Vacanze al mare, prima sera | Racconto saffico di Oldfaggot

Io e Luisa tornammo alla spiaggia con ancora.I nostri sessi pregni degli orgasmi avuti dallincontro con Claudia. Entrammo nel mare fresco,con lacqua allaltezza delle spalle, a calmare i bollori.Ma durò poco, a qualche metro da noi arrivò un materassino e distesa sopra cera una ragazza, di colore distesa sulla schiena.Capelli ricci, pelle debano due seni prosperosi e tra le gambe un triangolo di peli ricci. Entrambe la guardammo,era molto attraente,ci spostammo verso i suoi piedi ,teneva le gambe leggermente divaricate, i nostri occhi che miravano tra le cosce. Lapertura era nascosta dalla peluria,ma lei passandoci una mano,involontariamente aprii leggermente le labbra nere, per unistante scorgemmo lapertura della sua vagina,era di un rosa incredibile, in contrasto con il colore scuro delle sue grandi labbra. Credo che contemporaneamente balenò per le nostre menti lo stesso desiderio. Aprire le labbra per vedere ancora meglio questo bocciolo rosa nel nero della sua pelle. Ma non potevamo mica provarci con tutte,già avevamo fatto una conquista eccezionale con la bella Claudia. Luisa prese la mia mano sottacqua e la sbatte contro la sua fica.Pensai volesse che le facessi un ditalino, nel fresco dellacqua marina avvertii qualcosa di caldo sulla mano,ma vedi sta sporcacciona,mi stava pisciando in mano.- Ma Luisa,stai facendo la pipì sulla mia mano – E allora, non mi andava di sprecarla così nel mare – Tolsi la mano,gliela sbattei sulle natiche e le infilai il dito medio nel culo,così a freddo. Credevo che si sarebbe spostata o almeno stingesse le chiappe.No,invece,piegandosi leggermente in avanti favoriva la penetrazione,che fu totale. – Che bella idea,Anna, continua che mi fai godere. Muovendolo allinterno del suo retto la portai allorgasmo,che non mascherò molto,nonostante fossimo in luogo pubblico.-Dai usciamo, finisce male quà – dissi. Tornate sulla spiaggia ci stendemmo al sole.Passamo un paio dore a guardare i presenti,ognuna soffermandosi su cosa lattirava di più.Io ero stata colpita da una tipa non più giovane, attorno ai 45 -50 anni, era mora con i capelli lisci fino alle spalle, qualche ruga sul viso, due seni abbondanti e non molto cadenti per letà, un poco di pancia e una peluria folta che copriva la sua vagina. Mi attraeva ,credo principalmente perchè eravamo coetanee o quasi,mentre Luisa era più giovane di me per non parlare di Claudia,che poteva essere mia figlia. Quando costei si mise su un fianco potei vedere anche le sue natiche rotonde e sbirciando notai che la peluria correva anche tra le natiche. Una donna al naturale,come poche se vedono,ormai la moda impone la scomparsa dei peli.Quando si mise seduta,notai si teneva tutta al naturale,cosa rarissima aveva i peli sotto le ascelle.Fantasticai di fare allamore con costei, finchè Luisa non mi chiamò per rientrare. Tornate al bungalow, ci apprestammo per una bella doccia.Grondavamo di sudore,lo sentivo correre tra le chiappe fino alla fica. Prendemmo un paio dore di relax in attesa della visita a Claudia.Ci presentammo al tramonto del sole, nude ovviamente.Ebbi lidea di portare una bottiglia di vino frizzante. – Claudia ci sei? – domandò Luisa – Sì,venite tesori- rispose con voce calda. Il suo bungalow era identico al nostro,stava preparando la tavola, nuda con un grembiulino da cameriera attorno ai fianchi. – Ohhh,ma bella cameriera – esclamò Luisa. -Grazie – rispose e avvicinatasi alla mia compagnia le diede un leggero bacio sulle labbra – Vieni Anna,uno anche a te – le sue labbra si appoggiarono alle mie.Riprese il suo lavoro – Possiamo aiutarti? – le chiesi – No grazie ho finito. Aveva preparato una cena a base di frutta,dei piatti sui quali cera della frutta mista, principalmente quella estiva,ma su uno cerano alcune banane. Appoggiai la bottiglia sul tavolo ,sedute iniziammo a mangiare la frutta. Quasi subito, Luisa prese un fetta di melone, se la passo sulle labbra della bocca e la portò a quella di Claudia.Con gli occhi socchiusi lentamente ingoiò quanto offerto. Poi fu Claudia che ne prese unaltra, sollevando il grembiule la strofinò tra le labbra della vagina offrendola poi a me. La misi in bocca senza mangiarla subito volevo sentire il gusto del suo sesso. Non era durata molto la cena normale. Luisa, spostò i piatti e si sedette sulla tavola.Presa un albicocca la infilo nella sua fica,tutta dentro.-Chi la vuole? – Dalla alla padrona di casa – dissi io. Spingendo con i muscoli la espulse dalla vagina e la porse a Claudia.La prese in mano,la annusò con profonde inspirazioni e ne addentò una parte.Si vedeva che la stava gustando con piacere e me ne offrii laltra parte.Effettivamente sapeva di fica. Adesso toccava a me, vidi le banane. Presa una, mi misi a carponi sulla seggiola, con la saliva mi umettai lano e provai ad infilarcela dentro.Facevo un pò di fatica,venne in soccorso Luisa,preso il frutto in mano lo spinse dentro per metà,iniziando a muoverlo dentro e fuori. -Fai attenzione a non romperla – disse Claudia. Luisa la estrasse e la portò alle narici,annusandola come un lupo con la preda. Poi la passò a Claudia che si mise a leccare e succhiare la buccia,neanche fosse un cazzo. Ben umida della sua saliva, si mise in ginocchio e sua volta se la infilò nel culo, per intero. Luisa presa un altra la appoggiò alla fica di Claudia e la fece entrare fino in fondo. Claudia stava subendo una doppia penetrazione di banane. Costei già gemeva dal piacere – Ancora, più dentro,è bellissimo – Luisa prese il comando delle due banane muovendole con foga,Claudia si stava dimenando dallorgasmo crescente, finì a pancia in giù sul tavolo.Vendendo quanto accadeva, ero come una cagna in calore, ma le banane era occupate,vidi la bottiglia. La presi,mi strusciai il collo un paio di volta tra le labbra e tenendola per il fondo mi penetrai con questa. Il fresco del vetro mi fece aumentare il piacere. Luisa si girò verso di me,io ero seduta con i talloni appoggiati alla seduta,gambe divaricate e fica piena della bottiglia. – Ma guarda,questa maialina – esclamò – Si sta facendo il nostro frizzantino – Claudia mi guardava a sua volta, aveva ancora la banana dentro la fica – Ohh Anna, che bella idea hai avuto,facciamola provare a Luisa – Sì la voglio anche io. – Luisa distesa sulla tavola con le gambe aperte. Mi sfilai la bottiglia e la diedi a Claudia.A carponi tra le gambe di Luisa incominciava a leccarle la gnocca, colpi di lingua tra le labbra e sul grilletto.La fichetta glabra di Luisa si stava bagnando sempre di più.Claudia si rialzò, prese la bottiglia per il collo.- Ma cosa sta facendo? – pensavo – la vuole infilare per il fondo,ma è troppo largo – Claudia leggendo il mio pensiero mi disse – Lo dovresti sapere Anna, che da quella apertura escono delle piccole creature – Certo- replicai- ma il corpo si prepara a questo – Si ma la bottiglia è più piccola – Luisa interruppe la nostra conversazione – E basta parlare, Claudia infilamela tutta, spaccami la fica – Tenendone il collo con la mano sinistra, appoggiato il fondo sulla fica di Luisa,la copriva totalmente. Con delle piccole rotazioni a destra e sinistra, centimetro dopo centimetro Claudia ci stava riuscendo,Avevo gli occhi fissi sulla fica della mia Luisa, si allargava in maniera impensabile,era quasi a metà. – Ohhh mi stai spaccando tutta,che bello – mugolava.Claudia forzava sempre di più,ad certo momento si fermò. La sento che mi tocca lutero,di più non va – La biondina cominciava a rotearla nei due sensi, il viso di Luisa era trasfigurato dallorgasmo che stava avendo,si contorceva, non parlava solo gemiti sempre più forti.Lentamente Claudia estrasse la bottiglia,la fica di Luisa rimase aperta che si poteva vedere il rosa del canale vaginale. Tutto era nato da una mia idea, temevo che la patatina di Luisa sarebbe rimasta sempre così aperta. Dopo qualche minuto,riprese la sua forma naturale. – Allora,tesori miei brindiamo ? – chiese Claudia – Luisa,ripresasi le rispose – Certo,mia biondina,passami la bottiglia. Questa aveva il vetro tutto impregnato dai suoi fluidi vaginali. Claudia distenditi – le disse Luisa. Lei acconsenti, le gamb
e aperte,la sua fica rosa sormontata dalla riga di pelo color oro in bella vista. Luisa,tolse il tappo,tenendo la bocca della bottiglia chiusa con il dito pollice. La agitò per qualche istante e…. avvicinata alla fica di Claudia,con una mossa fulminea tolse il dito ed infilò il collo di un paio di centimetri dentro Claudia. Il getto di vino frizzante,spinto dal suo gas andò istantaneamente a riempire la vagina di Claudia,Luisa estratta la bottiglia fu investita dal vino che fuoriusciva dalla fica e si riversò sul tavolo. Ero sbalordita,mai visto una cosa del genere. Claudia andò in estasi – Fallo ancora – Anna vieni qua – mi disse Luisa. Tappò la bottiglia con il dito,lagitò pronta a ripetere loperazione. Dai Anna,va con la bocca vicino alla sua patata – Reintrodotta la bottiglia, altro getto dentro Claudia e questa volta il vino espulso dalla fica mi arrivava in bocca,ne bevvi un sorso,il resto mi schizzò in faccia.- Ancora una volta, Luisa – le chiese Claudia,ma purtroppo il vino aveva perso il suo gas,-Non cè più gas,se vuoi te la vuoto nel culo – Sì.sì nel culo – replicò eccitata Claudia. Si mise alla pecorina, Luisa le leccò il buco per lubrificarlo, infilò il collo per tre-quattro centimetri e ne verso il contenuto nellintestino di Claudia.Un clistere di vino frizzante. Mi scoppia la pancia – fu il commento – Resisti un attimo – le disse Luisa la quale mise la bocca vicino al buchino – Vai,spingi come quando caghi – Sparò dal suo ano un primo getto di vino che riempii la bocca di Luisa la quale lo bevve con bramosia.- Aspetta ancora un attimo – le disse Luisa. – Dai Anna,bevi anche te – Feci come Luisa ed anche la mia bocca venne riempita dal vino che sgorgava dalle viscere della piccola depravata. Non mandai giù tutto,ne tenni una parte,mi avvicinai a Claudia facendole segno di aprire la bocca. Dischiuse le labbra e dalla mia bocca feci colare nella sua il rimanente. Saziate e dissetate, ci abbandonammo sul tavolo pieno di vino. Con i corpi e capelli che puzzavano come delle ubriacone, ci scambiammo dei baci a vicenda. Era sera tarda,i primi sbadigli ci consigliarono il riposo. -Buonanotte Claudia,grazie è stata una serata stupenda – disse Luisa – Grazie a voi, non la dimenticherò.Ci vediamo alla spiaggia domani – Sicuro,tesoro – ancora Luisa. Rientrate al nostro numero nove, ci facemmo una doccia,a letto in attesa del secondo giorno di vacanze.

Inculate lesbo | Racconto saffico di Simona 63

La mia personal traier oltre a sfinirmi con esercizi massacranti con lapprezabile risultato di avere in bel fisico tonico e sodo e dei bei glutei tondi e duri mi ha fatto provare lebbrezza degl orgasmi anali. Ha iniziato un pomeriggio mentre ero sdraiata sul lettino a sfilarmi i patacollant e allargandomi il buco dei sedere con le dita infilandomi infine il suo pollice.

Inculate lesbo | Racconto saffico di Simona 63

La mia personal traier oltre a sfinirmi con esercizi massacranti con lapprezabile risultato di avere in bel fisico tonico e sodo e dei bei glutei tondi e duri mi ha fatto provare lebbrezza degl orgasmi anali. Ha iniziato un pomeriggio mentre ero sdraiata sul lettino a sfilarmi i patacollant e allargandomi il buco dei sedere con le dita infilandomi infine il suo pollice.

Mia madre mi scopa | Racconto saffico di LARA

Ciao a tutti mi chiamo Lara ho 18 anni sono mora alta 1,60 belle tette e un gran culo .Mia madre e mora alta come me fisico statuario visto che insegna ginnastica alle medie. Era estate io e mia madre decidemmo di andare al mare , eravamo in camera dei miei genitori e con mia madre iniziammo a provarci vari costumi . Fu allora che notai la fica di mia madre completamente rasata , la cosa mi eccito non poco, i miei capezzoli divennero duri , fu mia madre a rompere il ghiaccio dicendomi che forse era il caso di dare una sistemata ai peli della mia fica, le dissi se potevo rasarmela completamente e lei rispose certo perche no. La cosa che mi stupi e allo stesso tempo eccito fu quando mi disse che se mi andava labrebbe rasata lei visto che aveva esperienza. Accettai presi loccorrente mi misi a gambe aperte sul letto .Inizio a spalmare la crema su tutta la fica ,prese la lametta e mi raso totalmente la fica.Mi disse di aspettare ,dopo poco torno con uno specchio e mi fece vedere come era venuta.Ero totalmente rasata fino al buco del culo,mi piacevo.Dopo prese una crema e me la spalmo di nuovo di nuovo su tutta la fica ,mi disse era per il pruciore ,inizio con un lento massaggio ai bordi della fica ,la cosa mi stava eccitando ,iniziai a bagnarmi ,mia madre se ne accorse e mi disse vedo che ti piace ,io risposi :sei brava mammma continua .Fu allora che mia madre inizio a passare le dita sopra le grandi labbra della mia fica ,iniziai a colare ,lei oso di piu e mi inizio a toccare le piccole labbra con un leggero inizio di dito dentro ,iniziai a toccarmi i seni e pizzicarmi i capezzoli ero partita…. dalla mia bocca uscivano gemiti di piacere…. uummm siiii daaaaiii diiii piu con quelle ditaaaaa. MIa madre affando due dita dentro e inizio a farmi un ditalino fantasticooooo!!!!

La coinquilina | Racconto saffico di Porcellina87

Ero una studentessa fuori sede e condividevo l’appartamento con una ragazza. Durante il fine settimana arrivava il mio fidanzato e scopavamo come ricci, ma durante la settimana potevo solo accontentarmi di masturbarmi. Quella mattina ero sola in casa, mi feci una doccia e dopo essermi asciugata decisi di camminare nuda per casa: mi eccitava girare e sentire le labbra della mia figa che cominciavano a gonfiarsi. Mi distesi sul divano a gambe aperte completamente nuda e cominciai a massaggiarmi i seni. Pensavo a lui che mi toccava e arrivai in fondo al monte di venere. Poi cominciai a massaggiarmi il clitoride e tillarmi. Gemevo, pensavo a lui che me la leccava e che me la succhiava. Presi un pennello da trucco e lo passai sul clitoride gonfio. Ero eccitata e stavo per venire quando entrò la mia coinquilina. Ci guardammo un secondo che durò un eternità e poi me ne uscì con un “non dirmi che te non ti masturbi”. E lei mi disse “a me piace anche leccarla” e si avvicinò a me. In silenzio si avvicinò a me e ci baciammo, passò ai miei seni ed i capezzoli divennero duri. Passò la lingua sulla pancia, sul ventre e poi scese tra le mie cosce. Prese in bocca la mia figa e cominció a succhiare. Leccava e succhiava divinamente. Sapeva ciò che volevo perché era ciò che voleva lei in quanto donna. Il clitoride veniva risucchiato mandandomi in estasi. Aprii ancora più le gambe per farmela leccare . Si staccò da me e soffió sopra la figa mentre io piagniucolavo di continuare. Prese il pennello che avevo posato e prese della marmellata: mi spennellò i seni facendo un percorso che arrivava fino al fulcro del piacere. Ci baciammo e poi cominció a scendere e leccare i seni e poi il ventre.. lentamente. Poi arrivò mi mezzo alle mie cosce e inserì due dita dentro e cominció a sgrillettarmi. Ero aperta davanti a lei e mi sentivo viva ed eccitata come mai era successo. Si avventó sulla mia figa e cominciò a leccarmi e succhiarmi. Le spinsi la testa fra le cosce e alzai il bacino “ancora ancora, di più”. Mi mordicchió il clitoride e mi disse “vieni per me” ed io venni. Lei bevve tutto il risultato del suo lavoro mentre io ancora pulsavo. “Mi piace la tua figa” mi disse. Ci baciammo a lungo e poi lei andó a studiare. Quella sera mi masturbai pensando a lei e al suo lavoro di bocca pensando alla prossima volta che me l’avrebbe leccata.

La mia padrona di casa è diventata la mia Mistress 2 | Racconto saffico di Ladyslave

Salve a tutte e tutti, sono di nuovo qui a raccontarvi un altro episodio relativo alla mia relazione di sottomissione tra me e la mia padrona di casa ai tempi dell’Università. Come dicevo alla fine del primo racconto, l’accordo tra me e Claudia prevedeva una sessione di bdsm mensile in cambio del dimezzamento dell’affitto da pagare per la dependance in cui abitavo. Io accettai perché avevo bisogno di mettere da parte dei soldi e comunque devo dire che non mi dispiaceva affatto fare la schiava sottomessa di una bella donna come la mia bellissima Mistress.

Dildo nel culo | Racconto saffico di Anonima

Era tornata da poco ma eravamo riuscite a ritagliarci degli scampoli di tempo per stare insieme come volevamo noi, eravamo state insieme qualche giorno prima e quella domenica mattina decidemmo di andare a correre sul lungo lago così come avevamo fatto altre volte prima che lei partisse per quel viaggio durato poco più di due mesi. Eravamo a metà settembre e il clima era ancora mite e si lasciava godere. Laila era partita da qualche giorno per tornare a casa e al suo lavoro. Un’ora di corsa, per tenerci in forma, mentre correva le sue forme mi sembravano ancor più ben fatte e non potevo non notare la canotta che gli stringeva il seno mettendo in evidenza i capezzoli, così come non potevo non notare i suoi glutei sodi trattenuti dallo scaldamuscoli e forse sotto niente. Almeno 2 o 3 volte alla settimana di mattino presto o alla sera dopo il lavoro andavamo a correre per tenerci in forma, dopo la corsa e alcuni minuti di defaticamento ci fermavamo sul lungo lago sedute su una panchina a guardare quello stupendo specchio d’acqua. Alle nostre spalle il paese che sembrava arrampicarsi sulla collina preceduto da un bel uliveto. Davanti a noi guardavamo le tavole muoversi scattanti sull’acqua con sopra chi le guidava con gesti precisi e altrettanto scattanti per cambiare direzione. Parlavamo di noi due, dei nostri uomini, mio marito Giuliano, mio figlio Carlo , di suo marito Roberto, e di Angelica. Ma quel mattino era diverso. Mentre Annamaria parlava avvertivo in lei una nota diversa, era come se parlasse quasi sottovoce per non farsi sentire da altri, il suo sguardo era diverso dal solito, era quasi malinconico, eppure solo due giorni prima eravamo state insieme e siamo state bene. Incominciavo a preoccuparmi per quel suo modo di fare così le chiesi: “Annamaria , mi sembri un po stanca, cosa succede, non stai bene, ti vedo un pò, un pò, non triste ma malinconica” “No,no Nella non sono ne triste ne malinconica, anzi sto bene, molto bene, stavo solo pensando che per due mesi non ci siamo viste e mi sei mancata tanto come mi sono mancati gli altri e credimi è stata dura” Mentre parlava mise la sua mano destra sulla mia e non potei fare a meno di dirle “Oh Annamaria anche tu mi sei mancata tanto sai, se penso a come mi hai aiutata a vedere le cose in modo diverso, prima ero tutta casa e lavoro, ora invece casa e lavoro si ma anche me stessa, si voglio dire grazie a te ho scoperto il piacere che forse cercavo da sempre, ho scoperto il calore che un corpo di donna ti può dare e la dolcezza dei suoi baci e……..” “No non è solo grazie a me, ma al tuo sforzo di superare l’indecisione e la paura che non ti ha mai permesso di fare ciò che forse da sempre avresti voluto fare, e pensare che a volte basta così poco, uno sguardo, una carezza, o un bacio …” rispose senza finire perché la interruppi ricordandole: “Già come quella volta che io e te siamo andate in città a fare compere e poi la smagliatura delle mie calze ha contribuito a fare il resto” “Si Nella ti confesso che non vedevo l’ora di avere un’occasione per poter toccare le tue gambe, ma poi nel camerino mentre ti stavi cambiando ho avuto paura di rovinare tutto” “No Annamaria non hai rovinato niente, anche io desideravo le tue mani sulle mie gambe e ricordi poi in macchina al parcheggio?, sembravamo due adolescenti alla prima esperienza, in effetti per me era la prima volta che baciavo una donna e la toccavo proprio nella sua parte intima sentendo il calore umido intriso di umori, fino a prima di allora avevo toccato solo me stessa, forse come fanno tutte. “Si Nella è vero, eravamo eccitate tutte e due, le mani tremavamo mentre percorrevano i nostri corpi e il nostro respiro era come interrotto, i nostri cuori acceleravano e ritardavano il loro battito e poi mentre guidavi mi piaceva guardarti e toccarti le gambe fino in mezzo alle cosce e credo che piaceva anche a te” “Altro che si mi piaceva, non vedevo l’ora di fare tutto quello che in macchina non abbiamo potuto fare, però ricordo che non abbiamo aspettato molto, ricordi Annamaria” “Si ricordo ed è stato stupendo, è stato qualche sera dopo quel primo approccio, al cinema, ti ricordi? Eravamo vicine e senza dare nell’occhio le nostre mani esploravano l’interno delle nostre cosce e ogni tanto risalivano fino al seno per stuzzicare i capezzoli turgidi, accidenti facevo fatica a trattenere i sospiri che mi assalivano da dentro.” “Si anche io ero in un lago, per l’occasione mi ero pure depilata, e questo mi faceva sentire meglio le mie grandi labbra gonfie e bagnate, avevo quasi paura di venire ma per fortuna ad un certo punto ci siamo decise ad uscire dal cinema e una volta in macchina visto che al parcheggio interrato non c’era nessuno ed eravamo lontane da occhi indiscreti abbiamo continuato quello che avevamo iniziato al cinema” “Si Nella, avevamo ribaltati i sedili, io ero sotto a te, con le mie mani accarezzavo il tuo stupendo fondo schiena e ti attiravo per i glutei per sentirti meglio, ti muovevi come per montarmi, ci baciavamo, ci accarezzavamo, sentivo il tuo seno contro il mio, le tue gambe in mezzo alle mie, le tue unghie sulla mia schiena e il nostro sesso separato dalle gonne che indossavamo.” “È vero le gonne, finalmente mi decisi a slacciare la mia e a sfilarti la tua e, vederti così con le gambe avvolte dalle autoreggenti e il perizoma dello stesso colore mi eccitò ancor di più, al punto che con una mano scostai il perizoma notando con piacere che ti eri depilata, con la mia lingua lambii l’esterno delle tue grandi labbra lisce e calde, sentivo l’odore della tua vagina che emanava il profumo leggermente acre della tua voglia di venire mentre te la leccavo, ma anche il tuo seno mi attirava, mi piaceva mordicchiarti i capezzoli inturgiditi, guardare il tuo volto contratto dal piacere con gli occhi semichiusi e la bocca schiusa pronta a ricevere la mia lingua calda e umida dei tuoi umori” Dopo una breve pausa Annamaria riprese ad evocare quei bei ricordi “Nella ricordi poi quando abbiamo cambiato posizione? Ed io che insinuavo la mia lingua tra le tue cosce per arrivare lentamente alle tue grandi labbra gonfie?, con le dita di una mano le avevo aperte per arrivare meglio al tuo clitoride per succhiarlo, sentivo i tuoi gemiti, il tuo corpo era tutto un fremito, sentivo che stavi per venire e così affondai ancora di più la mia lingua e ti sentii venire” “Si Annamaria ricordo bene e ricordo come ti ho fatta venire io, mentre ti sditalinavo con una mano, con l’altra ti accarezzavo l’ano e quando ho capito che stavi per venire ho appoggiato la mia bocca sulla tua vagina assaporandone gli umori che stavi liberando, provai una sensazione mai provata prima, per me era eccitante” “Sentii anche io il sapore dei miei umori perché dopo essere venuta con la tua lingua in mezzo alle mie grandi labbra ci baciammo a lungo, e ricordo anche che fu difficile interrompere quella stupenda serata, ma ormai era tardi e dovevamo tornare” La nostra conversazione durò ancora un po, intanto il sudore dovuto alla corsa si era asciugato e guardandola le dissi: “Dai Annamaria andiamo a casa, ci aspetta una bella doccia e poi chissà, la giornata è ancora lunga e oggi possiamo trovarci magari con i rispettivi mariti, che ne dici?” Per tutta risposta mi arrivò un caldo e delicato bacio sulle labbra accompagnato da un dolce sorriso e avviandoci mi disse: “Nella sei stupendamente e dolcemente coinvolgente” Rientrammo nelle rispettive abitazioni salutandoci con un “a più tardi” Giuliano stava già preparando per il pranzo, ci salutammo con un bacio e qualche effusione poi andai a farmi la doccia. Mentre mi insaponavo mi ritornavano in mente le cose che io e Annamaria ci eravamo dette poco prima. Rimasi immobile per qualche attimo, sentivo l’acqua calda scivolarmi addosso entrare in ogni mia piega, il suo calore mi dava benessere ma non riuscivo a non pensare alle parole di Annamaria. Le mie mani scivolavano su tutto il mio corpo soffermandosi prima sui capezzoli e poi in mezzo alle gambe, forse per il
benessere dovuto all’
acqua calda, forse per i ricordi di cui avevamo parlato sentivo la voglia di toccarmi più profondamente così tolto il guanto insaponato e facilitata dal sapone liquido mi infilai due dita nell’ano, con l’altra mano intanto mi massaggiavo le grandi labbra facendo entrare anche qui due dita. Mi sentivo tutta eccitata, l’acqua scorreva e con lei le mie dita mi eccitavano sempre più, immaginavo che a farlo fosse lei Annamaria, avrei voluto averla li con me e lasciarmi fare quello che solo lei riusciva a farmi. In quegli attimi posseduta dal piacere dell’autoerotismo mi venne in mente anche Laila, a quel punto la voglia si fece sentire ancor di più, immaginavo Annamaria mentre mi offriva la sua lingua infilandola nella mia bocca e Laila che stuzzicava i capezzoli leccandomeli mentre mi masturbava, nella mia mente si faceva strada l’idea che far sesso noi tre sarebbe stato bello ed eccitante, fantasticando un triangolo perfetto, io che leccavo Annamaria dal suo clitoride voglioso fino a lambirle delicatamente l’ano, Nella che faceva altrettanto con Laila e Laila che lo faceva con me. Con questa fantasia in testa spinsi ancor di più le dita che avevo nell’ano e con le dita dell’ altra mano massaggiai più forte che potevo il mio sesso, sentivo che stavo per venire, il mio respiro si faceva irregolare e a fatica trattenni i mugolii di piacere, venni. Mi sentivo quasi spossata, rimasi ancora per qualche istante sotto la doccia come per liberarmi del tutto da quegli attimi di autoerotismo, poi indossando un accappatoio andai in cucina ad aiutare Giuliano. Ma neanche dopo essermi masturbata sotto la doccia ero riuscita a placare le mie voglie, sapevo che quel pomeriggio io e mio marito avremmo fatto sesso come volevamo, ma il pensiero di poterlo fare con Annamaria e Laila non mi abbandonava anzi mi eccitava sempre più. Annamaria non sapeva ancora nulla di Laila, non glielo avevo ancora detto, sapevo che dovevo dirglielo e così feci appena si presentò l’occasione. Ormai erano passati più di due mesi da quando conobbi Laila, ogni tanto ci sentivamo per telefono, e proprio una sera che Annamaria era a casa mia squillò il cellulare, era lei, e dopo i saluti e qualche altro convenevolo di rito mi annunciò che la settimana successiva sarebbe passata di lì e se volevamo si sarebbe fermata per un saluto. Era il momento giusto, non persi l’occasione per parlare a Annamaria di Laila. Dopo averla descritta e averle detto come l’avevo conosciuta, sembrava eccitata e incuriosita e mi disse: “Oh Nella non vedo l’ora di conoscerla, chissà se riuscirò ad esserle simpatica”. I giorni successivi trascorsero normalmente come sempre fino a quando il giorno che avevamo concordato arrivò Laila. Erano circa le 14,30 del pomeriggio, un sabato pomeriggio, la giornata era umida il cielo grigio e minacciava pioggia. Suonò il citofono, dalla finestra la vidi, era li in piedi davanti al cancelletto, era sola, aprii e le andai incontro: “Oh ciao Laila, come stai? Hai fatto buon viaggio spero, sai con questo tempaccio” “Ciao Nella ti trovo stupendamente in forma, si si ho fatto un buon viaggio, un po di traffico ma niente di straordinario, tu piuttosto tutto bene?” “Si Si tutto bene, non vedevo l’ora che venisse questo giorno, oh finalmente, Laila vieni ti presento Annamaria”. Annamaria era rimasta sulla porta ad aspettarci e quando la vide la salutò con un cenno della mano, una volta entrate tutte e tre in casa le presentai a Laila: “Annamaria lei è Laila, Laila lei e Annamaria” Si strinsero la mano scambiandosi un bacio sulla guancia, Annamaria esibì il suo bel sorriso e Nella fece altrettanto. “Che bello finalmente vi conoscete, si perché anche se a tutte e due ho parlato di voi, nessuna delle due ha mai conosciuto l’altra fino ad ora” esclamai. Mentre parlavo e facevo accomodare Laila potevo notare l’espressione di Annamaria, guardava Laila con estrema dolcezza, mentre preparavo una tazza di thè notavo che parlando si scambiavano anche dei sorrisi. “Bene ragazze quali sono i programmi?, Laila ti fermi almeno per questa notte e domani vero?” chiesi “Se non sono di disturbo, volentieri, così possiamo stare un po insieme e raccontarci un po di cose” Rispose Laila con mio grande piacere e potevo immaginare anche di Annamaria. Nonostante il tempo minaccioso decidemmo di uscire per fare quattro passi sul lungo lago. Camminammo per circa un paio d’ore parlando di noi di come avevamo passato il nostro tempo, passando davanti alla spiaggetta dove conobbi Laila esclamai” “Oh Laila, ricordi questo posto?” “Come potrei non ricordarmelo mia cara” rispose. Ci guardammo tutte e tre, nei nostri sguardi l’intesa di chi sapeva perché non si poteva dimenticare quel posto. Camminavamo io e Annamaria ai lati di Laila, sentivo il profumo che l’accompagnava, anche se parlavamo del più e del meno la sua voce era suadente, calda, il movimento delle sue labbra accompagnavano le parole con dolcezza, quella dolcezza che provai la prima volta che l’ho baciata. Con mia soddisfazione potevo notare che anche Annamaria si trovava bene con lei. Decidemmo di tornare a casa e una volta arrivate di darci una sistemata. “Che ne dite di una bella doccia calda?” chiesi e mi sentii rispondere da Annamaria: “È proprio quello che ci vuole, con tutta questa umidità,” Laila ci guardava e ammiccando un sorriso: “Già è proprio quello che ci vuole ma chi la fa per prima? “ma così non finiremo mai e sprecheremmo un sacco d’acqua, non è meglio farla assieme? Esordii Tutte e due mi guardarono e: “se va bene anche a Annamaria va bene anche per me” rispose Laila. Siamo andate in bagno dove la doccia è abbastanza grande per accogliere tre persone,iniziai a spogliarmi per prima, sentii un voce chiedermi se avevo bisogno d’aiuto, era Annamaria, le risposi: ”Si magari se mi aiuti a slacciare il reggiseno” “certo mia cara” sussurrò avvicinandosi da dietro Sentii le sue mani calde scorrere lungo la mia schiena, soffermarsi all’altezza del gancio del reggiseno e poi lentamente scivolare davanti come per reggermi il seno voglioso di essere accarezzato, sentivo il palmo della sua mano leggero scorrere dai fianchi fino a sopra il seno, le sue dita soffermarsi sui capezzoli inturgiditi. Mi appoggiai con la schiena a Annamaria che ora mi baciava sul collo, sentivo il suo respiro caldo e attirandomi a se cominciò ad accarezzarmi in mezzo alle cosce, le allargai leggermente per consentirle di toccare meglio le mie grandi labbra ormai intrise dai miei umori. Intanto Laila si era portata davanti a me socchiudendo gli occhi e schiudendo la bocca insieme alla sua lingua saettante mi offrì il tiepido calore del suo respiro. Con la mia lingua cercai la sua, era morbida sembrava vellutata, la nostra saliva si confondeva, ora io ero in mezzo a loro due, Laila davanti e Annamaria dietro. Laila si abbassò per succhiarmi il seno e pian piano sempre più giù, sentivo la sua lingua scivolare dal ventre fino a dove l’aspettavo per sentire la sua lingua insinuarsi tra le pieghe della mia vagina. Allargai ancora di più le gambe, in quell’attimo Annamaria mi accarezzò le natiche e lentamente con tanta delicatezza infilò un dito nell’ano roteandolo come per una masturbazione. Ero completamente presa dal piacere che provavo, con le mani appoggiate alla testa di Laila la guidavo mentre la sua bocca surgeva i miei caldi e copiosi umori. In quegli attimi anche Laila e Annamaria si erano liberate dei loro abiti rimanendo come me con le sole calze autoreggenti. Il contatto delle nostre gambe avvolte dalle calze contribuiva ad eccitarmi, ora era Annamaria a baciarmi e mentre mi offriva le sue labbra sentivo: “Nella sei stupenda, si ti voglio, mmmmm, ahhhhhhh, meravigliosa mon amour, je t’aim” “si così, così, ancoraa, mmmm, godoooo, vengooooo ohhhhhhh” riuscii a bisbigliare travolta dal piacere e da sussulti che mi attraversavano per tutto il corpo mentre venivo liberando i miei umori. Laila si appoggiò con le mani alla parete e divaricando le gambe mi offrì la vista dell
e sue natiche messe in ri
salto dal segno più chiaro dovuto all’abbronzatura che il tanga le aveva lasciato. Io ero in piedi dietro a lei e con una mano le accarezzavo il suo splendido posteriore. Annamaria mi porse un fallo di lattice delle dimensioni reali, dopo averlo lubrificato lo infilai nell’ano di Laila che ebbe un sussulto, forse di dolore ma dopo pochi secondi la vidi muoversi come per sentirlo meglio dentro, si girò e abbracciò Annamaria baciandola sulla bocca. Io cercavo di darmi da fare toccando ora una e poi l’altra sulle parti più sensibili, leccando loro ora la vagina bramosa di essere liberata dai loro umori, ora i loro capezzoli. Sentivo che provavano piacere entrambe, le cosce di Laila in mezzo a quelle di Annamaria, le loro vagine a contatto tra loro e le loro bocche che si cercavano per scambiarsi lunghi e appassionati baci, nonostante fossi già venuta mi procuravano ancora piacere. Nella prese il fallo di lattice, di quelli doppi, infilò una estremità tra le sue grandi labbra e l’ altra estremità nella vulva di Annamaria, incominciò a muoversi con ritmo regolare, lentamente, lentamente fino a farlo entrare tutto nella stupenda fessura di Annamaria, si montavano con grande delicatezza offrendosi attimi di intenso piacere. Le sentii tutte e due scambiarsi frasi di apprezzamento tipo: “sei fantastica, sii dai cosììììì, ancora ahhhhhh, ahhhhhhhh vengoooooo” Vennero tutte e due abbracciandosi e accarezzandosi si scambiavano baci profondi, vedevo le loro lingue cercarsi, incontrarsi assaporando la dolcezza che l’una offriva all’altra. Mentre le guardavo mi assalì di nuovo una gran voglia di essere presa da tutte e due ma dovetti trattenermi, era ora di farsi una doccia calda. Tra me e me pensai: “La mia voglia la risparmio per questa sera, e fu una sera indimenticabile.

Leccamela | Racconto saffico di Sensualissima Passione

Le 20.15 e io ero ancora bloccata in ufficio. Alle 17.29, esattamente un minuto prima che l’orario lavorativo terminasse, il mio capo aveva convocato me e i miei colleghi per l’ennesima, riunione. Da quando si era separata dal marito si era buttata a capofitto nel lavoro, tirava fino a tardi in ufficio e ogni scusa era buona per costringere anche noi a fare altrettanto.

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Durante le superiori io, Veronica e Miriam facevamo parte di un terzetto molto unito ed eravamo tra le ragazze più ambite di tutta la scuola. Ovviamente da questo cercavo di trarne il massimo vantaggio, flirtando o giocando con i ragazzi più carini o addirittura qualche prof con i quali era sufficiente mettere un po’ più in mostra le tette per ammorbidirli.

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Sono Giulia ed ho 20 anni ma la mia vera prima esperienza completa quando ne avevo 18 e qualche giorno in più. Sotto le feste di natale per arrotondare ho aiutato una mia amica in un negozio di calzature. Un giorno una cliente, una bella e stilosa signora sui 45 acquista diverse paia di calzature che regolarmente dopo alcune chiacchiere paga ed esce. Per pura casualità, alcuni giorni dopo mentre faccio colazione in un bar del centro è lei che mi riconosce ed insieme usciamo dal locale. Con lei mi trovo benissimo a parlare e ci scambiamo i telefoni. Lei, Paola, dopo alcuni giorni mi chiama e decidiamo di trovarci. Diveniamo amiche e seppur se lei è notevolmente più grande, le frequentazioni aumentano.

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