i nostri uccelli si sfiorano donando una sensazione di piacere immenso che miscelato al piacere di quei manganelli tra le chiappe.. Spingono sempre di più quegli uccelloni tra le nostre tenere chiappe ogni tanto Simone ci sculaccia donandoci ancora più piacere. Sento che i loro cazzi sono al massimo ed io e Jessica con uno sgurdo di intesa ci divincoliamo dalla morsa di sesso e ci posizioanmiamo in ginocchioni sul letto chiedendo ai due maschioni di riempirci di sborra la faccia.. i due non se lo fanno ripetere e si posizionano davanti ai nostri visini smanettando i loro cazzoni che in un attimo incominciano a liberare fiotti di sborra che noi cerchiamo di catturare tra le labbra ma buona parte finisce altrove.. rivoli di sborra calda cola da l nostrio viso verso il solco delle tette.. poi incominciamo a ripulire a due arnesi per poi incominciare un magnifico 69 tra noi ragazze con tanto di sborrata finale.. Ci troviamo così piene di sperma su tutto il viso e con uno sguardo di malizia mi avvinghio a Jessica leccando la sborra sul suo corpo sin giù tra le tette, così come fa lei con me, con i ragzzi ad incitarci e a palparci.. per poi abbandonarci in un sonno riposant nel meraviglioso letto della possione intrnso dl nostro piacere.. Al risveglio siamo state riacconpagnate a casa con promessa di rincontrarci nella prossima stagione… Non vedo l’ora che arrivi….

Cosi Sarash ha rotto il mio culo | Racconto trans di america52

Mi chiamo diciamo Francesco ho 62 anni, ho conosciuto x caso ponte Milvio una ragazza cubana alta più di me ma molto bella, ci facemmo una passeggiata lungo il Tevere , e dopo di che mi invitò a casa sua, io accettai per prenderci un caffè, salii su da lei e chiesi di andare in bagno, ma non so che mi prese mi arrapai come un toro, e ne uscii fuori con il cazzo eccitato al massimo che dai pantaloni si notava benissimo che avevo il cazzo in tiro, lei se ne accorse e mi disse che come persona gli piacevo a quel punto ci abbracciammo e gli strusciai il mio cazzo in tiro che era dentro ai pantaloni all’altezza della sua figa, cosi pensavo, ma da li a poco mentre che ci baciavamo sentii sotto la gonna un tronco incredibile, era un trans, lei mi disse hai dei problemi? Non ti piaccio? Io gli dissi nò e gli dissi che mi piaceva molto, ma il mio imbarazzo si notava, a quel punto mi cominciò ad accarezzare e mentre pomiciavamo mi mise una mano dentro i calzoni toccandomi le mie natiche, lei vide che ebbi un sospiro voglioso, ed a quel punto mi disse oggi ho proprio voglia , e tu non sai che questa sera da qui andrai via con il culo rotto, e aperto al punto che alla prima scoreggia ti cagherai sotto, volevo levarmi ma la libidine era tanta che restai a pomiciare, a quel punto mi mise una mano nelle sue mutandine e tirai un cazzo fuori gigantesco, circa 28 cm lungo e largo 18, aveva un cazzo a punta , cioè non molto grande alla cappella che poi progressivamente diventava largo enormemente alla fine, lo presi e cominciai a segarlo e lei mi disse che tranquillamente potevo perché tanto mi avrebbe inculato per un’ora, ci baciammo a lungo, poi presi il suo cazzo e me lo misi in bocca, era talmente largo che più della metà non mi entrava e mi venivano cognati di vomito, cominciò a scoparmi in bocca con tutta saliva gommosa che mi scendeva tra le labbra, dopo circa 15 minuti di sbocchinaggio, lei mi prese e mi calò i pantaloni poi le mutandine , e cominciò un pompino stupendo, mentre mi sbocchinava mi leccava le palle piano piano cominciava a leccarmi il culo, mi mise a pecora e cominciò a infilarmi prima un dito poi leccava poi due dita e rileccava con la lingua che entrava nel mio culetto, ero in estasi, a quel punto mi disse adesso preparati che ti spaccherò il culo, sentirai un po’ di dolore e poi un po’ di bruciore ma poi vorrai che non finissi mai di romperti il tuo culetto, sentii che mi spalmava del gel fresco sia intorno al foro che dentro, poi cominciò a strofinare il suo enorme cazzo tra il mio buco e le palle, ad un certo punto sentii che la cappella l’aveva piazzata nel foro e cominciò a spingere , dopo poco la cappella entrò senza tanto dolore, quando la sua cappella fu dentro sentii che mi faceva scendere del liquido e tutto di una botta diede una spinta incredibile, “un urlo disumano mi usci” ero con le lacrime x il dolore e misi una mano dietro per sentire il suo cazzo, ma mi accorsi che ne aveva messo neanche la metà, a quel punto la implorai di smetterla che se nò mi sarei sentito male x il dolore che avevo, ma lei si fermo con quel palo dentro il mio culo aspettando che si dilatava e si adattava al suo calibro, quando si accorse che il buco del mio culo era diventato più morbido, cominciò un avanti ed indietro pianissimo, mi resi conto che dolore non avevo più e che cominciavo a sborrare dal mio culo, a quel punto lei diede un’altra botta, “altro urlo disumano” altro fermo e mi accorsi che le sue palle toccavano dietro le mie chiappe , mi resi conto di essere stato inculato, mi aveva infilato tutto il suo cazzo dentro il mio culo al punto che mi faceva male la pancia x quanto lo aveva lungo, misi una mano dietro e mi accorsi che avevo la coscia bagnata, credevo che era crema , ma quando la portai sul mio viso mi accorsi che era sangue, mi aveva rotto veramente il culo, stette un pochino ferma per dar modo che il mio culo si adattasse alla sue dimensioni cavalline, e poi piano piano cominciò a muoversi, cominciò ad incularmi prima piano poi sempre più forte di tanto in tanto tirava fuori il suo tronco di ebano e lo rimetteva tutto di una botta, mi stava pompando come un animale, al punto che dopo circa venti minuti avevo la pancia che mi faceva male e gli chiesi di smettere ma lei niente, era arrapata dal fatto che aveva rotto il culo ad un verginello, mentre ebbe il cazzo fuori per poco, mi scappo una scoreggia incredibile, e lei disse è normale, ti ho pompato tanta aria, e ricominciò ad incularmi per altri venti minuti, dopo di che sentii il cazzo che si gonfiava ancora di più ed un gettito di liquido caldo inondò il mio culo all’interno, non gli bastò quello lo tirò fuori ancora duro e me lo mise in bocca e volle che gli ripulii la cappella ed il suo cazzo sporco di sborra e sangue e di merda mia, ero talmente arrapato che non capii più niente e mi ritrovai 28 cm del suo cazzo che le mie labbra toccavano le sue palle, con la lingua le leccai e lei sborrò una seconda volta nella mia gola, quando lo tiro fuori piano sembrava che non finisse più di uscire, si distese affianco a me, aveva un seno stupendo con dei capezzoli belli rigidi, cominciai a leccarglieli ed a succhiargleli, gli baciavo il colle fino ad arrivare alle sue labbra, lei si girò e con il suo stupendo culo ed io non me lo feci ripetere due volte, cominciai a leccargli il culo e la misi a pecorina, feci come lei fece a me gli strusciai il cazzo al suo culo bagnato della mia saliva, infilai la mia cappella e di colpo scivolo dentro il suo culo e cominciai ad incularla, dopo circa 15 minuti di inculata feroce, anche perché mi bruciava il mio culo, gli feci una bella sborrata molto copiosa nel suo culo, la baciai come se fosse stata il mio primo amore e poi ci dirigemmo verso il bagno. Dopo mezzora ci ritrovammo a tavola per uno spuntino di frutta esotica, con una smorfia di dolore nel sedermi gli dissi “mi hai proprio sfondato il mio culo, mi resterà aperto il mio forellino per parecchi giorni, e di certo non soffrirò più di stitichezza” rise con dolcezza, come per farmi capire che se anche inizialmente mi aveva provocato del dolore sarebbe passato col tempo. lei sorridendo mi rispose “credimi se vuoi questo è solo l’inizzio,” se vuoi ci possiamo vedere una volta alla settimana tu mi piaci e mi sei simpatico, quando verrai da me non ti farò pagare niente perché mi piaci, e vedrai che la prossima volta non sentirai più dolore solo un pochino di bruciore all’inizzio, e la terza volta che ti inculerò vedrai che te lo metterai da solo dentro il tuo bel culo, ma la prossima volta ti sborrerò mezzo litro della mia sborra, e se ci riesco ti farò un clistere di piscio nel tuo bel culo, lei sorrise e mi diede un bel bacio come se avessimo 20 anni.

Il cazzo enorme del senegalese Karim e il perizoma di pizzo | Racconto trans di Antonelluccia

Mi sono sempre sentita una femminuccia. Ciò mi ha reso una bambina infelice. A scuola, sin dalle elementari, provavo disagio a giocare coi miei compagni maschietti. Quando simprovvisavano partite col pallone ero un disastro: correvo smarrita da una parte allaltra del campo di gioco senza capire chi fossero i miei avversari e i miei compagni. Preferivo decisamente unirmi alle mie coetanee e giocare con le bambole: le vestivamo, le pettinavamo, ci parlavamo. Ancora conservo tantissime bambole (vi giuro, ci gioco ancora) e tanti peluche, che compro anche adesso che ho da poco superato la maggiore età.

Una trans-sorpresa! | Racconto trans di marynella

In questi giorni, parlando di esperienze con transessuali con degli amici, mi è tornato alla mente un episodio che mi è capitato. Non amo frequentare trans, ovviamente non per motivi di genere ma per altri principi che ora non spiego. Ma trovo queste esperienze molto eccitanti sessualmente, soprattutto se vissute con un uomo accanto.

Cosi Sarash ha rotto il mio culo | Racconto trans di america52

Mi chiamo diciamo Francesco ho 62 anni, ho conosciuto x caso ponte Milvio una ragazza cubana alta più di me ma molto bella, ci facemmo una passeggiata lungo il Tevere , e dopo di che mi invitò a casa sua, io accettai per prenderci un caffè, salii su da lei e chiesi di andare in bagno, ma non so che mi prese mi arrapai come un toro, e ne uscii fuori con il cazzo eccitato al massimo che dai pantaloni si notava benissimo che avevo il cazzo in tiro, lei se ne accorse e mi disse che come persona gli piacevo a quel punto ci abbracciammo e gli strusciai il mio cazzo in tiro che era dentro ai pantaloni all’altezza della sua figa, cosi pensavo, ma da li a poco mentre che ci baciavamo sentii sotto la gonna un tronco incredibile, era un trans, lei mi disse hai dei problemi? Non ti piaccio? Io gli dissi nò e gli dissi che mi piaceva molto, ma il mio imbarazzo si notava, a quel punto mi cominciò ad accarezzare e mentre pomiciavamo mi mise una mano dentro i calzoni toccandomi le mie natiche, lei vide che ebbi un sospiro voglioso, ed a quel punto mi disse oggi ho proprio voglia , e tu non sai che questa sera da qui andrai via con il culo rotto, e aperto al punto che alla prima scoreggia ti cagherai sotto, volevo levarmi ma la libidine era tanta che restai a pomiciare, a quel punto mi mise una mano nelle sue mutandine e tirai un cazzo fuori gigantesco, circa 28 cm lungo e largo 18, aveva un cazzo a punta , cioè non molto grande alla cappella che poi progressivamente diventava largo enormemente alla fine, lo presi e cominciai a segarlo e lei mi disse che tranquillamente potevo perché tanto mi avrebbe inculato per un’ora, ci baciammo a lungo, poi presi il suo cazzo e me lo misi in bocca, era talmente largo che più della metà non mi entrava e mi venivano cognati di vomito, cominciò a scoparmi in bocca con tutta saliva gommosa che mi scendeva tra le labbra, dopo circa 15 minuti di sbocchinaggio, lei mi prese e mi calò i pantaloni poi le mutandine , e cominciò un pompino stupendo, mentre mi sbocchinava mi leccava le palle piano piano cominciava a leccarmi il culo, mi mise a pecora e cominciò a infilarmi prima un dito poi leccava poi due dita e rileccava con la lingua che entrava nel mio culetto, ero in estasi, a quel punto mi disse adesso preparati che ti spaccherò il culo, sentirai un po’ di dolore e poi un po’ di bruciore ma poi vorrai che non finissi mai di romperti il tuo culetto, sentii che mi spalmava del gel fresco sia intorno al foro che dentro, poi cominciò a strofinare il suo enorme cazzo tra il mio buco e le palle, ad un certo punto sentii che la cappella l’aveva piazzata nel foro e cominciò a spingere , dopo poco la cappella entrò senza tanto dolore, quando la sua cappella fu dentro sentii che mi faceva scendere del liquido e tutto di una botta diede una spinta incredibile, “un urlo disumano mi usci” ero con le lacrime x il dolore e misi una mano dietro per sentire il suo cazzo, ma mi accorsi che ne aveva messo neanche la metà, a quel punto la implorai di smetterla che se nò mi sarei sentito male x il dolore che avevo, ma lei si fermo con quel palo dentro il mio culo aspettando che si dilatava e si adattava al suo calibro, quando si accorse che il buco del mio culo era diventato più morbido, cominciò un avanti ed indietro pianissimo, mi resi conto che dolore non avevo più e che cominciavo a sborrare dal mio culo, a quel punto lei diede un’altra botta, “altro urlo disumano” altro fermo e mi accorsi che le sue palle toccavano dietro le mie chiappe , mi resi conto di essere stato inculato, mi aveva infilato tutto il suo cazzo dentro il mio culo al punto che mi faceva male la pancia x quanto lo aveva lungo, misi una mano dietro e mi accorsi che avevo la coscia bagnata, credevo che era crema , ma quando la portai sul mio viso mi accorsi che era sangue, mi aveva rotto veramente il culo, stette un pochino ferma per dar modo che il mio culo si adattasse alla sue dimensioni cavalline, e poi piano piano cominciò a muoversi, cominciò ad incularmi prima piano poi sempre più forte di tanto in tanto tirava fuori il suo tronco di ebano e lo rimetteva tutto di una botta, mi stava pompando come un animale, al punto che dopo circa venti minuti avevo la pancia che mi faceva male e gli chiesi di smettere ma lei niente, era arrapata dal fatto che aveva rotto il culo ad un verginello, mentre ebbe il cazzo fuori per poco, mi scappo una scoreggia incredibile, e lei disse è normale, ti ho pompato tanta aria, e ricominciò ad incularmi per altri venti minuti, dopo di che sentii il cazzo che si gonfiava ancora di più ed un gettito di liquido caldo inondò il mio culo all’interno, non gli bastò quello lo tirò fuori ancora duro e me lo mise in bocca e volle che gli ripulii la cappella ed il suo cazzo sporco di sborra e sangue e di merda mia, ero talmente arrapato che non capii più niente e mi ritrovai 28 cm del suo cazzo che le mie labbra toccavano le sue palle, con la lingua le leccai e lei sborrò una seconda volta nella mia gola, quando lo tiro fuori piano sembrava che non finisse più di uscire, si distese affianco a me, aveva un seno stupendo con dei capezzoli belli rigidi, cominciai a leccarglieli ed a succhiargleli, gli baciavo il colle fino ad arrivare alle sue labbra, lei si girò e con il suo stupendo culo ed io non me lo feci ripetere due volte, cominciai a leccargli il culo e la misi a pecorina, feci come lei fece a me gli strusciai il cazzo al suo culo bagnato della mia saliva, infilai la mia cappella e di colpo scivolo dentro il suo culo e cominciai ad incularla, dopo circa 15 minuti di inculata feroce, anche perché mi bruciava il mio culo, gli feci una bella sborrata molto copiosa nel suo culo, la baciai come se fosse stata il mio primo amore e poi ci dirigemmo verso il bagno. Dopo mezzora ci ritrovammo a tavola per uno spuntino di frutta esotica, con una smorfia di dolore nel sedermi gli dissi “mi hai proprio sfondato il mio culo, mi resterà aperto il mio forellino per parecchi giorni, e di certo non soffrirò più di stitichezza” rise con dolcezza, come per farmi capire che se anche inizialmente mi aveva provocato del dolore sarebbe passato col tempo. lei sorridendo mi rispose “credimi se vuoi questo è solo l’inizzio,” se vuoi ci possiamo vedere una volta alla settimana tu mi piaci e mi sei simpatico, quando verrai da me non ti farò pagare niente perché mi piaci, e vedrai che la prossima volta non sentirai più dolore solo un pochino di bruciore all’inizzio, e la terza volta che ti inculerò vedrai che te lo metterai da solo dentro il tuo bel culo, ma la prossima volta ti sborrerò mezzo litro della mia sborra, e se ci riesco ti farò un clistere di piscio nel tuo bel culo, lei sorrise e mi diede un bel bacio come se avessimo 20 anni.

Le padrone trans | Racconto trans di slavebsx

Sono uno schiavo che ha avuto la fortuna di essere sottomesso da donne, uomini e coppie. Ma fino ad ora non avevo mai avuto una padrona trans e la cosa cominciava a provocarmi qualche turbamento in quanto si faceva largo in me il desiderio di essere usato da una bella mistress trans. Vado allora alla ricerca di una padrona per colmare questa mia voglia che con il passare del tempo diventava sempre più irresistibile e mi rivolgo a diversi siti specializzati in escort fino a quando non trovo la persona giusta.

Cazzo Nero | Racconto trans di Tony

Mi avvicino al trans nero in atteso sotto l’ombrello e dopo esserci accordati sul prezzo lo faccio salire in macchina, appena seduto apre le gambe e mi fa vedere il suo uccello nero, nodoso e di grosse dimensioni. E’ quello che cerco, stasera niente donne, solo cazzo e basta. Avevo già provato alcune volte in passato l’esperienza con i trans e mi era piaciuta. Una volta in casa sua non perdiamo tempo in chiacchiere, mi libero dal giubbotto, mi inginocchio davanti a lui e glielo prendo direttamente in bocca. La cappella è grossa così come il tronco, ma ho voglia di essere troia e lo succhio come un matto. In pochi minuti si è ingossato ed allungato, è davvero un bel cazzo nero e nodoso. Il trans si libera dai suoi vestiti, rimanendo nudo con il cazzo in tiro e con due meravigliose tette da sballo, e mantenendo le scarpette con il tacco, mi aiuta a spogliarmi e, una volta nudo, prende l’iniziativa. Le sue mani sono dappertutto, mi succhia il cazzo e nel frattempo mi allarga il culo con le dita. Succhia divinamente, in pochi secondi il mio cazzo è diventato una trave, sto per venire ma lui si ferma e si dedica totalmente al mio culo, leccandolo ed infilandoci dentro la lingua. Sono eccitato da morire, lui lo vede, prende un tubetto di vasellina e me la spalma sia sul buco, dentro e fuori, e sulla sua cappella. Si siede a gambe larghe sul letto, menandosi l’uccello che nel frattempo è diventato ancora più grosso e mi invita a sedermici sopra. Obbedisco immediatamente, mi metto a cavalcioni sopra di lui fino a puntare la cappella al culo, mi lascio andare delicatamente, sento la grande cappella che entra nel mio culo, è molto grande, mi fermo per qualche attimo mentre lui mi sega l’uccello da davanti, dandomi un senso di piacere che mi distrae dal dolore del culo. Appena il piacere aumenta mi lascio scivolare sul suo cazzo e, dopo qualche indugio, mi lascio cadere di schianto spalancando gli occhi per il dolore improvviso e violento. Dopo un paio di minuti in cui sentivo tutto il culo aprirsi a questa incredibile mazza, inizio a muovermi, scorrendo su e giù per l’obelisco, fino ad aumentare il ritmo a tal punto che il mio cazzo oscilla senza ritegno su e giù e, senza nessun intervento esterno, inizia a spruzzare sborra dappertutto addosso al trans. E’ il primo orgasmo, abbondante e copioso. Le gambe mi traballano, mi sfilo e permetto al trans di mettersi alla pecorina dietro di me per farmi inculare passivamente. Lui aumenta la velocità e mi incula ferocemente, urlandomi che sono una cagna, la sua troietta, aumentando i colpi, è un vero stallone da monta. Io, alla pecorina e il mio uccello pendulo, a 90 gradi sul letto che ancora sgoggiola sborra, sottomesso da quel meraviglioso cazzo nero, godo e godo e godo ancora, come una troia, emettendo i classici gridolini delle peggiori troie montate, gemo come una cagnetta: Mmmmmmhhhh, si dai, mio toro ooooohhhhh, scopami aaaahhh, inculami, siiiiii, lo invito a fottermi come una troia, sento i suoi grossi coglioni sbattere contro i miei, mi sento davvero una troia, con quel traliccio che da padrone mi ha aperto in due, che entra ed esce a suo piacimento dal mio culo ormai rotto ed alla mercè del trans nero. Improvvisamente lo sento ingrossarsi e dopo qualche attimo un fiume di sborra mi esplode nell’intestino, lo sperma fuoriesce dal mio culo e mi cola sulle gambe. Estrae il cazzo dal mio culo lasciandomelo aperto come una galleria che sobbalza emettendo ancora sperma. Mi impone di pulirlo tutto con la lingua, delicatamente lecco la sborra grondante, che ha un sapore acre ed intenso, lungo tutta la lunghezza e solamente ora mi accorgo di quanto sia imponente, concludendo con un bocchino di dovuto ringraziamento. Dopo un’accurata doccia mi vesto, saluto il trans di cui non so nemmeno il nome e me ne torno in albergo.

Adoro fare la troia pt 1 | Racconto trans di Vogliosoditrans1987

Ciao sono Matteo e ho 32 e prima che iniziasse sta quarantena ho deciso di passarmi una serata in discoteca a pietra ligure e ha un certo punto vedo una fantastica ragazza che si reca al bar e sfrutto loccasione e nel mentre lei ordina da bere m avvicino e chiedo la stessa cosa e la saluto.preso da bere c siamo messi a parlare tra un goccio e laltro poi m invita a ballare. Mamma mia quanto era sexy nei suoi movimenti e quando mi avvicino a lei si gira mi infila la lingua in bocca e c baciamo e quando lei si stacca inizia a strusciasci sulla mia gamba e mi accorgo che cera qualcosa in più in mezzo alle gambe,la guardo un pò meravigliato e lei mi dice:se pensavi che ero totalmente donna ti sei sbagliato: ma io gli gli rispondo con un sorriso:tranquilla anzi sono ancora più felice di stare in tua compagnia.

Cosi Sarash ha rotto il mio culo | Racconto trans di america52

Mi chiamo diciamo Francesco ho 62 anni, ho conosciuto x caso ponte Milvio una ragazza cubana alta più di me ma molto bella, ci facemmo una passeggiata lungo il Tevere , e dopo di che mi invitò a casa sua, io accettai per prenderci un caffè, salii su da lei e chiesi di andare in bagno, ma non so che mi prese mi arrapai come un toro, e ne uscii fuori con il cazzo eccitato al massimo che dai pantaloni si notava benissimo che avevo il cazzo in tiro, lei se ne accorse e mi disse che come persona gli piacevo a quel punto ci abbracciammo e gli strusciai il mio cazzo in tiro che era dentro ai pantaloni all’altezza della sua figa, cosi pensavo, ma da li a poco mentre che ci baciavamo sentii sotto la gonna un tronco incredibile, era un trans, lei mi disse hai dei problemi? Non ti piaccio? Io gli dissi nò e gli dissi che mi piaceva molto, ma il mio imbarazzo si notava, a quel punto mi cominciò ad accarezzare e mentre pomiciavamo mi mise una mano dentro i calzoni toccandomi le mie natiche, lei vide che ebbi un sospiro voglioso, ed a quel punto mi disse oggi ho proprio voglia , e tu non sai che questa sera da qui andrai via con il culo rotto, e aperto al punto che alla prima scoreggia ti cagherai sotto, volevo levarmi ma la libidine era tanta che restai a pomiciare, a quel punto mi mise una mano nelle sue mutandine e tirai un cazzo fuori gigantesco, circa 28 cm lungo e largo 18, aveva un cazzo a punta , cioè non molto grande alla cappella che poi progressivamente diventava largo enormemente alla fine, lo presi e cominciai a segarlo e lei mi disse che tranquillamente potevo perché tanto mi avrebbe inculato per un’ora, ci baciammo a lungo, poi presi il suo cazzo e me lo misi in bocca, era talmente largo che più della metà non mi entrava e mi venivano cognati di vomito, cominciò a scoparmi in bocca con tutta saliva gommosa che mi scendeva tra le labbra, dopo circa 15 minuti di sbocchinaggio, lei mi prese e mi calò i pantaloni poi le mutandine , e cominciò un pompino stupendo, mentre mi sbocchinava mi leccava le palle piano piano cominciava a leccarmi il culo, mi mise a pecora e cominciò a infilarmi prima un dito poi leccava poi due dita e rileccava con la lingua che entrava nel mio culetto, ero in estasi, a quel punto mi disse adesso preparati che ti spaccherò il culo, sentirai un po’ di dolore e poi un po’ di bruciore ma poi vorrai che non finissi mai di romperti il tuo culetto, sentii che mi spalmava del gel fresco sia intorno al foro che dentro, poi cominciò a strofinare il suo enorme cazzo tra il mio buco e le palle, ad un certo punto sentii che la cappella l’aveva piazzata nel foro e cominciò a spingere , dopo poco la cappella entrò senza tanto dolore, quando la sua cappella fu dentro sentii che mi faceva scendere del liquido e tutto di una botta diede una spinta incredibile, “un urlo disumano mi usci” ero con le lacrime x il dolore e misi una mano dietro per sentire il suo cazzo, ma mi accorsi che ne aveva messo neanche la metà, a quel punto la implorai di smetterla che se nò mi sarei sentito male x il dolore che avevo, ma lei si fermo con quel palo dentro il mio culo aspettando che si dilatava e si adattava al suo calibro, quando si accorse che il buco del mio culo era diventato più morbido, cominciò un avanti ed indietro pianissimo, mi resi conto che dolore non avevo più e che cominciavo a sborrare dal mio culo, a quel punto lei diede un’altra botta, “altro urlo disumano” altro fermo e mi accorsi che le sue palle toccavano dietro le mie chiappe , mi resi conto di essere stato inculato, mi aveva infilato tutto il suo cazzo dentro il mio culo al punto che mi faceva male la pancia x quanto lo aveva lungo, misi una mano dietro e mi accorsi che avevo la coscia bagnata, credevo che era crema , ma quando la portai sul mio viso mi accorsi che era sangue, mi aveva rotto veramente il culo, stette un pochino ferma per dar modo che il mio culo si adattasse alla sue dimensioni cavalline, e poi piano piano cominciò a muoversi, cominciò ad incularmi prima piano poi sempre più forte di tanto in tanto tirava fuori il suo tronco di ebano e lo rimetteva tutto di una botta, mi stava pompando come un animale, al punto che dopo circa venti minuti avevo la pancia che mi faceva male e gli chiesi di smettere ma lei niente, era arrapata dal fatto che aveva rotto il culo ad un verginello, mentre ebbe il cazzo fuori per poco, mi scappo una scoreggia incredibile, e lei disse è normale, ti ho pompato tanta aria, e ricominciò ad incularmi per altri venti minuti, dopo di che sentii il cazzo che si gonfiava ancora di più ed un gettito di liquido caldo inondò il mio culo all’interno, non gli bastò quello lo tirò fuori ancora duro e me lo mise in bocca e volle che gli ripulii la cappella ed il suo cazzo sporco di sborra e sangue e di merda mia, ero talmente arrapato che non capii più niente e mi ritrovai 28 cm del suo cazzo che le mie labbra toccavano le sue palle, con la lingua le leccai e lei sborrò una seconda volta nella mia gola, quando lo tiro fuori piano sembrava che non finisse più di uscire, si distese affianco a me, aveva un seno stupendo con dei capezzoli belli rigidi, cominciai a leccarglieli ed a succhiargleli, gli baciavo il colle fino ad arrivare alle sue labbra, lei si girò e con il suo stupendo culo ed io non me lo feci ripetere due volte, cominciai a leccargli il culo e la misi a pecorina, feci come lei fece a me gli strusciai il cazzo al suo culo bagnato della mia saliva, infilai la mia cappella e di colpo scivolo dentro il suo culo e cominciai ad incularla, dopo circa 15 minuti di inculata feroce, anche perché mi bruciava il mio culo, gli feci una bella sborrata molto copiosa nel suo culo, la baciai come se fosse stata il mio primo amore e poi ci dirigemmo verso il bagno. Dopo mezzora ci ritrovammo a tavola per uno spuntino di frutta esotica, con una smorfia di dolore nel sedermi gli dissi “mi hai proprio sfondato il mio culo, mi resterà aperto il mio forellino per parecchi giorni, e di certo non soffrirò più di stitichezza” rise con dolcezza, come per farmi capire che se anche inizialmente mi aveva provocato del dolore sarebbe passato col tempo. lei sorridendo mi rispose “credimi se vuoi questo è solo l’inizzio,” se vuoi ci possiamo vedere una volta alla settimana tu mi piaci e mi sei simpatico, quando verrai da me non ti farò pagare niente perché mi piaci, e vedrai che la prossima volta non sentirai più dolore solo un pochino di bruciore all’inizzio, e la terza volta che ti inculerò vedrai che te lo metterai da solo dentro il tuo bel culo, ma la prossima volta ti sborrerò mezzo litro della mia sborra, e se ci riesco ti farò un clistere di piscio nel tuo bel culo, lei sorrise e mi diede un bel bacio come se avessimo 20 anni.

La gang improvvisa | Racconto trans di AspiranteTravToscano

Marco ma che fai??Cosa diamine stai facendo!?Questo è quello che pensai quando mi vidi allo specchio,in bagno,intento ad indossare quei collant neri a rete. Io,26 anni,fidanzato con una ragazza molto dolce da circa 3 anni…Io,sempre innamorato pazzo delle donne,mi stavo trasformando proprio in quello..una Donna! Quasi senza un motivo,senza un perché. Fin da quando cominciai,piu per curiosità che per altro,a guardare video porno con delle trans protagoniste,ho inziato ad avere delle strane voglie. Voglie che però si sono sempre rivolte proprio alle transessuali,piu che agli uomini…e cosi mi son ritrovato a comprare e dunque indossare,in privato,collant,calze,vestitini e anche parrucche..allo specchio cè Marco,ma dentro,in quei momenti,mi sento Gloria,una vacca da monta. Sono riuscito ad avere dei rapporti sessuali con alcune trans ma non mi bastavano per soddisfare le mie voglie,i miei desideri più nascosti. Infatti da sempre ho il sogno,la fantasia,di essere al centro delle attenzioni di molti uomini,preferibilmente dotati non sotto i 20cm ed essere usata,trattata da vera troia.Per fare ciò,visto che ad uscire di casa conciato da donna non se ne parlava(troppa paura d esser beccato e rovinarmi la vita)ho iniziato a frequentare delle chat a tema. Tante chiacchiere,parolone,insulti,ma di concreto niente. Un bel giorno conosco un uomo che digita non lontano dalla mia città,ci siamo pure sentiti più volte al telefono,rispettando sempre i miei timori e i miei tempi perché un conto è pensare le cose,un altro è farle! Dopo circa un mese e mezzo di conversazioni telefoniche e virtuali,fissammo un appuntamento.Io a Luca,il suo nome,confessai un po tutto di me,delle mie fantasie perverse,della mia vita. Ma l appuntamento lo fissammo per noi 2,a circa metà strada,in un pub,per la sera successiva. Fremevo dalla voglia e dallemozione che mi dava il solo pensiero di avere il mio primo appuntamento da donna..ma non ebbi il coraggio di uscire di casa vestito da donna e ci andai da uomo,portandomi però dietro il vestiario. Arrivai nel luogo prestabilito con leggero anticipo..descrissi al mio uomo come riconoscermi,in base alla mia macchina. Aspettai circa 5-10 minuti e lo vidi avvicinarsi alla macchina,era lui! Col cuore in gola,scesi,ci presentammo finalmente di persona e lui subito,con fare deciso mi disse di seguirlo nel suo furgone. Giustificò il fatto di esser venuto con un furgone e non con la propria macchina,dicendo che aveva fatto più tardi al lavoro e avrebbe ritardato troppo a riprendersi l auto perosnale. Mi sembrava una brava perosna,molto gentile,allora non badai alla storia e m infilai sul sedile passeggero. Che fai?Va dietro e cambiati dai,voglio Gloria mi ordinò. Sicuro..?Mi cambio adesso? risposi imbarazzato. Certo!Tanto dietro non ci sono i vetri,nessuno può vederti..tranquilla piccola! Ormai cero,feci un bel respirone e mi recai sul retro del furgone ma…quando aprii il portellone per entrare….fui subito aggredita da almeno tre umini incappucciati e forzuti che mi tirarono dentro con forza. Pensai che era finita,che probabilmente volevano solo rapinarmi,minacciarmi e magari rovinarmi la reputazione!Rimasi quasi inebetito dalla situazione,avevo davvero paura,non me ne vergogno a dirlo. Ci muovevamo..sicuramente ci spostammo in un luogo più appartato e sicuro. Una volta arrivati a destinazione,ci raggiunse sul retro furgone anche Luca che richiuse alle sue spalle il portellone. Che cazzo succede??! urlai impaurito. Lui col sorriso sulle labbra mi rispose Alle puttane come te bisogna far capire subito chi comanda e mi diede un sonoro ceffone che scatenò la risata degli altri presenti. Io con le lacrime agli occhi,lo guardai impotente. Dai,non perdiamo altro tempo..mettiteli! e mi lanciò addosso i miei vestiti da donna. Non avevo altra scelta,con grande timore e cautela,li indossai,tutti. La parrucca rossa a caschetto,la minigonna nera in pelle,la camicetta bianca,i miei collant neri a rete e gli stivaletti che mi cingevano le caviglie neri borchiati. Mi fecero pure truccare,aspettavano impazienti la mia definitiva trasformazione. Eccomi mi esposi ai loro occhi stupiti. Da Marco non sono femminile,tuttaltro..ma da Gloria,sono una bomba-sexy,con un bel culo sodo e rotondo che subito iniziarono a palpare con forza.Mi fecero inginocchiare in mezzo a loro e tirarono fuori le loro verghe potenti…non sapevo più cosa e dove succhiare…mi sentivo una vacca e godevo mentalmente! Mi violentarono per tutta la notte…con forza. Ero sfinita,li feci sborrare tutti e 4 per 2 volte ciascuno e mi addormentai piena di sperma in faccia e addosso,con i miei collant preferiti strappati. La mattina seguente mi svegliai nella mia macchina(mi ci rimisero loro!),appena realizzai l accaduto avrei voluto denunciarli quesi bastardi! Ma non lo feci,forse perché in fondo era quello che avevo sempre sognato…Sul sedile accanto al guidatore,trovai un biglietto scritto a penna Grazie per la serata,sei stata fantastica!Potresti avere molti clienti,presto lo scopriremo,puttana! rimasi di ghiaccio…chi erano in realtà?Papponi?O solo pervertiti?Mi recai verso casa,col culo in fiamme e la mandibola dolorante ma soprattutto con la testa piena di pensieri sia eccitanti sia negativi…da lì in poi la mia vita sarebbe cambiata,forse per sempre..

Giovanna | Racconto trans di Sukkia

Era trascorsa una settimana dalla conoscenza con Marzia,giorni passati a procurarmi il necessario per travestirmi. Alla domenica sera,ritornai da lui con il mio bagaglio.Mi fece entrare,e subito mi schiaffò un bacio in bocca da urlo.Ripresi fiato- Wow Marzia,che accoglienza – Ti aspettavo,non vedevo lora che arrivassi.Vedo che hai portato qualcosa,fammi vedere. – Seduti sul letto aprii la borsa ed iniziai ad estrarre il contenuto. Prima cosa una parrucca nera di lunghezza media,lui la prese in mano – Sì,potrebbe andare bene.Fammi vedere il resto – Poi fu la volta delle scarpe,chiuse, colore rosso e con un tacco di 6 cm. – Belle,queste – commentò. Continuando tirai fuori una camicetta azzurra ed una gonna corta di color bianco. – Non male – Per ultimo la lingerie. Reggiseno bianco, reggicalze in pizzo bianco e calze a rete sempre bianche. – A vestiario siamo messi bene – disse – Ora dobbiamo concentrarci sullaspetto.Andiamo in bagno. Entrati mi fece spogliare completamente,mi scrutò tutto.- Vuoi trasformarti in una donna? – Feci segno di sì – Bene cominciamo – Dal suo armadietto prese il necessario per depilarmi. Mi coprì le gambe con la crema depilatoria,nel tempo che questa agiva con un rasoio mi depilò le ascelle.Trascorso il tempo,sciacquò la crema lasciandomi le gambe completamente glabre.Le guardai,ci passai la mano,erano incredibilmente lisce e bianche,non più scure di peluria. Ora lascia fare a me – disse. Con le forbici accorciò il pelo pubico,poi con schiuma e rasoio passò alla rasatura. Sentivo la lama muoversi sul basso ventre,ma non capivo bene cosa stava succedendo. Con un asciugamano asportò la schiuma. – Finito – disse. Andai allo specchio,wow bellissimo. Mi aveva tolto tutta quella peluria,lasciando solo una striscia larga un paio di centimetri dalla base del pene verso lalto.- Completiamo lopera.- Sempre con schiuma e rasoio passò a depilarmi le palle,poi mi fece mettere alla pecorina e mi rase anche tutti i peli del culo. -Adesso inizi ad assomigliare ad una femmina- Venne il momento del trucco. Senza dilungarmi troppo,al termine mi ammirai allo specchio. Ombretto azzurro sugli occhi, matita sotto questi, fondotinta ed un rossetto color pesca.Non mi riconoscevo più, ero diventato Giovanna.Indossai il reggiseno, reggicalze e calze,poi la gonna e camicetta e le scarpe. Per ultima la parrucca.Non avevo mutandine,mi eccitava non averle sotto la gonna. – Sei bella,Giovanna – Grazie a te,Marzia. – Andammo verso il letto. Lui portava solo un perizoma rosso,scalzo con le unghie smaltate di rosso. – Facciamo qualche foto – disse. Prese il telefonino e mi scatto delle foto in varie posizioni.In piedi, seduta con le gambe accavallate,gambe aperte,a carponi da dietro in modo da vedere il culo sotto la gonna.terminata la sessione andammo a letto. Mi prese la testa tra le mani,mi passò la lingua sulle labbra e poi la mise nella mia bocca. Fu un bacio memorabile, un groviglio di lingue,mix di salive. Capii il suo gioco,lui era il maschio ed io la femmina,oppure eravamo due lesbiche? .Poco importava.Allungai la mano ad afferrare il suo pene,era già turgido.Stretto nel mio palmo iniziai a fargli una sega,lentamente.Lui fece lo stesso,distesi uno affianco allaltro ci segavamo a vicenda. Ci alzammo,appoggiati i glandi uno contro laltro continuammo a segarci,le mani libere a stringere i coglioni. Ad un certo punto,Marzia si inginocchiò, sollevata la mia gonna, prese in bocca il mio piccolo membro e si esibii in un pompino magistrale.Succhiava,smetteva per baciarmi la cappella,passate di lingua lungo lasta fino alle palle,qualche tocco di lingua sul mio buchetto.Credevo di impazzire.Conoscendo a fondo i tempi, si fermò giusto in tempo prima di farmi venire. Dai,Giovanna, lo voglio nel culo – Stavo per chiederlo,ma mi anticipò – No niente preservativo,ti voglio al naturale – In piedi,piegato in avanti,le chiappe bene in mostra.Lo afferrai per i fianchi,dirigendo il membro verso il suo buco.Appoggiata la cappella allo sfintere,mi sistemai e muovendo il bacino in avanti incominciai la penetrazione.E vero che non sono dotato,ma il suo buco mi accolse dolcemente,senza sforzo ero dentro di lei. Era caldissimo,bollente,fantastico. Mi muovevo ad un ritmo basso,il suono del mio ventre che sbatteva sul suo bel culo.Con la mano destra andai in cerca del suo di membro,preso in mano cominciai a masturbarlo mentre lo montavo.Ma non era passivo, muoveva il bacino,lo roteava accompagnando i miei colpi, stringeva i muscoli anali a strozzare la mia asta.Scopava magnificamente.Non sapevo quanto avrei resistito,non sapevo cosa fare,continuare, fermarmi.Fu lui a darmi la soluzione. – Dai Giovannina, continua fino a venirmi dentro,come mi hai fatto fare te laltra volta. Aumentai la frequenza dei colpi, sentivo la sborra che stava risalendo dai coglioni saturi.- Eccomi Marzia, adesso vengo – Tre fiotti in rapida successione di sborra andarono a riempire le sue viscere,mi tremavano le gambe dallintensità dellorgasmo,vista annebbiata. Ancora un colpo per svuotarmi completamente.- Mi hai riempito tutto – disse. Lentamente mi sfilai,dal suo buco colava un rigagnolo di sperma,lo raccolsi con la mano e lo portai alla sua bocca,lo leccò con avidità. Si girò verso di me, io spalancai la bocca e lui avvicinando la sua mi passò parte del mio seme.Unimmo le nostre labbra e ci baciammo nuovamente,un mix di saliva e sborra. Ci stendemmo a letto a recuperare le forze. Un paio di minuti,senza parlare.Mi girai sul fianco,piegai la gamba superiore, – Adesso inculami come sai fare – Il suo ventre contro la mia schiena,con una mano mi afferrò il reggiseno, con laltra pilotava il suo cazzo verso il mio buchetto. Sentivo la cappella insinuarsi tra le natiche,un colpo deciso ed entrò completamente,facendomi anche un po male.- Ti ha fatto male? – Un poco sì – Ma ormai era fatta. Partii subito con decisione,si muoveva velocemente.Il suo cazzo entrava ed usciva rapidamente, ogni tanto lo toglieva del tutto,sentivo laria entrare attraverso il mio ano sfondato, poi mi penetrava di nuovo con forza. Mi stava montando alla velocita della luce.lo sentivo ansimare,penso che stava per venire,ero pronto ad accogliere il suo seme ancora dentro di me.Allimprovviso si fermò, si mise in ginocchio tenendo il cazzo tra le mani e lo puntò verso la mia bocca.Aperte le mie labbra colore pesca,ne appoggiò la cappella ed un fiume di sborra caldissima andò a coprire la mia lingua,Rimasi con la bocca aperta finchè non uscii lultima goccia.Spostato il suo cazzo esausto, rimase a guardare il mio cavo orale pieno di seme.- Facciamo snowball – disse. Mi sollevai sopra la sua faccia e lentamente gli feci colare parte della sborra nella sua bocca. Per un attimo rimanemmo a guardarci le bocche e quasi simultaneamente le richiudemmo ad ingoiare il frutto dellorgasmo.Aveva un sapore buonissimo. Un leggero bacio sulle labbra sanciva la fine del rapporto. Ero esausto,che non avevo voglia di ricambiarmi. Mi alzai,raccolsi i vestiti maschili ed andai verso la porta. – Non ti cambi M****? – No,perchè dovrei,io non sono M***, io mi chiamo Giovanna – Vestito da donna scesi in strada,non curante che qualcuno potesse vedermi e salii in auto. Ad un semaforo si affiancò un auto,alla guida un tipo avanti con gli anni,mi guardò facendomi segno di abbassare il finestrino.Per una frazione decisi di non calcolarlo,ma poi non sò perchè invece lo feci. – Ehi,bella figa,cosa fai,vuoi farti un giretto con me? – Ma questa è un altra storia.

Cinema Hard Sempione Milano | Racconto trans di Chris Femboy

Ho scoperto i cinema hard forse troppo tardi, ho fatto la conoscenza di questi posti, solo nel loro ultimo periodo di chiusura, prima che fossero in gran parte della lombardia almeno, eliminati e serrati, grazie anche un Blitz a tappeto delle forze dellordine, per sgominare vere e proprie bande di sfruttatori di Trans e travestiti anche di colore, che spacciavano droga, e si prostituivano, allinterno degli stessi cinema. Sentivo spesso parlare di questi posti, ma non avevo mai trovato il coraggio di metterci piede, anche perche abbastanza distanti da dove abitavo. La curiosita fu cosi forte, che alla fine, mi decisi a provare ad entrare in quello piu vicino che avevo trovato. Si chiamava Cinema Sempione, distava solo poco piu di una mezzoretta venti minuti da casa mia, e potevo raggiungerlo tranquillamente prendendo il Tram. Scelsi un sabato sera, dopo aver passato unintera settimana, appostata nei dintorni del cinema, a verificare che tipo di gente lo frequentasse. Il posto sopratutto la sera dopo le venti, era frequentato da per lo piu uomini di un certa eta, forse gente che abitava li nei dintorni, oltre a ragazzi di colore che vedevo entrare e uscire spesso dal portone in vetro del cinema. Come detto, scelsi un sabato sera per il mio battesimo allinterno del Sempione Hard, mi ero preparata con cura, lavata, profumata, ben truccata, e vestita scegliendo accuratamente che tipo di abbigliamento indossare, senza dare nellocchio. Era estate, faceva caldo, ma decisi per un paio di leggins neri lucidi elasticizzati aderentissimi, he mettessero in risalto le mie forme, una t shirt nera abbinata ai leggins, con virtuosa scollatura a V davanti e un disegno di un cuore rosso al centro. La maglietta era senza maniche stile canotta, indossai un completino intimo nero con calze a rete autoreggenti, perizomino nero che poco o nulla copriva davanti, un reggiseno a coppe dure, pur non avendo seno, era immancabile, stivaloni texani da cowboy quelli americani, neri sopra i leggins, e un giubottino chiodo nero taglia da donna, lungo dietro, e corto davanti. Lo lasciai aperto ovviamente dato il caldo che faceva in quella stagione. Sciolsi i lunghi capelli, inforcai un paio di occhiali scuri da sole, le poche cose che mi occorrevano, le misi nelle tasche interne ed esterne del giubbottino, e con un cinturone borchiato che faceva piu da completo, che da vera cintura, sono uscita di casa per dirigermi al cinema. Anche cosi coperta, mi feci notare ugualmente, non mancarono i colpi di clacson, durante il mio tragitto a piedi verso il Tram. Il mio aspetto femminile non passava mai inosservato, qualunque osa indossassi, potevo pure uscire coperta da eschimese, che avrei trovato chi mi fermava per attaccare bottone. Infatti sul mezzo, dovetti allontanare piu di un extracomunitario, che mi infastidiva. Arrivata finalmente al Cinema Sempione, indulgiai un istante, prima di entrare al suo interno. Aspettai forse troppo, avevo un po timore, lo confesso, le gambe mi tremavano, ma non potevo rimanere li per tutta la serata, si stava gia facendo tardi, e il buio era gia calato. Presi coraggio, e spinsi la grande porta di vetro che per una settimana avevo contemplato. Un mini corridoio dritto, illuminato da luci al neon azzurrine, mi separava dalla cassa. Il bigliettaio, unuomo anzianotto, con la faccia da maiale, gonfio e grassoccio, mi squadro male, ma non fece difficolta a passarmi dalla fessura del banco diviso da una vetrata, il biglietto, dopo che gli avevo allungato dieci mila lire.

Cinema Hard Sempione Milano | Racconto trans di Chris Femboy

Ho scoperto i cinema hard forse troppo tardi, ho fatto la conoscenza di questi posti, solo nel loro ultimo periodo di chiusura, prima che fossero in gran parte della lombardia almeno, eliminati e serrati, grazie anche un Blitz a tappeto delle forze dellordine, per sgominare vere e proprie bande di sfruttatori di Trans e travestiti anche di colore, che spacciavano droga, e si prostituivano, allinterno degli stessi cinema. Sentivo spesso parlare di questi posti, ma non avevo mai trovato il coraggio di metterci piede, anche perche abbastanza distanti da dove abitavo. La curiosita fu cosi forte, che alla fine, mi decisi a provare ad entrare in quello piu vicino che avevo trovato. Si chiamava Cinema Sempione, distava solo poco piu di una mezzoretta venti minuti da casa mia, e potevo raggiungerlo tranquillamente prendendo il Tram. Scelsi un sabato sera, dopo aver passato unintera settimana, appostata nei dintorni del cinema, a verificare che tipo di gente lo frequentasse. Il posto sopratutto la sera dopo le venti, era frequentato da per lo piu uomini di un certa eta, forse gente che abitava li nei dintorni, oltre a ragazzi di colore che vedevo entrare e uscire spesso dal portone in vetro del cinema. Come detto, scelsi un sabato sera per il mio battesimo allinterno del Sempione Hard, mi ero preparata con cura, lavata, profumata, ben truccata, e vestita scegliendo accuratamente che tipo di abbigliamento indossare, senza dare nellocchio. Era estate, faceva caldo, ma decisi per un paio di leggins neri lucidi elasticizzati aderentissimi, he mettessero in risalto le mie forme, una t shirt nera abbinata ai leggins, con virtuosa scollatura a V davanti e un disegno di un cuore rosso al centro. La maglietta era senza maniche stile canotta, indossai un completino intimo nero con calze a rete autoreggenti, perizomino nero che poco o nulla copriva davanti, un reggiseno a coppe dure, pur non avendo seno, era immancabile, stivaloni texani da cowboy quelli americani, neri sopra i leggins, e un giubottino chiodo nero taglia da donna, lungo dietro, e corto davanti. Lo lasciai aperto ovviamente dato il caldo che faceva in quella stagione. Sciolsi i lunghi capelli, inforcai un paio di occhiali scuri da sole, le poche cose che mi occorrevano, le misi nelle tasche interne ed esterne del giubbottino, e con un cinturone borchiato che faceva piu da completo, che da vera cintura, sono uscita di casa per dirigermi al cinema. Anche cosi coperta, mi feci notare ugualmente, non mancarono i colpi di clacson, durante il mio tragitto a piedi verso il Tram. Il mio aspetto femminile non passava mai inosservato, qualunque osa indossassi, potevo pure uscire coperta da eschimese, che avrei trovato chi mi fermava per attaccare bottone. Infatti sul mezzo, dovetti allontanare piu di un extracomunitario, che mi infastidiva. Arrivata finalmente al Cinema Sempione, indulgiai un istante, prima di entrare al suo interno. Aspettai forse troppo, avevo un po timore, lo confesso, le gambe mi tremavano, ma non potevo rimanere li per tutta la serata, si stava gia facendo tardi, e il buio era gia calato. Presi coraggio, e spinsi la grande porta di vetro che per una settimana avevo contemplato. Un mini corridoio dritto, illuminato da luci al neon azzurrine, mi separava dalla cassa. Il bigliettaio, unuomo anzianotto, con la faccia da maiale, gonfio e grassoccio, mi squadro male, ma non fece difficolta a passarmi dalla fessura del banco diviso da una vetrata, il biglietto, dopo che gli avevo allungato dieci mila lire.

Sogno Thais | Racconto trans di Dioniso90

Eravamo in un luogo che mi sembrava un centro commerciale, ricordo che cera gente in giro, ad un certo punto ti vedo e ti riconosco mentre passeggi per fare shopping e allora inizio a seguirti da lontano senza sapere perché, è un po come se le mie gambe andassero da sole mosse da qualcosa dentro che non so. Ad certo punto ti accorgi di me e mi riconosci, ci siamo visti e ci siamo scritti tante volte anche se avevo deciso di non cercarti più per come mi sentivo quando ero con te.

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