Duchessa – capitolo I – La schiava e la sua padrona | Racconto dominazione di Koss

Le due donne erano molto simili e anche molto differenti. Intanto la prima era una Padrona e l’altra la sua schiava, erano entrambe quarantenni anche se la Padrona aveva qualche anno in più della schiava, la Padrona aveva da poco superato i quarantacinque, la schiava era più vicina ai quaranta. Erano entrambe alte e bionde, ma mentre la padrona era sinuosa e snella la schiava era statuaria e matronale, la Padrona era sciolta e sicura, l’altra era più rigida e naturalmente sottomessa. Entrambe avevano un aspetto nordico, il viso della Padrona era malizioso con gli occhi castani e un costante sorriso beffardo, l’altra aveva gli occhi grigi tendenti al viola e un atteggiamento remissivo e contrito in netto contrasto con l’imponenza del suo corpo.

Lharem dello sceicco – capitolo 2 | Racconto dominazione di Koss

Il giorno dopo scoprii che scappare da quel posto era impossibile. Due nubiane, anche le nere del giorno prima lo erano, nella loro tradizionale divisa che poteva variare solo per qualche particolare, vennero a prenderci. Mani dietro la schiena e fummo ammanettate, volevo evitare un altro pugno e non mi opposi, Marianne faceva quello che vedeva fare a me. Uscimmo dalla cella e quindi dalla grotta. La grotta si trovava ai piedi di una collinetta non più alta di cinquanta metri, sulla collinetta ed intorno ad essa cera una bassa vegetazione di arbusti ed alberelli; poi cera qualche palma, alcune erano anche molto alte. Se io provai vergogna ad andare in giro nuda, Marianne invece era terrorizzata. Dopo cento metri di vegetazione uscimmo nel deserto. Di fronte a noi cera solo sabbia ed un sole accecante. Non andammo nel deserto, piegammo a sinistra e costeggiammo loasi aggirando la collinetta, quindi rientrammo tra la vegetazione percorrendo un altro sentiero. Procedevamo in fila indiana, le guardie erano una in testa ed una in coda, io ero la seconda. Camminavamo a passo svelto. Ad un tratto mentre sulla sinistra rimaneva la vegetazione sulla destra si aprirono dei campi coltivati molto vasti. Cerano delle donne, una ventina stimai, che stavano lavorando e mi domandavo come potessero, il caldo era già forte ed erano ancora le prime ore dallalba. Quelle donne coperte in ogni parte del loro corpo con larghi vestiti ci guardarono appena, un altro paio di nubiane sorvegliavano il loro lavoro. Oltre i campi, di nuovo tra le palme, cera una costruzione bassa, lunga e stretta su cui si aprivano innumerevoli porte, ne contai una decina e come scoprii dopo ve ne erano altrettante sul retro. Si trattava di una costruzione in parte in muratura ed in parte fatta di canne ed arbusti, erano le abitazioni delle contadine, non vidi nessun uomo al lavoro, in effetti nelloasi di uomini non ve ne erano. Tranne quando, come scoprii dopo, quando c’era lo sceicco ed eventuali suoi ospiti.

Inculato da mia moglie | Racconto dominazione di sbortacalda

Ciao mi presento sono Carlo ho 56anni sposato con Elena 50anni 4 figli e siamo titolari du uns azienda du cosmetici.ormai sono 32 Anni che siamo sposati,e del sesso non ci siamo privati di niente o quasi.Mia moglie nonostante leta fa ancora rizzare tanti uomini,con due tette sode e un culo spettacolare adora fare i bocchini,e molte Volte quando in vacanze facciamo sesso a tre riesce a prendere due cazzi in bocca,facendoci sborrare spesso insieme,ma mai mi sarei immaginato quello Che vi raccontero,nel mese di giugno eravamo in vacanza a capri,e mentre facevamo un giro in barca ,notammo Che una coppia nascosta tra gli scogli stava facendo sesso anale,una visione davvero eccitante,questa Cosa mando in estasi Mia moglie,nonostante nei nostri rapporti…il culo era attore principale..specialmente a tre.ritornammo in albergo e dopo pranzato ci siamo fatto uns chiavata..da sballo..durante la quäle Mia moglie mi domanda: Caro ma che provi quando mi inculi? Io rispondo: E una sensazione Che non so definire ma e bellissimo cavalcare un culo,tutti fini li Verso Sera io stavo ancora a letto Lei dice amore faccio un salto giupoi torno e ci prepariamo per la cena.Torno dopo quasi due ore ci vestimmo e scendemmo ,terminata la cena stavamo facendo due passi per il centro quando Lei mi dice:amore ma faresti qualsiasi Cosa per farmi contenta? Certo risposi.ma a proposito di Che? Niente disse Lei ho un desiderio e stasera vorrei esaudirlo.Tornati in albergo Verso la mezzanotte Mia moglie dice inizia a spogliarti e mettiti a letto io intanto vado in bagno a prepararmi,dopo 5 minuto rimasi sbigottito nel vederla non tanto per il suo intimo,ma percheindossava un cazzo a cintura(strap on)amore sono andata a comprarlo oggi quando sono uscita..il Mio desiderio e incularti.Ormai non potevo tirarmi indietro ho solo chiesto di lubrificare bene il culo prima di infilarmelo cosiestato dopo aver limonato per in pocon la lingua nel buco si e accostata e piano piano mi ha ficcato il cazzo nel culo mentre con la mano mi segava.non soquanto e durato ma mi ha fatto sborrare a lava,ma la Cosa piueccitante e stata Che mentre mi inculava anche Lei ha raggiunto un orgasmo Che non finiva mai,alla fine ha detto :amore hai ragione ha inculare. E a farsi inculare e bellissimo…grazie

Padrona Valentina episodio VIII: Punito per la paraculaggine | Racconto dominazione di sclavo

Lo schiavo si trovava nudo in ginocchio di fronte alla porta dingresso, ed in questa posizione stava attendendo la Padrona che avrebbe, poco dopo, fatto ritorno dalla palestra. Così gli fu ordinato di fare, e così ovviamente stava facendo. Ormai stava diventando succube della Padrona a tal punto che neanche si poneva più i problemi dei primi giorni, come quello di sentirsi ridicolo nel fare una cosa del genere: certo, ancora esistevano pratiche o situazioni che lo imbarazzavano non poco, ma ormai stava sempre più annullandosi alla sua Padrona.

Scopata da mio suocero | Racconto dominazione di gerry

Nella vita a volte accadono cose che tu non avresti nemmeno immaginato potessero accadere.Mi chiamo Rosina ho 47 anni e sono sposata con Renato,stessa eta.Il nostro matrimonio e stato un susseguirsi di alti e bassi,nessuno dei due e come si dice fedele nei secoli,e qualche scappatella sia lui che io ce la siamo concessa,.Non e mai venuto meno il rispetto reciproco,io sapevo di lui e lo perdonavo dopo una scenata creata ad arte,e poi gli rendevo pan per focaccia,confessandogli il mio peccato.Con il passare degli anni,ci siamo calmati,io malgrado ancora riesca ad attrarre lattenzione delluniverso maschile grazie al mio corpo ormai burroso,con le forme abbondanti,mi dedico al mio uomo che a letto mi sa dare tante soddisfazioni,e attratto dalle mie forme abbondanti,e io dal suo cazzo sempre duro e pronto.Ma si sa la curiosita e femmina. Renato mi ha chiesto di potere ospitare lanziano padre per un breve periodo,non ho avuto nulla in contrario.Don Luigi ha 77,anni,e rimasto vedovo da 3 anni,la mamma di mio marito era una santa donna,Don luigi,da giovane aveva la nomea di essere un donnaiuolo,correva dietro a tutte e lei ogni volta perdonava,e al contrario mio,non gli rendeva pan per focaccia,erano altri tempi.Ora luomo rimasto solo,alternava le visite ai figli per stare in compagnia.Da premettere che mio suocero,malgrado gli anni,e sano come un pesce,e un uomo alto,certo il fisico appesantito e con tante rughe che segnano il corso degli anni.Nei miei confronti e stato sempre gentile,quando ero ragazza,mi chiedeva come avessi fatto ad innamorarmi di quel debosciato di suo figlio,e che se lui era piu giovane mi avrebbe corteggiato,insomma mi ha sempre fatto capire che gli piacevo,ma senza andare mai oltre le righe. Quando e arrivato a casa,lho abbracciato,ero contenta di vederlo mi si e accesa una fantasia morbosa,volevo soddisfare il suo desiderio di scoparmi,e soddisfare un mio desiderio recondito ,cosa si prova a farsi scopare da un uomo anziano,che soddisfazione si prova a vederlo sbavare sul corpo ancora arrapante di una donna.Ho iniziato da subito a mettermi in evidenza,donandogli abbondanti porzioni del mio corpo nudo,senza mai fargli capire che lo facevo di proposito,trovavo sempre il modo che il culo,le tette,le cosce fossero disponibili,il vecchio reagiva compostamente,ma ormai era una sua costante,trovare il modo di spiarmi quando andavo in bagno,quando stendevo la biancheria e mi abbassavo,per guardarmi in mezzo alle cosce,un pomeriggio che lui guardava la tv mi sedetti di fronte a lui,avevo un vestitino corto,non avevo messo le mutande,e con le cosce aperte gli mostrai la mia figa,che data leta e leccitazione perenne che ormai avevo, era bella gonfia e succosa.Ormai lavevo cotto a puntino,dovevo solo passare allazione.Quel pomeriggio eravamo soli in casa,Renato era al lavoro,era una giornata un po uggiosa,anche se eravamo ormai in primavera,andai in bagno,a darmi una sciacquata alla figa,lasciai la porta socchiusa,sicura che lui sarebbe venuto a spiare,mi sedetti sul bidet,lui era fuori,vedevo lombra sul muro attraverso la porta,Improvvisamente lanciai un grido di dolore chiaramente finto,lo chiamaiDon luigi,venite mi e venuto un dolore forte alla schienaa non posso muovermi.Un attimo e la porta si aprimi vide seduta a cosce aperte sul bidet,ebbe un attimo di imbarazzo,lo incitai,venite a darmi una mano a rialzarmi,cose,non ditemi che vi imbarazza vedermi cosi.Lui si avvicinosenza togliere lo sguardo dalla figa.Non sono riuscita a lavarmi,volete farlo voi?gli chiesi,presi la sua mano e gli versai del sapone,e la portai verso la mia figa.Ebbe un attimo di smarrimento come fu a contatto con le labbra della mia figa,poi comincio a strofinare leggermente,cercando di aprirla per entrare con le dita.Era in piedi davanti a me,avevo il suo cazzo ancora chiuso nei pantaloni a a pochi centimetri dal mio viso,non resistetti,andai a tastare,sentii tra le mani un cazzo che non doveva essere niente male,Lui cincischio qualcosa, io abbassai la cerniera e tirai fuori un cazzo dalle dimensioni notevoli,era molle,ma lungo e con un glande,che malgrado non eretto,era di dimensioni strepitose,da giovane doveva avere un cazzo da fare invidia.Si aggrappo con le mani al lavabo per non cadere,gli abbassai i pantaloni sino alle ginocchia,e lo liberai tutto,aveva le palle penzoloni erano grosse,Il primo pensiero fu quello di prenderle in bocca,lo feci,gli tremavano le gambe,lo guardai,don Luigi,tutto a postochiesi,Per tutta risposta mi mise una mano in testa e la spinse verso il suo cazzo,che era una proboscide,ma ancora molle,presi il glande tra le labbra,massaggiavo quelle palle stuzzicandole,cominciava a muoversi,cresceva,il vecchio stese una mano per prendere una tetta,gli facilitai il compito abbassando la spallina del reggiseno e la tirai fuori,ci si avvento sopra,la soppesava,la stringeva mi pizzicava il capezzolo.Ma io non volevo stare li tutta la sera con quel cazzo in bocca,lo volevo nella figa,mi alzai mi misi a pecora,alzando una gamba,gli feci cenno di venirmi dietro,teneva la proboscide con le mani,la punto verso la figa,il glande cercava di farsi strada,ma non riusciva ad entrare era ancora moscio per penetrarmi,e si che la mia figa era un lago,allora lo presi in mano infilandomi il glande dentro,lui spingeva e finalmente entro tutto,mise le mani sui miei fianchi spingendo per non farlo uscire.Ora mi chiava,pensai,ma non si muoveva me lo sentivo tutto dentro,lui si muoveva con il bacino,si aggrappo di nuovo ad una zizza,e per fare questo movimento entro ancora di piu,io con la mano da sotto gli stuzzicavo ancora le palle,lo sentivo che cresceva dentro di me,comincio a muoversi,finalmente mi stava chiavando,mi riempiva la pucchiacca con quellarnese che adesso si poteva chiamare cazzo,mi stava chiavando e anche divinamente bene,lo lasciava entrare tutto dentro fino alle palle,dava colpi profondi,stavo godendo mi riempiva tutta,quel capocchione enorme adesso mi pompava e si faceva sentire.qualche minuto ancora poi,lo sentii irrigidirsi,pulsava dentro di me,una goduria,stava arrivando,non volevo perderla quella sborra,mentre usciva uno spruzzo dentro lo presi,mi girai,presi il cazzo tra le mani,sborrava il vecchio,tra le tette,nelle mani,si era messo spalle al muro per non cadere,presi quel glande in bocca,aveva ancora da arrivare,lo fece tra le mie labbra,la sborra era piu liquida rispetto a quella di mio marito,meno forte,lo pulii tutto con la lingua.Era esausto poverino,ma ce laveva fatta,mi aveva chiavato,lo desiderava da anni,e chissa da quando non sborrava.Non lo lasciai,laiutai a ricomporsi,mi ringrazio e mi confesso che laveva sognato tante volte di fottermi,Lo sapevo,gli dissi,ora vada a riposare le faccio uno zampaglione cosi si rimette subito.Si mise sul divano,e io pensavo,se dirlo a Renato oppure no,avrei tradito il nostro patto?si sarebbe arrabbiato……..

Schiavo di mia moglie | Racconto dominazione di Movis

Io e mia moglie abbiamo entrambi passato i cinquantanni,per rompere la monotonia di tutti i giorni e provare a rinvigorire un rapporto giunto ormai al capolinea,di tanto in tanto ci divertiamo a giocare allo schiavo e la padrona. Lei la padrona e io lo schiavo!Mia moglie e talmente entrata nella parte che crede davvero di essere la mia padrona e a me la cosa non dispiace affatto,al contrario mi piace da morire.Daltro canto da quando ci siamo sposati i pantaloni in casa gli ha sempre portati leie il mio compito e stato sempre e solo quello di non far mancare i soldi in casa,per il resto ha sempre deciso tutto lei.Per rendere più interessante il gioco,mi ha comprato un grembiulino e un perizoma leopardato,che indosso tutte le volte chegiochiamo. Cosi vestito appena svegliato gli porto il caffè a letto e se e di suo gradimento mi permette di baciargli i piedi,altrimenti con la cintura di cuoio mi fa il culetto rosso rosso. Frustarmi il culo con la cintura la eccita e la cosa piace anche a me,ecco spiegato perché alcune volte il caffè non viene buono.Dopo avermi fatto lavare i piatti e spolverare tutta casa,decide che è ora di portare a spasso il cane. Con voce secca e decisa mi ordina di mettermi a cuccia,mi mette collate e guinzaglio e se faccio il bravo cagnolino e gli riporto losso,come premio mi fa dare una leccatina al suo succoso pacco.Ma il meglio di se la mia padrona lo da quando viene il suo trombatore personale,un giovanottone di colore.Mentre lui la scopa selvaggiamente,lei mi permette di guardare ma mi proibisce nella maniera più assoluta di toccarmi luccello . Quando i nostri sguardi si incrociano,mi da del finocchio e con tono dispregiativo mi umilia dicendomi guarda come mi scopa un vero uomo. Quando poi lui copiosamente la inonda del suo piacere,io con la lingua pulisco tutto,compresa lasta ancora gocciolante dello stallone africano. Lei è la mia padrona e io sono il suo schiavo! Adoro la mia padrona!!

Duchessa – capitolo I – La schiava e la sua padrona | Racconto dominazione di Koss

Le due donne erano molto simili e anche molto differenti. Intanto la prima era una Padrona e l’altra la sua schiava, erano entrambe quarantenni anche se la Padrona aveva qualche anno in più della schiava, la Padrona aveva da poco superato i quarantacinque, la schiava era più vicina ai quaranta. Erano entrambe alte e bionde, ma mentre la padrona era sinuosa e snella la schiava era statuaria e matronale, la Padrona era sciolta e sicura, l’altra era più rigida e naturalmente sottomessa. Entrambe avevano un aspetto nordico, il viso della Padrona era malizioso con gli occhi castani e un costante sorriso beffardo, l’altra aveva gli occhi grigi tendenti al viola e un atteggiamento remissivo e contrito in netto contrasto con l’imponenza del suo corpo.

La nuova vicina di casa30 | Racconto dominazione di mat

………non vedevo lora di guardare il cornuto segato da quella puttana di sua moglie, arrivai a casa verso le 12,30 e trovai mia moglie a letto, come mai sei a letto? non sto bene ho preso una pastiglia gli diedi un bacio e me ne andai in bagno a fare la doccia, lei mi chiese cosa volessi mangiare, io le risposi che mi aggiustavo da solo e che poteva tornarsene a letto e così fece, verso le 15,00 sapevo già che sicuramente la troia aveva già fatto la sega al cornuto, perciò scesi per farmi dare il telefono, infatti lei sentì chiudere la porta e si affacciò al balcone e quanto passai me lo diede, andai subito in garage a guardarlo e vidi che aveva fatto come gli avevo ordinato, lui si alza dal tavolo gli dice io vado a lavarmi e vado a letto, tu vieni? lei lo segue e lo trova nudo si avvicina e comincia a masturbarlo, lui ma non ti spogli? lei no non ho voglia se proprio vuoi ti faccio una sega e mi vieni tra le tette, altrimenti arrangiati da solo lui ma non puoi prenderlo almeno in bocca? ho visto che facevi il video pensavo che avevi voglia di scopare lei ti ho detto che non ho voglia se vuoi oggi cé la sega comincia a segarlo intanto con laltra mano si sbottona la camicetta e abbassa il reggiseno tempo 2/3 minuti lui le sborra tra le tette,

Piedi stanchi | Racconto dominazione di Anonimo X

Sono stanca…. Disse, sprofondando sul divano. Quelle due parole, proferite come ogni sera in maniera svogliata e arrogante, erano il messaggio in codice che conoscevo bene. Sapevo cosa dovevo fare. Mi inginocchiai velocemente ai suoi piedi. Le sfilai delicatamente le decolleté nere tacco 10 che indossava al lavoro e cominciai a massaggiare quelle morbide estremità così curate da quotidiane pedicure. Dai suoi mugolii capii che apprezzava il trattamento…Ora basta schiavetto, altrimenti ti ecciti troppo…. In effetti non era difficile interpretare le mie emozioni, considerando che da settimane ero costretto a girare completamente nudo per casa. Prendi il telecomando e mettiti a 4 zampe schiavetto! Ho bisogno di stendere le gambe. Ubbidii e mi trovai con la faccia a pochi centimetri dal pavimento e le sue gambe appoggiate sulla schiena. In quel mentre pensai come era potuto accadere che mi trovassi nudo in quella posizione. Il nostro rapporto era iniziato normalmente, alla pari. Certo fin dal principio apprezzai il suo atteggiamento deciso e la sua completa autonomia da donna in carriera. Poi cominciò la convivenza e non ci mise molto a conoscere la mia indole feticista e la mia adorazione per i suoi piedi e la sottomissione. Dal principio furono piccoli ordini dati con ironia. Poi ben presto se ne approfitto e la situazione degenerò irrimediabilmente. Era diventata la mia padrona ed io il suo schiavo. Prendi il mio cellulare e mettiti a zerbino!. Chiamò la sua amica e mentre parlava allargò le gambe schiacciandomi per terra. Ciao Sandra! Non sai cosa mi è successo oggi…ho conosciuto un ragazzo nuovo in palestra! È un bel tipo…alto, moro, muscoloso…mi ha invitata stasera a cena! Il mio body stretto ha fatto centro!…. Mentre si vantava delle sue prodezze, dondolava il piede destro sulla mia faccia e io lo leccavo e succhiavo con estrema cura e solerzia non tralasciando nessun particolare di quella pianta così setosa. Con il sinistro, invece, premeva luccello con forza, strofinandolo e accarezzando le palle, ormai gonfie, con il suo alluce smaltato di rosso. Aveva appena terminato la conversazione. Resto per un attimo in silenzio, osservando compiaciuta il suo operato. Proseguì il suo lavoro. Stai per godere, non è vero schiavetto? Povero…sono settimane che non ti faccio venire!. In effetti sentivo il mio cazzo esplodere e le palle erano gonfie dopo giorni e giorni di astinenza forzata. Sì sto per godere mia padrona risposi. Quasi quasi ti faccio sborrare… Disse continuando a giocare con i piedi. Anzi…no! si alzò in piedi di scatto. Vieni schiavetto, accompagnami in bagno. È tardi devo prepararmi. Afferrò il guinzaglio che portavo al collo e mi trascinò strattonandomi. La seguii camminando carponi e da quella altezza potevo solo ammirare il suo sculettare ostentato. Si mise sotto la doccia e io accucciato fuori ad ammirarla. La vidi cospargersi il sapone su quel corpo tonico modellato dalla palestra e da continui massaggi. Indugiava sui seni enormi e sulla fica depilata con cura. Lo faceva apposta. Le piaceva provocarmi. Uscì e si infilò laccappatoio, utilizzando ben presto la mia schiena come sgabello dove appoggiarsi per spalmare comodamente la crema. Poi si mise davanti lo specchio facendo scivolare a terra lasciugamano. Leccami il culo schiavetto! Voglio rilassarmi un po prima di uscire. In effetti, oltre ad essere il suo leccapiedi, ero anche il suo leccaculo. Mai ordine mi fu più grato! Sprofondai la mia faccia tra quei glutei sodi. Cominciai a leccare avidamente il suo buco profumato. Poi scivolai in basso, indugiando sulla fica liscia e utilizzando la lingua come un piccolo dildo. Si sollevò sulle punte, piantò le mani sul lavandino e inarcò la schiena per offrirmi meglio il suo sesso. La mia faccia era stata inghiottita da tanta meraviglia. Cominciò ad ansimare di piacere. Il mio cazzo, intanto, si librava vigoroso in aria, ma non potevo toccarlo. Era la regola! Un attimo prima di godere, mi afferrò per il guinzaglio e tirò il collo con forza per costringermi a succhiare più forte! Un fremito le attraverso il corpo. Ah! Ora va meglio!. Disse con noncuranza, come se avesse adempiuto ad un fatto meccanico e io fossi soltanto un giocattolo del piacere a portata di mano. Non muoverti schiavetto. Vado a vestirmi. Mi lasciò lì con il pene in erezione. Tornò dopo poco. Era fasciata in un tubino nero strettissimo che lasciava pochi dubbi sulle sue reali intenzioni. Vieni a salutarmi schiavetto! Il rituale si ripeté come ogni sera. Mi offri il suo piede avvolto in uno splendido sandalo aperto tacco 12. Lo baciai e leccai dolcemente e lentamente in ogni parte. Con laltro piede, mi piantò il tacco sulla nuca costringendomi in quella posizione di totale sottomissione. Fammi un in bocca al lupo schiavetto. Magari il ragazzino riesco a scoparmelo già stasera!. Disse umiliandomi. In bocca al lupo mia padrona e buon divertimento. Resterò qui ad aspettarla…..

Da signora matura insospettabile a troia sottomessa – capitolo 13 | Racconto dominazione di Signora

Adesso stavo bene con me stessa, il piacere provato lunedì ritrovando Mario e le sue perversioni, mi aveva ripagato della frustrazione delle tre settimane di vacanza con mio marito, con quelle rarissime sembianze di patetiche chiavate ultraveloci. Il giovedì, come al solito, anche per salvar le apparenze, andai nel solito locale dove mi incontravo col nostro esculivo club di signore altolocate, ma quel giorno non mi pesò, ero ben rilassata e pensavo già a lunedì seguente, ed a le altre velate promesse fatte da Mario, perciò i pettegolezzi insulsi, le chiacchere senza capo ne coda, i lamenti sui mariti poco virili, mi scivolarono sopra come niente fosse, solo in un secondo tempo notai Miriam, quella che si vantava di aver lamante giovane, lunica che parlava apertamente di infedeltà coniugale, scandalizzando, almeno apparentemente, alcune delle più bacchettone del gruppo, ma che non si sarebbero perse le confidenze per tutto loro del mondo, dicevo, notai che lei era, contrariamente al solito, taciturna, incupita, un pò isolata, ma, essendo anche lultima arrivata nel nostro circolo, la maggior parte di noi si conosceva da appena sposate, alcune anche prima, lei invece una signora di origine marchigiana, sposata con un grosso dirigente di una socetà affermatissima, era stata sino a pochi anni fà in giro per il mondo con suo marito, nelle vari sedi che lui era chiamato a dirigere, poi sei anni fà, ebbe lavanzamento alla direzione centrale con incarico di primaria importanza si stabilirono a Milano, la moglie di un politico amico del marito di Miriam, la portò nel nostro circolo per introdurla in socetà, poi questa dovette seguire il marito a Roma, quindi Miriam rimase con noi, ma sempre con un accoglienza marginale, forse anche per questo che si dilettava a cercar di scioccare tutte con i suoi resoconti dele avventure col suo giovane stallone, però non quel giorno.

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