Lintimo che non serve | Racconto esibizionismo di eolo69

Io e mia moglie ci conosciamo da 20 anni e sposati da piu di 10 con due bei bambini. La nostra vita sessuale e sempre stata attiva e soddisfacente e come tanti abbiamo le nostre fantasie. Una delle mie e sempre stata quella di portarla a cena fuori senza le mutandine, non so perche ma e una cosa che mi eccita molto. Dopo anni di richieste una sera finalmente sono riuscito a convincere mia moglie a farlo. Il programma era uscire con degli amici cenetta e poi via in un locale dove si ascolta musica dal vivo. Si parte, lei indossa una minigonna comoda, calze autoreggenti nere, scarpe con tacco e maglioncino aderente con scollatura che mette in risalto i suoi splendidi seni. Ci troviamo in un ristorante cinese assieme ad un altra coppia, ceniamo ridendo e scherzando ma io non vedevo lora che lei si sfilasse le mutandine, ci alziamo paghiamo il conto e andiamo. I nostri amici si offrono di andare con la loro auto, la cosa si fa ancora piu interessante, arriviamo nel locale troviamo un bel posticino con un tavolo fatto da una botte e degli sgabelli alti. Tutto procede bene io e mia moglie ci scambiamo sguardi e sorrisi maliziosi, ad un tratto lei si alza e ci dice, vado un attimo in bagno… torna guardandomi e sorridendo, mi si avvicina e allorecchio mi sussurra … lo fatto … e con la mano aperta mi mostra le sue mutandine, le infila in borsa e si siede tra me e la sua amica. Da quel momento il mio cazzo si e indurito come il marmo. Lei si siede sullo sgabello a gambe accavalate, finalmente avevo raggiunto il mio sogno, era li senza mutandine un po imbarazzata e un po eccitata, allungo la mano e lappoggio sulla coscia e pian piano mi dirigo sotto la gonna, sento le sue gambe stringersi forse per istinto o forse per malizia, cerco di scoprire il pizzo delle autoreggenti fino a farlo intravedere agli avventori del bar, ma lei imbarazzata mi ferma la mano, siamo eccitatissimi mentre i nostri amici sono intenti ad ascolare musica e bere drinks. Si fa tardi e arriva lora di rientrare, usciamo dal bar per bere una cosa con il titolare, non ci posso credere lei e li in piedi accanto al titolare inconscio di avere una strafiga senza le mutandine, la guardo e vedo il vento che piano piano alza la gonna e penso che basterebbe poco a farla alzare e far vedere la sua passerina a tutti e la cosa mi eccita sempre piu. Saliamo in macchina seduti dietro mentre rientriamo parliamo come nulla fosse con i nostri amici, ora con la mano risalgo in mezzo alle sue coscie fino a farle salire la gonna scoprendo le gambe ed ammiro le calze autoreggenti e al centro i peli della sua figa. In un primo momento stringe le gambe ma poi cede e felice le apre guardandomi spalancando gli occhi e sottovoce mi dice … ma che fai! fidati ! dico io, raggiungo con la mano la sua figa bagnata e inizio a massaggiarle il clitoride, a stento si trattine e continua a parlare con la sua amica, non avevamo mai osato tanto fino ad ora.

Sega davanti alla zia | Racconto esibizionismo di Marco Liserni

Sono in vacanza a Milano a casa di una zia, lei vive da sola nel piccolo appartamento, dopo alcuni giorni mentre sono in bagno appena finito di fare la doccia e ancora completamente nudo, mia zia entra nel bagno e nel vedermi cosi nudo anziche andarsene magari scusaandosi per essere entrata, con gli occhi strabuzati guardando il mio pene eretto sussurra : Marco, non avrei immaginato che lo avessi cosi grosso !!

Lo faccio cornuto sulla spiaggia dei nudisti | Racconto esibizionismo di Elena di Castelbuono

Questa volta vi racconto di come ho fatto cornuto mio marito su una spiaggia di nudisti (che poi piu che nudisti è piena di guardoni e porci). Era piu o meno vrso lanno 2000 e avevo conosciuto , o meglio non lo avevo ancora visto di persone, un certo Silvano , e con lui chattavo spesso e mi sentivo a telefono . Era nata una certa intimità, lui voleva sapere come ero vestita e mi diceva che solo a sentirmi gli veniva duro. Passammo a uno scambio di foto m dapprima piu caste e poi andammo oltre e anche se non mi piaceva fisicamente, mi faceva eccitare il fatto che lui si masturbava guardando le mie foto e a volte anche al tel con me. Qualche volta mi coinvolgeva e anche io mi sditalinavo godendo come una maiala. Mio marito da buon cornuto (lo è sempre stato sin da fidanzati) non diceva nulla anche se sapeva ben poco. Poi Silvano mi parlò di questa spiaggia molto fuori mano dove si poteva prendere il sole nudi e se si voleva anche fare un pò di esibizionismo e fantasticando mi disse che secondo lui in un posto cosi io mi sarei fatta fare anche da lui. Gli risi al telefono dicendogli che non era nei miei gusti , troppa pancia… senza quasi capelli… gli occhiali.. piuttosto basso… di sicuro piu di me… insomma gli dissi non ti scopo è inutile che fai . Detto fatto comunque un venerdi chiesi a mio marito di andare su quella spiaggia e lui mi accontentò. Non portai neppure il costume ma andai con il reggiseno e una mutandina di pizzo trasparente e sopra un miniabito trasparente e misi anche un perizoma a mio marito . Sulla spiaggia mi tolsi il vestito e il reggiseno e restai con la micromutandina. Scelsi una duna piuttosto isolata e dopo pochi minuti vari guardoni vennero a piantare ombrelloni vicino a noi. Mio marito , tutto depilato, perizoma da femmina e smalto sulle unghie era chiaramente una checca e fece amicizia subito con unaltra checca con cui andò a fare il bagno. Dopo un pò che ero al sole arriva Silvano, era la prima volta che lo vedevo dal vivo . Aveva un costume a pantaloncino e una maglia lunga per coprire la ciccia. Da vicino era ancora peggio che in foto devo dire, tanti peli , la saliva che gli usciva dalla bocca mentre rideva… pochissimi capelli , chiatto e corto. Si sedette accanto a me e mise la sua asciugamano attaccata alla mia. In compenso era gentile e mi portò un caffè e dei biscotti alla mandorla molto buoni. Cominciammo a parlare, mi fece i complimenti dicendomi che ero piu gnocca di quello che pensava. Poi si tolse i pantaloncini restando nudo e vidi che il cazzo non era male (ma lo sapevo gia per le foto che avevo visto). Era gia vistosamente eccitato e mi disse perchè non ti levi anche tu le mutandine? . Gli dissi che non volevo per il momento e cambiammo discorso. Intanto mio marito e laltra checchina stavano in acqua e li vedevo ridere e scherzare. Mi girai e dissi a Silvano di mettermi la protezione e lui iniziò a passarmela sulla schiena e poi sulle cosce . le sue mani addosso , non posso negarlo, mi eccitavano e ansimavo dal piacere, e lui mi mise una mano in culo e piena di olio mi fece scivolare un dito nel buco del culo. Lo scostai e gli dissi di no ma lui era molto deciso e non sono riuscita a togliergli il dito dal mio buco del culo. Vedevo alcuni guardono che ci guardavano e se lo facevano in mano mentre mio marito era andato a un chiosco un po piu avanti con il suo amichetto checca come lui. Silvano oltre al dito in culo me ne mise due in mezzo alle cosce, dove ero un lago e mi tolse le mutandine. Gli dicevo di no con la bocca ma aprivo le cosce e volevo godere con i movimenti. Un guardone si venne a sedere sulla mia asciagamano e se lo fece in mano, forse mi mise pure una mano sulle gambe non ricordo bene tanto che ero eccitata. Silvano in un attimo mi tirò a sè e me lo mise tutto nella fica. Mi stava chiavando e io non riuscivo e forse non volevo resistere. Spingeva dentro con foga e a un certo punto mi sono trovata a baciarmi in bocca con lui e mentre le nostre lingue si intrecciavano ebbi il primo orgasmo insieme a lui che mi schizzò dentro. Unaltro guardone pure venne e sentìì lo schizzo di sborra sulla coscia. Sentivo la voce di mio marito e lo scostai di getto e Silvano andò in acqua mentre io restai con la sborra che mi colava tra le cosce , senza mutande e mio marito che mi porgeva una lattina di coca. Non ho mai capito se aveva visto tutto o solo qualcosa ma non disse niente se non ma come mai hai tolto le mutandine? avevi detto che non volevi farlo prima. Gli dissi che avevo cambiato idea e mi alzai per andare in acqua a raggiungere Silvano. Una volta raggiunto lui mi sorrise e disse hai visto che ti ho chiavata? te lavevo detto che ci riuscivo e la prossima volta ti prendo pure per dietro . Lo volevo uccidere ma era stato eccitante e restai a parlare con lui in acqua. Lui da sotto mi toccava e io toccavo lui e gli feci una sega e lui un ditalino a me. Poi andammo da mio marito e gli presentai Silvano e mangiammo tutti e tre insieme. Silvano ogni tanto mi toccava le cosce davanti a mio marito, eravamo tutti e tre nudi e appena mio marito si voltava , cercavo il cazzo di silvano e lui mi metteva le mani addosso. Fu una esperienza molto eccitante e devo dire che ho imparato che anche uno brutto poteva essere un ottimo amante e da quel momento mi sono fatta chiavare tante volte da Silvano e da altri uomini brutti come lui.

Mia cognata mi fece venire nelle mutande due. | Racconto esibizionismo di Mimmuccio23

Ero lì che cercavo di attirare la sua attenzione, finalmente mi vide che la stavo chiamando con gli occhi, le dissi se potevamo andare in un altra stanza, lei si alzò dalla poltrona e spingendo la carrozzina mi chiese cosa volevo dirle. Io un po’ con fatica le raccontai cosa era successo e che mi trovavo in quelle condizioni e che dovevo essere pulito. La vidi arrossire e mi disse perché non mi facevo pulire da mia moglie, le dissi che non potevo cosa le dovevo dire che mi ero eccitato guardando le cosce della adorata cognata. Lei restò qualche minuto interdetta poi mi chiese come avremmo fatto senza dare attenzione agli altri. Le dissi che poteva prendere dei fazzoletti imbevuti e pulirmi il cazzo fradicio di sborra, a mala pena mi apri la lampo e abbassandomi i pantaloni mi levo anche le mutande, prese le salviette e comincio a pulirmi l’uccello moscio ma ancora intero nella sua lunghezza e spessore, rimase impressionata per quanto era grosso lo prese in mano e con l’altra mi puliva, mi disse che era bellissimo e che sua sorella doveva essere felice nel prenderlo tra le cosce, invece di lamentarsi, mandati lo avesse suo marito non sarebbe mai scesa da quella mazza invece suo marito aveva un cazzo di dimenzioni modeste, e che soddisfarsi doveva rivolgersi ai suoi amici. Continuando a pulirmi aveva contribuito a farmi avere una nuova reazione, lei spalancando gli occhi mi chiese se poteva approfittare. Le dissi che doveva assolutamente approfittare anzi quando voleva poteva venire spesso a trovami. Lo accarezzo in tutta la sua lunghezza 22 centimetri, diede un bacio alla capocchia paonazza e se lo infilo in bocca succhiando avidamente il suo risucchio era così potente che sentivo le palle che suonavano dello sperma bevendo tutto e leccandosi le labbra disse,”BUONO”. Ci rimetterò in ordine e uscendo dalla camera le dissi che avremmo preso ulteriori appuntamenti. La giornata trascorse serenasmente, guardò bene di farsi guardare le cosce arrivando la sera se ne andarono. Poco mia moglie mi disse, cosa voleva mia sorella dirmi, le dissi invece farmi, lei subito mi chiese,” TI HA FATTO UN POMPINO QUELLA TROIA”. Le risposi,”UN OTTIMO POMPINO CON RISUCCHIO” .

Lho sodomizzata davanti a Silvanetta | Racconto esibizionismo di MASSIMO CORBUCCI

DANIELA è una donna 40 enne che ho conosciuto con un annuncio; separata e disponibile a fare sesso. Guarda caso era amica di una mia amica più grande di lei di 20 anni, tale Silvana, che chiamo col diminutivo, perché piccolina. Silvana non è mai voluta venire a letto con me, perché ce lho grosso e teme che le faccia troppo male. Poi sapendo della mia predilezione per lanale, ha sempre commentato che lanale per lei che porta la taglia s è come per una donna normale prendere un pene da 30 centimetri largo 6. E mi ha confidato che una volta che ha praticato lanale in macchina con un collega, lha fatta svenire dal dolore e le ha provocato anche il vomito da quanto le è entrata dentro nella pancia. Daniela quando mi ha conosciuto lo ha subito detto a Silvana di avermi conosciuto e ci ha messo molta maldicenza contro di me, seccata del fatto che me la sono portata a letto una sola volta e non cè più stata una seconda volta. sebbene lei mi avesse invitato a casa sua a prendere un drink e si fosse fatta trovare in minigonna e decisamente sensuale nei modi. Tanto che una sera che stavo a cena con Silvana mi ha portato a parlare della cosa, chiedendomi se conoscessi la sua amica Daniela. Io ho detto di si e non volevo entrare in altri particolari. Invece lei per stuzzicarmi ha incominciato a dire: ma come si fa a rimanere lì come un bamboccio, di fronte ad una donna in minigonna che non vede lora di andare a letto? Io subito: di che stati parlando Silvana? E lei: di quella volta che a casa di Daniela, ti sei defilato. Allora ho precisato che non sono rimasto impassibile, per poi darmela a gambe, anzi lho subito agguantata Daniela e me la stavo sodomizzando. E stata Daniela che si è spaventata (e non ho precisato come la volta precedente che me lero fatta) a vedere il mio coso e si è defilata e pertanto dopo il drink me ne sono andato. A questo punto Silvana mi ha fatto una eccitantissima proposta: senti, se convinco Daniela a farselo fare in mia presenza, te la senti di fare la cosa in mia presenza? Ho risposto di getto: ma certo, pensa che bello, vedere te me lo fa diventare duro come lacciaio, figurati se ci sarebbe pericolo che non riesco a mantenerlo duro e fallirei lanale. Qualche giorno dopo mi sento telefonare da Silvana che mi dice di essere in casa della sua amica Daniela e che Daniela mi invita a prendere un altro drink per le ore 18,00. Non ci ho messo niente ad arrivare a casa di Daniela! Silvana benché sessantenne si era messa più sexi di Daniela, sempre in minigonna mozzafiato. Non abbiamo fatto tante chiacchiere è siamo andati subito in camera da letto. Daniela ha cominciato a farmi un poderoso pompino davanti a Silvanetta che guardava eccitatissima. La vasellina per ungere lorifizio di Daniela la portava Silvana ed era di quella con lanestetico. Col suo dito lha spalmata ben benino dentro lano di Daniela, aprendoglielo con 3 dita, per prepararla al rapporto anale. Gliela spalmava con cura mentre Daniela era intenta a farmi il pompino e io dovevo trattenermi a non eiaculare, perché le cosce di Silvana generosamente messe in vista da lei palesemente a beneficio della mia erezione e la situazione. mi stavano facendo esplodere. Quando sono passato dalla bocca allano Daniela ha urlato e ha pregato Silvana di farmi fermare. Cosa che per me era impossibile, in una situazione eccitantissima del genere: con una donna 60 enne che metteva in mostra tutto il meglio di se ed era rossa in faccia per una eccitazione ostentata e una 40 enne che ovviamente voleva essere inculata e come se voleva. Pertanto gli ho dato dentro con gusto infinito e che Daniela urlasse davanti a Silvana me lo faceva diventare durissimo e mi spingeva a darle colpi di reni sempre più energici, ma non volevo venire subito e mi fermavo, tendendo la mano di Silvana. A quel punto Silvana ha preso la palla al balzo: mettendo la cosa che stavo facendo troppo male a Daniela e che vedendola piangere non poteva non intervenire, fermandomi, mi ha urlato di fermarmi e di tirarlo via. Io ovviamente non volevo. Ma quando Silvana ha detto a Daniela che le avrebbe fatto vedere come Lei voleva verificare quanto fosse doloroso lanale e ho capito che si sarebbe messa sotto Silvana, lho levato dallano di Daniela in men che non si dica. Daniela è rimasta sul letto a contorcersi e a piangere e Silvana si è messa giù girata mettendosi la pomata nel piccolo orifizio e abbondantemente dentro. Le sono entrato e non ha trattenuto un urlo disumano. Poi quando ho continuato si è data un contegno e mordeva la coperta del letto lacrimando abbondantemente. Dopo minuti di stantuffate e di colpi di reni è venuta con un orgasmo anale da paura, facendo uno squirting vaginale che ha inzuppato il letto. O forse ha urinato per il dolore. Io per lidea che se la fosse fatta sotto per il dolore, ho eiaculato abbondantissimamente, come non mi era mai capitato. A cose fatte siamo andati tutti e 3 in cucina a bere e Daniela sembrava un po contrariata che lorgia organizzata a suo favore da Silvana, poi si fosse conclusa a beneficio della stessa Silvana. Tanto che Silvana deve essersi appartata con lei in camera a fare qualcosa di omosex con Daniela, per farla venire.

Mia cognata mi ha fatto venire nelle mutande. | Racconto esibizionismo di Mimmuccio23

Sono un paraplegico dovuto da una operazione al midollo spinale, ho sessantacinque anni, ma fortunatamente sessualmente funziona tutto bene, mia moglie più grande di me di due anni mi accontenta di mala voglia adducendo che non siamo più giovani. Poi siccome deve fare tutto lei forse non riesce più ad essere agile come prima. Deve montarmi a cavalcioni infilarsi la mazza in figa e muoversi fino a farmi venire. Ma non è questo l’episodio che ha scaturito il mio arrapamento. Domenica scorsa sono venuti a trovarci la sorella di mia moglie e suo marito, lei più giovane di circa otto anni molto bella e amante della abbronzatura aveva la pelle dorata liscia senza peli. Chiese di mettersi in libertà perché faceva molto caldo, torno indossando un pantaloncino di jeans tutto sfrangiato cortissimo tale da fare sporgere la parte terminale dei glutei, che dirvi scena molto arrapante. Andammo in salotto e si accomodarono in maniera un po’ sdraiata, lei aveva le gambe rivolte verso di me un po’ divaricate, dopo un po’ comincio ad aprire e chiudere le cosce facendo dondolare quei muscoli rilassati, il sole illuminava le cosce e in particolare colpi la mia attenzione, questo movimento aveva fatto si che la frangia del pantaloncino si era infilata nella figa da dove spuntava un ciuffetto di peli biondi che il sole metteva ancora più in risalto. Avevo il cazzo di una erezione pazzesca e sentivo la sborra percorrere il mio uccello. Lei aveva gli occhi chiusi colpito forse dal sole il movimento si era trasformato facendo dondolare solo la coscia sinistra, aprendosi e chiudendosi in po più rapidamente, la vidi contrarsi l’addome e con un piccolo sussulto fini il dondolio lasciando aperte coscie, vidi un piccolo rivolo di liquido vaginale uscire colando lungo la coscia, venni nelle mutande sborrando violentemente mi si erano svuotati i coglioni lasciandomi in lago chi sborra mettendomi in crisi dovevo pulirmi. Finalmente mia cognata torno in se io la guardai fisso negli occhi cercando la sua attenzione ……non finisce così a presto.

Piccoli giochi di coppia | Racconto esibizionismo di DG

Spesso, durante il sesso, facevamo un gioco. A turno, raccontavamo una storia eccitante immaginandola e magari scoprendo un desiderio di lussuria che nella realtà non avremmo mai assecondato. Ma presi dall’eccitazione del momento, questo gioco di fantasia, dava piacere ad entrambi, facendoci fuggire per quei brevi istanti dalla monotonia del rapporto.

Al sexy shop | Racconto esibizionismo di Nudista

Un anno fa mi ero iscritto su un portale erotico per postare una mia esperienza. Scrivere e ricordare è stato eccitantissimo ma a un certo punto, a causa delleccitazione e pensando di stimolare ancora di più chi avrebbe letto, ho cominciato a inventare situazioni che mi sarebbe piaciuto vivere, tralasciando quello che era veramente accaduto.

Il gioco delle tette e delle coppie | Racconto esibizionismo di Sansalvador

Siamo in spiaggia, i nostri ragazzi stanno giocando in riva al mare; io e Erica, mia moglie, seduti sotto l’ombrellone, li guardiamo rincorrersi sul bagnasciuga e divertirsi, è una mattinata tranquilla e gli schizzi che sollevano non danno fastidio a nessuno. Il lido è semideserto, la nostra fila, la seconda, è occupata a macchia di leopardo; sotto due ombrelloni alla nostra destra c’è una coppia di ragazzi, credo abbiano vent’anni o poco più, lei magrissima ma con lunghi capelli biondi, lui un po’ più in carne, ma comunque magro. Li guardo scambiarsi qualche effusione, sono tenerissimi, mi ricordano quando io e mia moglie ci siamo conosciuti. Anche se, ad essere onesti, io e lei abbiamo da subito messo le cose in chiaro: bacini e carezze sì, ma sesso selvaggio a go go. Poi negli anni il rapporto si è evoluto in una relazione di sudditanza sessuale nei suoi confronti, ma questa è un’altra storia.

La ragazza che ama mostrare la figa | Racconto esibizionismo di Ovidio86

Paola é figa-centrica. Il suo corpo ha come centro gravitazionale la figa, secondo una nuova legge di Keplero. Lei é eterosessuale, ma adora la sua figa, per il piacere che le provoca. Non il piacere carnale, banalmente evocato in ogni donna dalla stimolazione clitoridea. Ma un piacere spirituale : la vanità di compiacersi del potere assoluto che la figa le concede, in grado di sottomettere qualsiasi uomo. Una tirannide che esercita su più assi di battaglia. Fotografie, video e per i più fortunati esposizioni dal vivo. Paola é ancora nei suoi ventanni, una struttura minuta con braccia e gambe lunghe e magre, ma curve perfettamente scolpite. Un corpo da modella, se lei non avesse la predilezione di mostrare un solo frammento della sua anatomia : la figa. Solo e soltanto la figa. In tutte le sue acconciature. A volte si depila mostrandola perfettamente rasata e liscia. Altre volte si lascia crescere un fitto cespuglio di peli pubici, crudo e animalesco, che la fa sentire come una leonessa. Altre volte ancora accorcia i peli pubici cercando di dargli un taglio curato e insolito. Ma questi dettagli sortiscono il medesimo effetto. Agli uomini interessa solo la figa, nella sua acerba sostanza. La parte esterna della vagina con le sue pieghe concentriche che si aprono come una finestra verso il canale del piacere. A volte Paola si domanda come pochi centimetri di cute rosea e umida possano avere una potenza così vigorosa. Quando Paola rientra a casa dal lavoro trascorre tutto il tempo sulle chat. Una vera e propria dipendenza. Recupera  contatti di più uomini contemporaneamente e inizia a scrivergli su Whatsapp o Telegram. E dopo pochi messaggi convenzionali inizia ad inviare foto della sua figa. Solo la figa, con i bordi dellimmagine che corrispondono esattamente a quelli della vulva. Ne conserva più di duecento di queste foto e ogni settimana rinnova larsenale di scatti intimi. Nessun uomo lha mai respinta dopo aver ricevuto le foto smaliziate. Qualcuno domanda di poter vedere di più del suo corpo. Ma é una richiesta debole, che Paola sa di non dovere esaudire e di questo ne va fiera. Luomo che le pone la domanda é già stato sopraffatto dallimmagine della sua figa, come un condottiero sconfitto che chiede la grazia, ma non ha il diritto di ottenerla. E Paola in questo é inflessibile. Solo immagini della figa. Anche immagini artistiche. A volte la fotografa allo specchio, a volte dallalto, a volte dal basso… Ma sempre e solo la figa. Soltanto in ununica occasione fu spronata a un gesto di generosità estrema da un ragazzo che reputava molto attraente. Allora allargò di qualche centimetro limmagine sulla camera dello smartphone, in modo che contestualmente alla figa venisse inquadrato anche il meno nobile orifizio anale. Un atto di caritatevole cortesia che rimase irripetuto. Dopo ore consumate con questo gioco di immagini , Paola si accarezza la figa teneramente, non per godimento, ma per premurosa riconoscenza. Vedere gli uomini sottomessi alla sua figa é il suo vero piacere. Un potere sottile e profondo che la rende orgogliosa e da cui non riesce a sottrarsi. Una volta un adolescente le chiese di poter vedere linterno della sua vagina. Paola inserì una microcamera oltre alle piccole labbra. Limmagine venne chiaramente buia, ma il ragazzino si eccitava a sapere che quelloscurità era provocata dai tessuti fibrosi dellinterno della vagina di Paola. Egli ricambiò con un video in cui si masturbava con impeto giovanile, emettendo dolci riuggiti di piacere al momento di eiaculare. Quando Paola cammina per strada é certa che molti degli uomini che incrocia hanno già visto la sua figa, senza conoscerne la proprietaria. E poi cè la parte che diverte di più Paola : la videochat. Almeno unora ogni giorno la trascorre su un sito di chat roulette. Lei sul letto discinta a gambe divaricate, il computer portatile di fronte con lo schermo leggermente inclinato in modo che la telecamera le inquadri solo la figa. Poi avvia la chat e le immagini dei partner a cui é casualmente abbinata scorrono. Per la maggior parte sono uomini che mostrano i genitali, per disperazione o esibizionismo. Alla rara e inattesa vista della vagina di Paola accelerano la masturbazione. Con una mano scrivono messaggi scabrosi a Paola e con laltra si menano il pene. Lei non si masturba, se non dopo più di unora di questo tantalico rito e solo se incontra un maschio dal corpo seducente. Ma prova  comunque una gioia sublime nel percepire così tanti uomini attratti dalla sua figa. Ogni giorno osserva decine e decine di uomini masturbarsi per lei, dal ragazzino inesperto allanziano depravato. Un range vastissimo di età e molteplici peni, che Paola ormai conosce in tutte le sue varianti naturali. Cè il pene uniforme in cui il glande ha lo stesso spessore dellasta, quello che sembra un fungo perché la punta é larga rispetto al tronco e ci sono anche quelli con la parte centrale più tozza. Cè il pene ritto come un metro e quello più curvo di una banana. E soprattutto ci sono quelli lunghi e grossi e quelli stretti e piccoli, che a Paola fanno sorridere, ma divertono perché sono spesso i peni che si mostrano più servili alla sua vagina. Neppure la mente matematica più acuta potrebbe calcolare il numero totale di cazzi che Paola abbia osservato nella sua vita. E gli uomini si masturbano uno dopo laltro sul video fermo della sua figa. Alcuni lo fanno lentamente, altri velocemente come le ragazzine inesperte che praticano la prima sega al proprio partner. La vagina é più intelligente del pene. Il pene si alza alla minima eccitazione come lultimo dei soldati allordine di un superiore. La vagina é discreta, raffinata, sottile. Quasi non cambia aspetto con leccitatazione come lessere umano più intelligente che riesce a mascherare le proprie emozioni. E anche lorgasmo maschile é goffo e maldestro e non può evitare di sporcare senza controllo. Lorgasmo femminile é pura nobiltà. Saltuariamente accade che Paola accetti di incontrare i suoi spasimanti virtuali più affascinanti. Ma il suo scopo é soprattutto di soggiogarli alla vista reale della sua figa, ritrovando il piacere nei loro sguardi ammirati. Di norma invita a casa la vittima sacrificale per mostrarle la sua intimità, che ben conoscono dopo averla a lungo osservata nelle immagini inviate via etere. Paola impone ad ogni uomo con cui ha un appuntamento di leccarle la figa, prima ancora di baciarlo. Adora sottomettere i maschi tra le sue gambe. Sentire di avere su di loro il controllo. Tutti pur di scoparla accettano di leccargliela. E il suo giudizio é severo. Colui che non la lecca con assoluta devozione é allontanato con disprezzo. Colui che la lecca amorevolmente e con precisa dovizia é costretto a proseguire latto per ore. Una volta un uomo sposato venne da lei sperando di consumare rapidamente un rapporto, dato che la moglie lo attendeva a casa. Paola promise di farsi penetrare solo dopo essere stata leccata. Ma non riuscì a fare a meno di martirizzare il malcapitato, rimandando allinfinito la fine del cunnilingus. Raggiungeva orgasmi su orgasmi sotto i colpi della lingua che si muoveva sempre più frenetica nella speranza di accorciare il tempo. Ella provava un godimento fisico, ma soprattutto intellettuale, nel guardare quelluomo affrettato schiavo della sua figa. E dopo più di unora di incessante lavoro orale egli si arrese. Supplicò Paola unultima volta, quasi implorando, almeno di ricambiare latto. Le mostrò il pene irto desideroso di un gesto di pietà. Ma Paola fu inflessibile e nello stesso tempo ripagata nel vedere luomo vinto dalla sua figa. Altri reagivano con rabbia, ma nessuno poteva evitare la dipendenza dalla sua figa. Un giorno uno dei suoi partner le chiese :pensi di averla soltanto tu?. Paola fu infastidita e rispose seccata: Le altre donne hanno la vagina. La usano per scopare, per masturbarsi, per corrompere un professore alluniversità o un datore di lavoro per una promozione. Io ho la figa. É diverso. Anche se la uso per corrompere, quello che mi interessa non é il fine, ma il mezzo. E in effetti Paola utilizzò la sua figa per ottenn
e il lavoro. Un posto importante di segreteria in una grande multinazionale. Doveva inviare il curriculum vitae in allegato mail à colui che poi diventò il suo capo, il quale aveva il compito di selezionare il personale. I competitori erano tutte donne, per la maggior parte con un curriculum più brillante del suo. Paola inviò il file in allegato intitolato CV, ma allinterno non conteneva dati anagrafici o informazioni sul suo passato lavorativo, ma unampia serie di foto della figa. Anche lei quella volta ebbe il sospetto di avere esagerato, ma alla fine ottenne il posto, scavalcando le colleghe più qualificate, ma che non possedevano una figa altrettanto potente. La figa di Paola ancora una volta aveva stravinto. Paola si sentiva onnipotente. Quella sera divaricò le gambe davanti allo specchio. Avesse potuto, la avrebbe baciata. Pensava sprezzante a quelle ragazze che avevano perso la selezione per causa sua. Le immaginava ricurve sui libri a studiare, con una vagina che per loro era solo un insignificante organo anatomica. Provava disgusto per le vagina debole. Una donna é donna solo sé é consapevole della forza della sua figa. Quella sera soltanto si masturbi da sola con in sottofondo una musica dolce. Era una composizione di Alma Mahler, unaltra donna dalla figa potente come Paola,che certo sarebbe stata orgogliosa di udire le sue note accompagnate dalle ruvide grida di piacere di una giovane donna figa-centrica.

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