Vicina inculata | Racconto etero di tomas

Ciao mi chiamo Ezio e ho da poco cambiato abitazione per rimanere più vicino alla mia sede di lavoro. Nel mio stesso piano abita Giovanna separata donna gentilissima che visto che abito solo soletto mi aiuta qualche volta nelle faccende di casa.Lei ha una sessantina di anni quasi 20 di più ed una donna normalissima un po triste data dalla forzata solitudine, fisicamente formosetta; all inizio non la notavo neanche da quel punto di vista ma ultimamente provo degli impulsi che non nego sfociano in qualche segona. Un giorno sento suonare il campanello, ero comodamente sul divano a visionare una soap americana , era proprio lei Giovanna. la feci entrare, era in una tuta abbastanza aderente che lasciava intravedere tutte le sue forme e ciò mi porto subito degli scompensi sessuali associandola all attrice della soap che me la ricordava. Aveva voglia di parlare di tutte le sue storie, malumori verificatasi dall allontanamento del suo ex marito che lo aveva lasciato per una straniera molto più giovane e che da allora deve pensare tutto lei alle pratiche di casa, alla manutenzione della macchina ecc.

Come mi sono scopato mia suocera | Racconto etero di Ivan3

Vivo in una villetta a schiera con mia figlia, mia moglie ed i suoi due figli maschi. Nella villetta a fianco stanno i suoceri, due signori ingamba nonostante letà, con una suocera di quelle che tengono al loro aspetto e ne hanno grande cura. Mentre sul versante coniugale sono arrivato ad una battuta darresto, per aver da tempo superato la soglia del fatidico 7° anno, verso la suocera mi si è acceso un interesse che finora nn esisteva. Mi piace essere desiderato, e mia suocera con me è sempre molto attenta e gentile, sembra proprio mi desideri. Mi cucina piatti deliziosi, mi stira le camicie magistralmente, si mostra sempre al massimo della forma e addirittura nn perde occasione per farmi spiare quello che tiene sotto i suoi abiti griffati. Tra gambe aperte e genuflessioni al pavimento, mi ha mostrato il suo sedere e le sue mutandine una infinità di volte. Così la nostra intesa procede tra laffettuoso e il morboso, almeno per me. Un giorno mi trovai a tu per tu con lei, e vedendomi di cattivo umore mi chiese cosa avessi mai; nulla risposi. Ma lei che è di quelle che sa leggere i pensieri insistette, e lo fece con tale garbo e costanza, che mi sentii di aprirmi; non funziona con tua figlia le dissi ormai da tempo nn facciamo più lamore. e come mai? chiese. Chissà, forse letà, forse cose di donne, oppure ha un altro ipotesi più plausibile perchè amici lhanno vista salire spesso sulla stessa macchina, ma io nn le chiedo, perchè mi interessa poco. e cosa posso fare per te? insistette mia suocera. eh! poco dissi io Mi serve lunica cosa che nn puoi darmi. Sai, un uomo ha delle esigenze e da qualche parte deve sfogarle. cosa intendi dire? disse lei. sesso risposi io tanto secco quanto esplicito, quasi soprendendomi da solo. A questa battuta allargò leggermente e forse inconsciamente le sue belle gambe, facendomi intravvedere la parte alta delle cosce e il triangolino dello slip. Sembrava interessata allargomento. certo mi spiacerebbe tu facessi le corna a mia figlia, ma ti capirei, e lo diceva avvicinando il viso al mio. La mia capacità di astinenza ha un limite, e sono vicino a superarlo dissi, e mentre lo dicevo mi si gonfiava il pacco. Lei getto subito uno sguardo ai miei pantaloni, lo sguardo le si accese e sulle mutandine mi parve intravvedere una macchiolina chiara. guarda di nn sottovalutarmi, io forse qualcosa lo posso fare continuava. E dicendolo mi mise una mano sulla coscia. Io provando a gettare lesca tra il sorpreso e lironico esclamai ma mica possiamo fare sesso io e te? e chi lo vieta? rispose con tono euforico, se e per una operazione di bene, tantopiuse rimane in famiglia, io ci sono. E io fingendo sorpresa perche, faresti cose di sesso con me per alleviare le mie sofferenze? certo evabbe, se ti chiedessi di farmi una cosa con la bocca? puoi anche chiamarlo pompino, so bene cose. vorrei prenderti in parola le dissi, ormai su di giri. Dai, tira giu le braghe che ti dimostro che nn scherzo. Fingendo ancora un po di ritrosia, mentre lei mi aiutava a spogliarmi, sfilai pantaloni e mutande e in un secondo apparve il mio strumento del piacere, bello grosso, turgido e gonfio. Gli occhi suoi si accesero e in due secondi lo aveva gia afferrato con la mano e spalancata la bocca, vidi scomparire il mio battacchio tra le sue labbra. Senza piu dire nulla comincio una delle piu belle pompe di tutta la mia vita e mentre lei succhiava io allungavo la mano prima ad accarezzare le sue belle cosce, passandole da sotto i collant. E un secondo dopo aver eluso le mutandine, ero alla sua umida e soda figa, gia intento a massaggiarla. Era davvero una situazione meravigliosa, e cosi continuai col mio lavorìo. In breve ci eravamo strappati gli abiti di dosso, e dalla sua bocca avevo portato il mio battacchio tra le sue gambe, dove una sorca pronta e umida lo aspettava. Da come sospirava e urlava direi che provava molto gusto, ed io sempre fottendomela e infilalandole il mio cazzone nel ventre, davo il meglio di me, per lasciarle un buon ricordo e creare opportunità future. Nella foga la sollevai di peso e la girai, e glielo spinsi nel buco dietro, cosa che lei parve gradire. Prima di venire la rigirari e glielo rimisi in figa, duro al massimo e pronto a dare tutto. Il fiotto di sperma che segui sembrava un fiume in piena, lei si lascio andare tra sospiri di piacere e gridolini di soddisfazione, e al secondo getto finii col venirle in bocca per suggellare il possesso di quella bella femmina e delle nostre prossime scopate. Mi ero fatto lamante e stava comodamente nella casa a fianco. Le tante chiavate che seguirono furono superbe e sontuose. Mi lasciava entrare nel culo e davanti, bocca e spagnole, tutto!! Mi hanno sempre detto che le over 60 sono troie e spregiudicate, smaliziate e nemiche dei preamboli. Mbè, con mia suocera è verissimo. Non ha limiti

Piccole troie 2 | Racconto etero di Dillinger

Tornando a casa dalla festa insieme a Guendalina, mi sentivo in corpo un’eccitazione fortissima che sconfinava con la felicità. Mi ero scopato Amelia, la ragazzina più sexy che avessi mai conosciuto……e lei sembrava essersi innamorata di me, tanto che adesso pretendeva di vivere con me un rapporto esclusivo. Sapevamo entrambi che la cosa non era realistica, per tanti motivi, ma lei ci teneva davvero…..mah….avrei fatto il possibile per godermi questa relazione, cercando anche di mantenerla segreta, ma dubitavo che ci sarei riuscito. Però non potevo rinunciare a scoparmi quella ragazzina…mi stava offrendo emozioni e sensazioni mai provate….era una botta di vita, una vera novità per me, forse mi avrebbe cambiato intimamente. Sapevo anche di correre grossi rischi, ma non me ne importava un granchè……non ero in grado di fermarmi, almeno non subito….

La donna delle pulizie | Racconto etero di grillino

L’idea di fare sesso in un ufficio pubblico dove si lavora penso sia uno dei desideri erotici più diffusi, sia tra gli uomini che tra le donne. Per me che ci lavoro è veramente un’idea fissa! Il palazzo è molto grande, ci sono impiegati uomini e donne, e le storie sentimentali o di solo sesso sono praticamente infinite. Ma nessuno pensa alle povere signore delle pulizie, forse perché sono così dimesse e sfuggenti, per gli orari di lavoro, oppure perché nessuno vuole “abbassarsi” al loro livello…Invece, per me, sono una risorsa erotica stupenda. Si tratta quasi sempre di donne sole, divorziate o vedove, oppure con problematiche familiari pesanti, che invece vogliono svagarsi e divertirsi come tutte le donne. Ivana era una di quelle, una donna ancora piacente nonostante i suoi 45 anni circa, divorziata, con un figlio a suo carico. Nonostante la divisa oscena, manifestava un discreto fisico, belle mani ma soprattutto una splendida carica erotica rivelata da occhi vivissimi, azzurri, i capelli leonini e selvaggi, il trucco pesante ma gradevole… Tra noi due c’era molta simpatia e confidenza, forse uno dei pochi ai quali dava chiacchiera. Ogni volta che pensavo a lei, mi eccitavo e il pensiero correva a incredibili scopate nei luoghi più strani del palazzo. Ultimamente, non potevo pensare a Ivana senza correre nel bagno del mio piano e masturbarmi sulla tazza, pantaloni e mutande calate alle caviglie, come un sedicenne! Siccome ho una eiaculazione particolarmente abbondante, finivo per godere e schizzare sperma ovunque nel piccolo bagno, per riuscire a non sporcarmi e poi mi toccava pulire con la carta igienica. Poi mi venne un’idea porca! Una mattina presto, prima che Ivana facesse il giro di pulizie dei bagni, la precedetti, mi masturbai e lasciai tutto sporco, con i filamenti e i grumi di sborra sul lavandino, sullo specchio, sulla tazza. Uscii senza farmi vedere, poi tornai quando Ivana aveva scoperto e pulito il tutto e mi godevo la scena “…questi maiali…si divertono la mattina e lasciano sporco…porci…e io devo pulire!” la guardavo sorridendo solidale e le chiedevo notizie e lei “guarda Andrea, mi vergogno pure io a dirlo…qualcuno dei tuoi colleghi ha fatto il birichino e ha sparso tutto in bagno…” arrossì di vergogna, la salutai e andai via. Il giorno dopo rifeci lo stesso, una pippa al volo in bagno, schizzai ovunque come un idrante e via, aspettando che passasse Ivana. Tornai subito dopo e lei ancora più incazzata “…il maiale ha colpito ancora…si diverte a farmi pulire, il porco…” io le sorrisi malizioso e lei confessò “vieni a veder almeno tu Andrè…un maschietto si è fatto una pippetta e ora mi tocca pulire…almeno non lo sprecasse questo ben di dio…se lo prendo io…!!” e mi mostrò nuovamente il bagnetto con tutti gli schizzi del mio sperma ovunque, poi rimasi a veder un’attimo lei che con uno straccio lambiva i sanitari pulendo il mio liquido seminale e sciacquando lo straccio si sporcò le sue mani della mia sborra! Io rimasi di stucco, volevo solo provocarla ma lei mi eccitò ancora di più…Mi arrapai visibilmente, sentivo il cazzo gonfio premere sui pantaloni, notai che Ivana con la coda dell’occhio mi osservava il pacco e sorrise leggermente. Gli risposi “mbè, magari non ha con chi riciclarlo questo liquido e lo spreca così…anche avesse una moglie o fidanzata…” e lei “guarda, poveraccio lui, la fidanzata chissà che si perde se tanto mi dà tanto sulla quantità…” e mi fece l’occhiolino. Io diventai viola per la vergogna, corsi in stanza poi in un altro bagno del piano a masturbarmi nuovamente, pensando a Ivana che mi scopava come volevo. Qualche giorno dopo, andai in bagno, mi misi in piedi davanti alla tazza, calati pantaloni e mutande, iniziai a segarmi il mio grosso uccello, lo scappellai e iniziai a mormorare il nome di Ivana, lasciando la porta socchiusa e sapendo che lei sarebbe entrata tra poco. Ed infatti, la signora delle pulizie entrò, io accelerai la masturbazione bisbigliando il suo nome “oooh Ivana…siiii…dai Ivana succhiamelo…siii…ooohhh che pompino…” vidi di traverso Ivana avvicinarsi alla porta di soppiatto e sbirciare dentro, rimase lì un po’ e poi, come se nulla fosse, mi girai verso di lei con l’enorme uccello in mano e feci finta di rimanere sorpreso, cercando di nascondere un po’ il cazzo, Ivana si accese in volto, gli occhi si fecero maliziosi e piccoli, si mise sulla porta e disse “aaah…ma allora sei tu il porcellino sconosciuto eeehh…birichino…ora che dovrei fare??” io rimasi con il cazzo in mano e lo segavo lentamente, indeciso su che fare, e già dalla cappella gocciolava del liquido pre-eiaculazione… Ivana, in modo sfrontato, entrò nel bagnetto e si chiuse la porta dietro, mi guardò e disse “beh, è un piacere per una donna essere pensata da voi maschi durante le pippe…alla mia età poi…da un trentenne come te, il piacere è doppio” e senza dire altro, mi tolse la mano e mi afferrò lei il cazzone, masturbandolo lentamente. Io avevo il cuore in gola, era quello che volevo ma mi vergognavo troppo…Lei mi masturbò per un po’, poi si sedette sulla tazza, davanti a me e, guardandomi negli occhi, spalancò la bocca e si ingoiò tutto il pisello, sino ai coglioni! Iniziò così a farmi un bocchino incredibile, succhiando, leccando e ciucciando tutto il mio cazzo e la cappella come nessuna donna aveva mai fatto! Era una vera troia, come avevo sempre immaginato. Succhiò il mio pene con vero amore e trasporto, solo come una donna matura sa fare…non tralasciò un millimetro, leccò ogni singola vena del cazzo, lucidò la cappella con la lingua, io ero al settimo cielo…nemmeno la mia attuale fidanzata sapeva fare altrettanto! Quando stetti per godere, Ivana da vera esperta si interruppe, si alzò e si abbassò i pantaloni blu dell’uniforme da lavoro e le mutandine, nere e di pizzo, sino alle caviglie poi mi girò e mi fece sedere sulla tazza, prese il cazzo per la punta e si sedette sopra di me, impalandosi con un colpo secco. La sua fica era bagnatissima, carnosa, bollente…Ivana fece un gemito prolungato di piacere “oooohhhh….che bel cazzo che hai…mmmmmm dio quanto tempo che non scopo…” e iniziò a muovere il bacino e il culone per prendersi tutta la verga di carne dentro. Io stavo per svenire, sentivo il cazzo risucchiato dentro quella donna formosa ma soda, vogliosa come una troia, che mi scopava con vero desiderio! La tenevo per i fianchi, morbidi e larghi, le strizzai le tette, anch’esse sode nonostante l’età, entrando da sotto la divisa, mentre Ivana faceva anche su e giù impalandosi da sola sul mio uccello, era come se non scopasse da anni, io andai fuori controllo e l’onda dell’orgasmo arrivò prepotente “Ivana….Ivana…sto per venire…mi fai godere..ooohh cazzo sborrooooo…levati levati…” lei si girò famelica e rispose “…bello mio… ho pulito il tuo sperma per giorni, e adesso mi sborri dentro capito???…mi devi annaffiare la fica…ti voglio sentire tutto dentro la pancia, dai sborra sborraaaa…” a quelle parole gli diedi dei violenti colpi di cazzo in alto, facendola sobbalzare e mi lasciai andare ad un’enorme eiaculazione che mi travolse i sensi…sentii uscire dalla cappella enormi quantità di schizzi di sperma invadergli le viscere…Ivana emise un lungo gemito di godimento, aveva avuto un orgasmo travolgente, e si inarcò con la schiena prendendo tutto il mio piacere…poi si sfilò da me, si inginocchiò subito prendendo il mio cazzo in bocca e masturbandomi si prese in gola gli ultimi spruzzi di sperma! Rimase in ginocchio a farmi un pompino incredibile, pulendomi tutta la sborra e i suoi umori sparsi lungo l’uccello, con devozione e vero trasporto, guardandomi con i suoi occhioni quasi materni ma da porca milfona! Dovetti interromperla, altrimenti avrei sborrato un’altra volta, ma il dovere ci chiamava, quindi ci pulimmo con la carta igienica e ci rivestimmo, uscendo dal bagno facendo attenzione a non essere visti. Ora Ivana e io scopiamo spesso, ogni volta abbiamo l’occas
ione, ma sempre in quell’ufficio pubblico, sempre in quel bagnetto, sempre alla stessa ora…e stavolta non sprechiamo neanche una goccia!

La piccola vicina di casa 1 | Racconto etero di Cesare

La verità amici è che uno cerca di stare lontano dalle tentazioni, ma se te le servono su un piatto dargento….. fine settimana lungo, sento suonare alla porta, apro e mi ritrovo davanti i genitori della piccola nina, per un attimo, eterno, pensai di svenire. -ciao cesare, non sappiamo come chiedertelo, ci siamo concessi qualche giorno di mare, nina non vuole venire con noi, ci chiedevamo se gentilmente potresti occupartene tu, almeno durante il giorno, la notte verrà il nonno a farle compagnia, ci faresti il favore di darle unocchiata? di occuparti anche del pranzo, della cena, ci raccomandiamo inoltre di fare attenzione che nessuno venga a trovarla, altrimenti sai che casino succede in casa?- -certo si volentieri, lucia (mia moglie) è dai suoi genitori questo week end, se vi fidate delle mie capacità di cuoco e di baby sitter…- piatto dargento? no, di diamante. dalla finestra la controllavo, accidenti eccola, comè bella. …patapam!!!!! eccola con le gambe allaria, caduta da quella sorta di altalena. la soccorsi e vidi escoriazioni varie sulle gambe, mani, un pò ovunque. fu così che la portai in casa, le disinfettai le ferite, il culetto livido necessitò di pomate. la feci appoggiare col pancino sulle mie gambe, quelle grandi tette stupende, dure come pietre, appoggiate alla parte esterna della mia coscia. inuile dire che in un attimo il mio atrezzo si indurì tanto da fare male. cominciai a spalmare la pomata su quel piccolo sedere perfetto, bella bella bella, lo feci con calma, le chiesi come mai non fosse andata al mare, come intendeva passare quei giorni da sola. -non sarò sola ci sarà lei a farmi compagnia signor cesare- certamente ti farò compagnia dolce bambina. mi trattenni dal metterle una mano sul culetto, massaggiai con cura, lei cominciò a muoversi piano.

Anale – Cazzo nel Culo | Racconto etero di Malena N

È da giorni ormai che la parola anale, quasi come un istigazione, mi salta agli occhi di continuo riportandomi a pensieri e a voglie impronunciabili. Non si parla d’altro, dentro e fuori dal sito, e tutto ciò che dico o che sento a riguardo, mi rimbomba nelle orecchie fino a provocarmi stordimento. L’idea è stata geniale come chi l’ha avuta. Geniale come tutto quello che da essa ancora nasce e ne scaturisce. Mi diverte, mi eccita, mi incuriosisce, entrare nell’immaginazione di tutti e trovarmi di fronte alla fantasia galoppante di ogni autore che si è cimentato a scrivere.

Oral creampie | Racconto etero di Nuolablu

Non lavevo mai fatto. Me ne aveva parlato una mia amica in modo molto esaltante, così esaltante da farmi ballare il clitoride solo a parlarmene. Premesso che non sono una troia, che non sono una che va con tutti, che sa scegliere bene i suoi maschi, vanto alletà di 22 anni solo una decina di scopate con maschi, scelti con stile, scelti con classe. Con alcuni solo scopate di alto livello, con altri anche qualche mezzo fidanzamento non durato piu di tanto per motivi che non sto qui a specificare.

Uninsolita eccitante storia. | Racconto etero di Checco752.

Ero beatamente a prendere il sole di primavera nel mio giardino, quando sento un trambusto alla villetta accanto alla mia, abitata da due sorelle, una, Valeria, aveva venticinque anni e laltra, Susanna, intorno ai sedici/diciotto o giù di lì. Poco dopo sento fermarsi unauto davanti al loro cancello e, preso dalla curiosità per i rumori dentro casa, dò unocchiata fuori la recinzione e noto ladesivo dei Medici sul parabrezza. Poco dopo sento lauto ripartire. Tempo pochi minuti, eccoti arrivare da me Valeria che mi chiede se sò fare e posso praticare delle imiezioni a sua sorella perchè ha avuto un malore. Mi offro subito e valeria mi prega di spostarmi in casa sua per controllare Susanna fino al suo ritorno dopo essere stata in Farmacia ad acquistare il necessario in merito. Passo in casa di lei e trovo Susanna stesa sul divano sedata da una precedente intramuscolare praticata dal medico per lenire il malessere. Mi siedo accanto a lei e valeria parte subito. Al suo ritorno riferisco che ha dormito bene ma Valeria mi dice di svegliarla per farle liniezione però la rassicuro che le mie punture non si sentono affatto e poi vedo che il farmaco non ha componenti che bruciano in corpo, perciò la invito a scoprire il culetto a sua sorella senza svegliarla. Mi rendo conto però che Valeria ci stava mettendo un pò troppo tempo a venire d in salotto col necessario ma poi, quando entra in salotto noto che ha in mano il sorpassato bollitore di una volta e le chiedo perchè vuole martoriare la sorellina con quella roba da incubo e lei cade dalle nuvole ma la prego di attendermi e corro a casa mia a prendere una normale siringa usa e getta. Torno da lei ed in pochi minuti ho praticato liniezione a Susanna senza che lei se ne rendesse conto e vedo poi Valeria con gli occhi spalancati, facendomi notare che una puntura a Susanna è una vera e propria impresa. Le rispondo che con lago indolore, ovvero con sfaccettature che gli permettono di bucare senza lasciare traccia e, sopratutto, senza farsi notare, uniniezione diventa un vero e solo gioco. Fino a lì perciò nessun problema ma sempre valeria mi dice che la seconda sarà impegnativa perchè Susanna sarà sveglia e chi la domerà? Rido sotto i baffi e poco dopo eccoti Susanna svegliarsi e chiedendo cosa sta succedendo con me lì da loro ed in breve io le spiego che le ho appena praticato uniniezione per il suo malore e lei si stupisce per avere dormito tanto profondamente da non aver sentito nulla ed allora le dico che anche le prossime non le sentirà anche da sveglia. Valeria mi invita a cena e poco dopo stiamo a tavola tutte tre a goderci un arrostino squisitissimo e chiudiamo la cena con un dolce fatto da Susanna veramente buono. Poco dopo dò la notizia a Susanna chee le devo fare unaltra puntura e lei subito va in agitazione ma io, strategicamente faccio locchiolino a Valeria che ci metterò molto a preparare il tutto e prego Susanna di scoprirsi intanto il sedere, cosa che fa invece Valeria per la sorellina tremante. Prendo la siringa già carica, massaggio la natica col cotone imbevuto di alcool, poi rapidamente infilo lago e scarico la siringa tutta nel culetto, poi, sfilato lago, dico a Susanna che è meglio massaggiare ancora di più la natica e lei si sente rassicurata di sentire così meno dolore ma,a massaggio completato, le dico che quasi quasi non gliela faccio la puntura e lei raggiante mi sorride e, chiaramente poi cade dalle nuvole nel vedermi con la siringa in mano ma nota subito che è scarica, vuota, allora mi domanda quando mi farà liniezione ed io e Valeria ci guardiamo ridendo ed infine mi decido a spiegare a Susanna che ho già fatto quanto deovevo fare e lei risponde che non ci crede perchè per lei è una scusa per fargliela dimprovviso e basta ma le faccio vedere che butto la siringa nel sacchetto dimmondizie e poi mavvicino nuovamente a lei pretendendo un bacino alla guancia per pagarmi così il servizietto svolto. Lei è ancora incredula e dichiara che solo da me si farà bucherellare il culo da oggi in poi. Il mattino dopo, come accordato, vado da loro, munito di siringa, ma ci trovo solo Susanna perchè Valeria è a fare spesa. Chiedo a lei se vuole attendere sua sorella ma risponde che posso fargliela ugualmente e, anzi, si sdraia sul divano scoprendosi il sedere e poi, casualmente si rivolge a me girandosi di fianco eponendomi così la sua fighetta depilata ma finge di non essersi accorta della mossa sbagliata e si rimette a pancia sotto ad attendere. Proprio mentre strofino il cotone sulla natica ci infilo lago e lei così non se ne rende conto e dopo la seconda strofinata, le dico di avere fatto tutto. Lei rimane ancora stupita e, mentre sono davanti al tavolo per rimettere a posto tutto, sento una mano scorrere sotto il cavallo dei miei pantaloni e slacciarmi la cintura, così li vedo cadere giu ed in un attimo sento la mano che impugna il mio cazzo e mi fa poi roteare per potermelo prendere in bocca con labilità di unesperta amatrice. Inizia uno slinguamento che dura ben poco, infatti, trovandomi così impreparato ed anche ben eccitato, sborro una tale quantità che anche la ragazzina rimane burlata e finisce con la sborra che le va a traverso, tossendo. Corre in bagno a sciaquarsi la bocca, poi torna in salotto trovandomi ancora col cazzo di fuori seduto sul divano, si avvicina e minfila la lingua in bocca e lì slinguiamo fino a fare riaddrizzare il mio corposo batacchio che lei subito impugna ed in pochi secondi poi si libera del vestitino e sfila lo slippino, mettendosi al mio fianco sul divano allargando le cosce come un invito a scoparla senza esitare di più ma a me prendono subito i rimorsi di avere a che fare con una minorenne e voglio prima di tutto sincerarmi che sia maggiorenne ma non sò come verificarlo, poi però mi viene spontaneo farle notare il mio grosso cazzone e le chiedo se ha la patente per i mezzi pesanti come camion o giù di lì, e lei prontamente mi fa notare che ha diciottanni e sta studiando per la patente. Sorrido felice di avere lautoconsenso di scoparmela senza indugi, senza rimorsi, senza dubbi, ed allora, dopo averle stuzzicato ben bene il clitoride e sentito che sta producendo un bel quantitativo di umori dalla fgihina, mi stendo sopra e le apro le cosce vellutate e lisce senza un pelino e le accosto il cazzo spingendolo dentro e sentendo così allargarsi la figa provocandole un certo dolorino ma che subito dopo le si tramuta in piacere e lì inizia a godere gemendo pazzamente. Stavo quasi per venirmene dentro di lei ma sentiamo arrivare lauto di Valeria ed io allora prontamente raccolgo i pantaloni e vado a chiudermi al bagno, dove mi rivesto e, scaricata lacqua, ne esco sorridente per salutare Valeria che era entrata in casa. Le riferisco di avere praticato liniezione alla sorellina e così me ne posso andare a casa mia. Infatti saluto tutte due e vado fuori casa. Mi trovo a fare lavoretti in giardino quando vedo giungere Susanna che di norma non apprezza la compangnia del mio cane perchè ne ha paura, ma quel mattino aveva improvvisamente deciso di fare amicizia col mio Asso, il pastore tedesco che è stato sempre amico di tutti e con tutti ed iniziano a giocare con la classica pallina. Dopo che lei mi disse che apprezzava Asso, le feci vedere come lui accetta i croccantini dalla mano di chiunque ed entriamo in casa dove invito Susanna a dargli lei stessa il cibo preferito e, dopo che lui è impegnato a mangiare, lei mi avvicina abbracciandomi ai fianchi e afferrandomi il cazzo che già dà segni di eccitazione. Dopo un attimo siamo entrambi nudi e ci sdraiamo sul tappeto iniziando un sessantanove che ci fa sborrare subito dopo. Ci fermiamo un attimo per baciarci, accarezzarci e dopo ci facciamo una meravigliosa scopata dove godiamo anche insieme tantissimo. Poi, nel rimanere abbracciati, lei mi chiede se potremmo provare il cazzo in culo ma le faccio presente che lui è ben grosso ed il suo culetto invece è magrolino. Così il discorso si spegne ma lei poi torna allattacco dicendomi che da quando sua sorella la sculaccia per punirla, gode infinitamente ed allora mi chiede se ho voglia
di sculacciarla anchio e si gira a pancia sotto, provocandomi bestialmente ondeggiando le sue chiappette magre ma sode, così mi metto a darle prima dei colpetti ma poi passo alla sculacciata ben decisa che la fà sobbalzare dai colpi sonori e dolorosi. Ad un certo punto lei inizia a singhiozzare ed allora io smetto ma poi è lei a esortarmi di sculacciarla ancora e lo faccio finchè vedo le cosce imbrattate di umori di figa. Lì la rigiro e me la scopo nuovamente e, quando stò per godere, le sborro sui seni che lei subito ripulisce raccogliendo le gocce con la mano che pulisce con la lingua. Si rigira nuovamente e così mi viene spontaneo sculacciarla ancora e poi mi confessa anche che le piacerebbe farsi fare da me una puntura con lago che usa sua sorella, quello antico e da lì capisco che lei è una masochista vera e propria. Poi ognuno prende la sua strada e nel tardo pomeriggio vado a farle liniezione ma dico a Valeria che non ho più siringhe così lei corre a comprarle ancora altre. Nel frattempo Susanna mi chiede se le faccio provare la puntura con la siringae lago sorpassati e così fa bollire il tutto e poi si presenta sdraiandosi sul divano ed io preparo la siringa e, senza preoccuparmi di non farle male, le infilo lago nel culetto con lentezza e lei così sente un dolore di certo non indifferente ma noto subito che sta godendo lasciando uscire gli umori dalla fighina e mi chiede inoltre di bucarle anche laltra natica. Mette a posto tutto poi sentiamo arrivare Valeria. Pratico liniezione di sempre, poi ceniamo ancora insieme e dopo tutti a dormire presto. Al giorno dopo Valeria va a lavorare al suo studio di Architetto ed io vado a svegliare Susanna che mi chiede subito di punzecchiarla con la vecchia siringa e, dopo averla fatta bollire, lei si sdraia sul suo letto ed io preparo il tutto ma, quando stò per massaggiarla con alcool e cotone, lei inizia a inscenare una protesta e non vuole farsi fare la puntura ma io comunque ho capito il suo intento e la prendo con forza stendendola sulle mie gambe ed iniziando una sonora e ben dolorosa sculacciata che le fa il culetto rosso come un gambero e, quando lei si arrende e si mette in posizione per liniezione, io le infilo lago grosso e ben doloroso con una lentezza tale da provocarle un acutissimo dolore e lei mentre le inietto il farmaco si mette a piangere disperatamente. Io, mai affascinato dal sadismo, stranamente godo da farmi drizzare il cazzo mostruosamente e decido a sua insaputa, di provare a possederla nel culo, infatti vado a slinguarle lano e poi, visto una sua crema per mani sul comodino, le ungo il forellino ed il glande e provo ad incularla ma lei inizia a gridare gemendo a lungo ma in me nasce un nuovo personaggio…(De Sade?)…insomma provo un gran piacere nel sentirla gridare e fare di tutto per non essere sfondata nel culetto.

Una prima notte di nozze indimenticabile | Racconto etero di Tara

Finalmente, il giorno delle nozze era arrivato, ed io mi sentivo la donna più felice e fortunata del mondo. Stavo per sposare Marco, di cui ero innamoratissima dal giorno che l’avevo conosciuto all’università. Uno dei più belli che frequentavano, corteggiato da quasi tutte le mie compagne di studi, e persino da qualche ragazzo con gusti anomali …; ovviamente, persone che lui non disprezzava ma che teneva a debita distanza. Per il ricevimento, dopo il matrimonio, un cugino primo di Marco, ci aveva lasciato a disposizione una sua enorme villa sul lungo mare di Cattolica, cittadina dove sia io che lui siamo nati e dove vivono la maggiore parte degli invitati, ed i genitori del mio futuro marito gestiscono una gioielleria tipo Tiffany. Ricchi da fare invidia, anche se a me non cambia di una virgola l’affetto che ho per loro, visto che hanno messo al mondo un uomo magnifico, che fra poco diventerà mio marito. L’unica nota negativa era il fatto che il matrimonio si sarebbe svolto nel pomeriggio, dopo le diciassette, visto che prima di noi ne avrebbero celebrati altri tre.

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