Visita della dottoressa a domicilio | Racconto trio di Andreamilano2017

Mia moglie è medico generico, ha 43 anni, bella donna con qualche kilo in piu sul culo e sulle gambe, e spesso si fa problemi, è la classica donna con il culo burroso per intenderci. A volte crede di non essere piu attraente e di eccitare solo me. Un giorno di luglio mentre eravamo quasi pronti ad uscire a cena, riceve una richiesta di visita da parte di un paziente che vive nel nostro paese, circa 40 km da Milano. Niente di urgente ma ha un forte mal di gola ed il giorno dopo deve raggiungere la moglie in vacanza per cui chiede se puo passare a prescrivergli un antibiotico. Essendo gia pronti per uscire mia moglie mi dice di andarci insieme, tra l’altro lo conoscevo abbastanza bene.

Voglia di negro | Racconto gay di Lo prendo tutto

Da tempo avevo la voglia perversa di assaggiare il cazzo di un negro, uno di quelli che si vedono vendere vari oggetti in giro. Il pensare ai loro cazzi sudati e maleodoranti dovendo stare tante ore in giro, mi eccitava da matti! Così per calmarmi mi dovevo segare ., tutti giorni davanti a un supermercato […]

Mia moglie in collant Wolford Fatal | Racconto feticismo di rovanpera

La vita di coppia, si sa, alla lunga diventa monotona. Il sesso tra me e mia moglie funziona ancora benissimo, però sento il bisogno di qualcosa di nuovo. Per il nostro 5° anniversario di matrimonio decido di sorprenderla e mi presento a casa nel pomeriggio con un bel mazzo di rose e una bustina regalo. Le si illuminano gli occhi, mi schiocca un baciotto e si precipita ad aprire la sorpresa. Dentro cè una confezione di collant tuttonudo Wolford Fatal e un biglietto pubblicitario di un motel. Lei resta un po spaesata, poi capisce e mi lancia uno sguardo voglioso (sa della mia passione per i collant, ma di solito mi concede una trombata in autoreggenti ogni tanto e nulla più). Non le do il tempo di fare nulla, la carico in macchina e partiamo. Al motel ci assegnano una stanza carina, semplice e pulita. Iniziamo subito a sbaciucchiarci un po, poi i vestiti se ne vanno un po alla volta. Ci facciamo una bella doccia insieme, strusciandoci dolcemente e portando sempre più in alto il livello di eccitazione. Subito dopo, ci riportiamo in camera e finalmente arriva il momento di vedere mia moglie indossare quel fantastico paio di collant, effetto tuttonudo senza cuciture e senza tassello para-figa, color moka e dalla superficie setosissima. Mentre li indossa ho il cazzo durissimo. Lei prolunga la mia agonia indossandole lentamente e continuando a scorrere le mani sulle gambe per sistemarsele a puntino. Quando ha finito mi fa sdraiare sul letto e comincia a strusciarsi su di me in tutti i modi. Mamma mia che goduria il solo contatto con le sue gambe! Ora mi sbatte in faccia la sua figa già umida, ed io inizio a leccare e succhiare i suoi umori attraverso il collant. Lei si abbassa e comincia a spompinarmi luccello, così ci troviamo in un 69 da favola e non capisco più nulla, tra la goduria che mi provoca la sua lingua che mi lecca tutta lasta e le palle, soprattutto quella sensibile striscia di pelle tra lattaccatura delle palle e lano, e leccitazione provocatami dal contatto col collant. Unattimo prima di esplodere, la fermo e la metto sotto di me. Continuo a leccarle la figa attraverso il collant, lei geme, allora io apro un varco strappando leggermente il nylon, mi tuffo in quel mare di delizioso nettare che ormai inonda la la passera, infilo anche 2 dita nella vagina e leccando il clitoride riesco in poco tempo a scatenarle un orgasmo multiplo da brivido. Mia moglie mi ringrazia, poi mi fa sdraiare e comincia a solleticarmi il cazzo con i suoi piedini velati dal collant. Prima mi solletica le palle con la punta, poi afferra lasta con entrambi i piedi e comincia a segarmi. Io intanto le accarezzo quelle gambe liscie e morbide che mi fanno impazzire. Il giochino va avanti per un po, finchè non resisto più ed esplodo in un orgasmo infinito, riempiendo di calda sborra i piedi di mia moglie. Che goduria!

Ilenia fa una sega nel parco, mentre la mamma guarda | Racconto esibizionismo di Ovidio86

Maurizia, donna divorziata di cinquantanni, rifletteva su sua figlia Ilenia che quella sera aveva appuntamento con un ragazzo più grande di lei. Ilenia ha 18 anni e, nel mezzo delle vacanze scolastiche estive, aveva fatto amicizia con Saoul, un ragazzo tunisino di 25 anni del suo quartiere. Maurizia vedeva Ilenia ancora nel suo candore di giovane figlia, anche se quel giorno emerse il retropensiero di ciò che poteva avvenire con quel ragazzo, che lei non conosveva. Ilenia spese molto tempo per truccarsi, rafforzando i dubbi della madre. Ilenia é una graziosa ragazza bionda, con un corpo esile e che, soprattutto a Maurizia, appariva ancora acerbo. Ilenia uscì e Maurizia mise per un po da parte I suoi pensieri. Era quasi mezzanotte quando però  Maurizia sentí entrare dalle finestre aperte per il caldo estivo la voce di Ilenia. Pensò che stesse tornando a casa. Poi udì anche una voce maschile. Doveva essere Saoul. Allora si affacciò ad una finestra, perché era curiosa di vedere laspetto del ragazzo che stava uscendo con sua figlia. Ma quello che vide la trafisse di imbarazzo e sconforto. Ilenia, la sua bambina, era seduta al fianco di Saoul su una panchina del parco sottostante ed era intenta ad abbassagli i pantaloni. Il parco era poco frequentato a quellora, ma chiunque passando li avrebbe potuti vedere. In più la panchina era illuminata da un lampione, così che anche Maurizia, dalla finestra del primo piano poteva vedere con esattezza cosa succedeva. Restò a guardare in rigoroso silenzio per non farsi scoprire. Saoul era un ragazzone meticcio, alto, muscoloso e belloccio. Ma quello che sconvolse ancora di più Maurizia fu la vista dei suoi genitali. Abbassò i pantaloni fino al ginocchio, incurante dei possibili sguardi indiscreti. Il suo pube era completamente depilato, il che esaltava ulteriormente le possenti dimensioni del pene, che ancora moscio stava adagiato sulla panchina, sopra a due gonfi testicoli. Era circonciso, con un gigantesco glande. Maurizia si chiedeva come la sua minuta figliola potesse gestire un arnese del genere. E mentre la confusione nella testa di Maurizia era ancora tanta, fu percorsa da un fremito. Anche lei avrebbe voluto avere quel pene. Vide sua figlia prenderlo in mano in maniera goffa, complice la difficoltà nel maneggiare un membro così grosso e la sua evidente inesperienza, che rasserenò un poco Maurizia. Forse Ilenia non aveva avuto altri ragazzi. Lerezione fu scenografica e lasciò a bocca aperta Maurizia. Il pene di Saoul era lungo, largo, corpulento, scolpito in ogni suo dettaglio e non finiva mai di crescere. La punta arrivava ben oltre il suo ombelico e la circonferenza era talmente ampia che le mani di Ilenia non arrivavano a circondarlo tutto. Saoul sollevò la t-shirt mostrando un addominale definito. Ormai era chiaro lintento di Ilenia : gli stava facendo una sega. Quella tenera brezza serale destate ricondusse il ricordo di Maurizia ad un Agosto di tanti anni prima. Era la sua adolescenza. Una vacanza al mare con i genitori. Quel ragazzo più grande di lei conosciuto sulla spiaggia. Luscita serale e la prima volta che prese tra le mani un pene. I suoi movimenti maldestri e afinalistici, con quel ragazzo che sembrava indifferente e il pene che si afflosciava sempre di più tra le sue mani inesperte. La delusione e una calda notte insonne a pensare di essere stata incapace ad eccitare quel ragazzo più maturo. E il giorno dopo il coraggio che trovò nel domandare alle amiche, vicine di ombrellone, se loro avevano già masturbato un maschio. Una ragazza sembrava conoscere bene largomento. Le prese la mano e con pazienza le insegnò il movimento, simulandolo su un calippo acquistato appositamente al bar della spiaggia, e le spiegò alcune astuzie. Le disse soprattutto di avere fiducia, di insistere nel movimento, accelerando il ritmo fino alleiaculazione. La sera rivide il ragazzo sulla spiaggia, si eccitava ancora a pensare al suo stupore nellaccorgersi che qualcosa era cambiato. Quella mano non era più timida, si muoveva decisa a un ritmo continuo e travolgente. Maurizia sorrideva ripensando alla soddisfazione nel vedere per la prima volta quel liquido lattescente schizzare fuori dal pene. Dopo quella lontana estate prese labitudine di masturbare i ragazzi, adorava scrutare i loro sguardi vinti dal piacere, percepire le pulsazioni del pene tra le sue mani, ricevere il caldo nettare come ricompensa del lavoro. La chiamavano lamanuense. E ora, a pochi metri da lei, sua figlia stava compiendo lo stesso gesto, con la stessa indecisione che anche lei aveva vissuto. Ilenia cambiava spesso mano e ruotava il polso della mano che riposava. Maurizia sapeva che quando la sega si prolunga la mano diventa indolenzita e formicolante. Ilenia era mancina e il movimento con la mano sinistra appariva più deciso ed efficace scrutando lespressione del volto di Saoul. Ma il movimento di Ilenia era discontinuo, la presa troppo bassa, il pugno poco stretto. I polsi sempre più appesantiti come se fossero di acciaio. Ilenia pensava a come quel banale movimento potesse essere semplice e complicato nello stesso tempo. Ma dopo mezzora di litanico cambio di arto, Ilenia afferrò lasta di Saoul con tutte e due le mani, in uno scatto misto di sconforto e rabbia. Iniziò a scorrerla brutalmente. Il pene di Saoul era talmente lungo che anche impilando le due mani una sopra allaltra Ilenia riusciva a ricoprirlo per meno di metà. Ma ora il movimento era molto più efficace, riuscendo a stimolare il glande nelle sue escursioni alte. Ciò provocò un sussulto a Saoul, che fu colto dallocchio curioso ed esperto di Maurizia, la quale provò un brivido di eccitazione nel comprendere lo sbocciare del piacere del ragazzo. Il pudore e il dispiacere che aveva provato nel rendersi conto che sua figlia non era più una ragazzina innocente stavano ormai scivolando via e con il pensiero iniziò ad incitare le mani di sua figlia. Cera anche lei dentro a quelle mani che frenetiche percorrevano limmensa quantità di carne del pene di Saoul. Quasi si sentiva orgogliosa ad osservare come, dopo un faticoso preambolo, la sua figliola stava sottomettendo quel ragazzo al piacere. Maurizia aveva il fiato sospeso. Non staccava lo sguardo dalla scena. Ilaria aveva preso fiducia. Le mani scorrevano più leggere e sollevate, il movimento era fluido, continuo e in accelerazione lineare. Ogni colpo era più rapido del precedente e più lento del successivo. Anche gli interrogativi sulla qualità della presa e la tecnica del gesto erano ormai svaniti nella mente di Ilenia. La velocità delle mani sfuocava limmagine. Ormai le mani di Ilenia erano come una locomotiva che marciava a spedita andatura su un unico binario. Maurizia fissava il corpo sempre più teso di Saoul inarcato allindietro, la bocca semiaperta, il respiro corto e profondo, lo sguardo inebetito, tipico di tutti gli uomini prossimi allorgasmo. Uno sguardo così simile nel piacere e nella sofferenza. Saoul lasciò sfuggire soffocati gemiti che aumentavano ad ogni espirazione, facendo sorridere allunisono Maurizia e Ilenia. Madre e figlia. Fino a che un getto potente di sperma uscì dal colossale pene di Saoul e fluttuò nellaria per poi ricadere, seguito da altri schizzi che zampillarono come in una fontana. Le mani di Ilenia, che avevano raggiunto al momento delleiaculazione una velocità supersonica, rallentarono bruscamente senza fermarsi del tutto, come una giostra che sta terminando il suo giro. Erano ora ricoperte dal bianco perlato dello sperma che sotto la luce della luna e del lampione appariva ancora più opalescente, tanto che anche Maurizia riusciva a coglierne il colore e aveva quasi la sensazione di percepirne la consistenza. Il vento accarezzava i genitali umidi di Saoul e i ricordi giovanili di Maurizia, fondendoli di unica gioia, fatta di sogno e di carne. Forse nel silenzio della notte qualcunaltro aveva scrutato la scena nascosto nella penombra del parco o appostato come Maurizia a una finestra. Quando Ilenia tornò a casa la mamma la guardò con occhi diversi. Come é andata la serata? le chiese. Bene, abbiamo fatto una passegg
iata nel parco rispose Ilenia. E intanto si massaggiava le mani, affaticate e produttive come quelle degli amanuensi, in una tradizione che si tramanda di madre in figlia.

La volta col cavallo | Racconto zoofilia di flavia trav

Qualche sera fa mi sentivo in vena, mi andava di uscire “vestita”, ma senza strafare, senza dare troppo nell’occhio. Si fa per dire, naturalmente. Quindi, scelgo un intimo misto, rosso e nero, i miei colori preferiti, reggiseno rosso, perizoma nero e reggicalze nero, calze nere e scarpe rosse; indosso un abito nero, aderente ma lungo fino ai polpacci. Prendo la macchina e vado verso l’autostrada Roma-L’Aquila. Esco al quarto casello, il tizio del pagamento mi squadra dall’alto, ma niente. Imbocco una statale e vado. Era ormai pomeriggio tardi, si faceva scuro e tra gli alberi, vedo una traversina piccola e sterrata che conduceva ad una costruzione. Era una rivendita di legna e aveva le stalle e l’abitazione. Arriva subito un tipo, sulla quarantina, parecchio rozzo, tipo contadino, con una grossa pancia, spalle ancora più larghe, mani enormi e gambe possenti. Sparo un balla, tipo che cerco qualcuno e il tizio, si rende subito disponibile… le solite chiacchiere, io dimostro che non ho nessuna fretta e anzi ho un grande interesse per i cavalli. Io ero scesa, e durante le quattro chiacchiere lui non faceva che fissarmi il culo e le scarpe rosse. Si era eccitato e i miei modi alquanto lascivi favorivano parecchio.

Dopo un lungo viaggio in macchina ho scopato mia madre. | Racconto sentimentali di Mimmuccio23

Tornavo a casa da Biella dove lavoravo, erano quattro mesi che non tornavo, mi presi dieci giorni di ferie per stare un po’ con mamma, rimasta sola dopo la morte di mio padre, ero l’uomo di casa suo figlio adorato. ho divorato la strada pensando a lei, finalmente giunsi anche un po’ in anticipo, lei era lì sulla porta ad spettarmi, ci abbracciammo baciandola sulle guance le dissi “mamma quanto sei bella“, lei ringrazio’ sorridendo. Disfatta la valigia mi feci una meravigliosa doccia che mi rilasso dal viaggio fatto. Mamma in cucina aveva preparato la cena un bel ossobuco con piselli. Mangiammo conversando del più e del meno, poi mamma disse che aveva bisogno che le facessi un favore dovevo dipingere l’inferriata del ingresso un po’ rovinato dalle intemperie, annui dicendo che l’avrei fatto nei prossimi giorni. Ci sedemmo in salotto per vedere la TV lei Poggio la testa sul mio petto! La sentii singhiozzare le presi il volto dandole dei baci sulle guance, disse che la sua vita era diventata vuota con la morte del marito aveva perso tutto l’amore, la compagnia e poi aggiunse il sesso. Rimasi sorpreso da quella frase, le chiesi se facevano ancora sesso alla loro età, rispose che ancora papà aveva delle belle erezioni e facevano almeno una volta a settimana sesso, carezze reciproche su tutto il loro corpo anche toccando il loro sesso, papà le metteva due dita nella fregna sgrillettandola facendola venire abbondantemente , lei faceva delle magistrali seghe mentre con la bocca ingoiava le sue palle, facendolo sborrare senza perdere una goccia bevendo tutto. Dissi tra me bella porca di mamma, ma perché queste confidenze così personali dette a me. Nel frattempo sentendo questo sfogo ebbi una erezione, non sono riuscito a nasconderlo, mamma era ancora con la testa appoggiata sul mio petto, meravigliata disse “ti sei eccitato per quello che ho detto”, le dissi che aveva fatto effetto il racconto delle loro effusioni. Per porre fine a quel disagio le dissi che andavo a letto. Ma mamma mi disse che potevo dormire insieme a lei nel letto matrimoniale. Subito non diddi si, pensieroso con un cenno della testa accettai. Mi infilai sotto le coltri avevo indossato il pigiama senza mettere le mutande, ero abituato a dormire senza niente a casa mia mi piaceva sentire il contatto di mia moglie, tutte le sere prima di dormire si faceva una bella scopata e a secondo della nostra stanchezza si facevano i preliminari si giocava con i nostri corpi e si trombava in tutte le posizioni. se invece eravamo stanchi io la scopavo, sdraiati di lato scopavo da dietro ho nella figa o nel culo, glielo avevo allargato bene perché non facevo fatica e non utilizzavo più la vaselina. Mentre lei aveva l’abitudine di indossare la camicia da notte. Eravamo supini che guardavamo la TV ,lei si addormentò subito mentre io dopo un po’ spensi perché mi era calata la palpebra. Dormendo i corpi si muovono, girano, senza volerlo mi ero avvicinato a mamma, forse perché nel mio letto ero abituato ad appoggiare il mio cazzo sul culo di mia moglie, appoggiai il cazzo sul culo, senza volerlo si era appoggiato in mezzo alle natiche, questo movimento mi fece svegliare, io istintivamente mi tirai indietro,ma con sorpresa mamma si spostò col culo verso il mio cazzo, le sentii dire “resta così che mi piace“, avevo immediatamente avuto l’erezione mamma accolse piegandosi in avanti per aprite di più le natiche,il cazzo si incastro molto bene, l’eccitazione comincio ad aumentare, con un rapido movimento si alzò il camicione poi allungando la mano mi abbasso il pigiama prese il mio cazzo che ormai era diventato duro come il marmo l’appoggio sullo sfintere mi disse “ tu non ti muovere faccio tutto io” con un colpo secco si piegò ancora di più il cazzo venne ingoiato da un ano non solo aperto ma completamente spanato, muovendo in modo da roteare il culo se lo infilo tutto dentro stringendo le natiche aprendolo e chiudendolo lo sfintere la sentivo gemere, io non riuscivo a resistere e un violento schizzo la fece sobbalzare, ne seguirono molti altri, quel movimento di stringere e allargare lo munse svuotando i coglioni. Sfinito mi appoggiai sulla sua schiena e presi sonno senza uscire dal culo, la mattina ci trovo ancora in quella posizione, lei si sfilò alzandosi mise una mano dietro il culo perché stava uscendo la sborra si diresse vesso il bagno, lavatosi per bene torno in camera si vestì dicendo ora lavati poi vieni a fare colazione perché c’è da lavorare questa mattina.

La volta che scopai Antonella Clerici | Racconto etero di Anonimo8991

Salve a tutti, lesperienza che vi voglio raccontare mi accadde quando avevo compiuto da poco 18 anni e come ogni estate ero al mare per trascorrere le mie solite due settimane di tranquillità. Mi era stato detto che nello stesso bagno era stato vista numerose volte proprio la Clerici, mio sogno erotico alla quale avevo dedicato numerose seghe. Vuole il caso che proprio quel giorno, la Clerici si trovasse proprio lì in quella spiaggia, con il marito e la figlia da poco nata, intenta a darsi la crema solare a meno di 100 metri da me… Prima di raccontare la storia, mi descrivo, ho 21 anni anche se allepoca ne avevo compiuto da un paio di settimane i 18 e già da un annetto frequentavo la palestra della mia città, il che mi aveva permesso di mettere su un bel fisico, con dei bicipiti e dei pettorali da far paura, nonostante non avessi ancora cominciato il periodo di definizione. Sono un bel ragazzo, capelli castani e occhi verdi e sono ben munito, con un cazzo di ben 22 cm in erezione, che mi ha dato numerosissime soddisfazioni in campo sessuale. Fatto sta che quando la vidi che si spalmava la crema solare decisi di avvicinarmi per poterla guardare meglio e pertanto presi la mia roba e mi spostai di fianco al suo lettino. Lei era intenta a spalmarsi la crema tra quelle enormi tette e pertanto non si accorso subito di me. Ma quando alzò la testa si accorse della mia enorme erezione, impossibile da nascondere viste le dimensioni del mio cazzo. Temevo si sarebbe messa ad urlare o che come minimo avrebbe detto qualcosa a suo marito e invece continuò a guardarmi a bocca aperta, decisamente stupefatta dalle mie dimensioni. Poi mi guardò in faccia e con uno sguardo mi fece capire tutto! In un batter docchio chiese al marito se poteva andarle a prendere un gelato portandosi con se la figlia, che piangeva e dava fastidio agli altri bagnanti e non appena questo si fu allontanato. Si alzò e mi prese il cazzo con una mano, obbligandomi ad alzarmi e cominció a trascinarmi verso la cabina più vicina. Arrivati qui mi disse: hai il cazzo più grosso che io abbia mai visto, e con la scusa della figlia appena nata, non scopo con mio marito da più di un mese, ho una voglia di cazzo incredibile, quindi ora aprimi con quella enorme trave. Detto fatto si slacciò il reggiseno e fece uscire quelle tette enormi(almeno una quarta naturale) e tutte unte grazia alla crema e mi abbassó i pantaloni, liberando il mio enorme cazzo che stava ormai per esplodere. Lo prese a due mani e cercó di infilarsi la cappella in bcoca, ma con scarsi risultati, vista la sua grandezza. Allora la spinsi indietro e cominciai a pisciarle addosso, cosa che nei porno mi aveva sempre fatto impazzire. Lei in un primo momento di scossa, ma poi cominció a bere copiosamente il mio piscio sbruffandosi e bagnandosi tutta. Finito di pisciare la presi per i capelli e le infilai il pazzo tra le tette nella più bella spagnola della mia intera vita, mentre lei continuava a ripetermi: scopa le mie tettone con il tuo cazzo enorme, ti prego. Quando fui soddisfatto, la presi su di peso e la sbattei al muro, facendo vibrare tutto lo stanzino. Le entrai nella figa, completamente bagnata e che le aveva colato su tutta la gamba tanto era eccitata la troia, con una difficoltà indescrivibile mentre lei urlava dal dolore e mi chiedeva di continuare. Dopo 5 minuti però il mio cazzone cominció a scivolare più facilmente e di lì a poco ero lì che mi trombavo la Clerici con quanta più forza avevo in corpo, mentre lei urlava come una vacca di fare piano. Dopo circa mezzora di sesso selvaggio, le dissi che dovevo sborrare e che non ce la facevo più, e lei prontamente si mise in ginocchio e cominció a spompinarmi. Dopo un paio di minuti presi il cazzo a due mani e mentre lei si spremeva le tette, la inondai di sborra, coprendola dalla testa ai piedi con 8 getti copiosi di sborra bianca e densa. Una volta finito, mi sedetti stremato mentre lei si leccava tutta la sborra per ripulirsi e una volta finito mi fece fare il motorboat tra le sua tette enormi ancora umide e se ne andò di corsa dopo essersi rimessa il bikini. La più bella scopata della mia vita.

Quella porca di mia zia | Racconto incesti di man75

Ciao a tutti, mi chiamo Manuel ed ho 40 anni, questa storia è successa più di ventanni fa ma vi assicuro che è vera, allepoca avevo intorno ai 18 anni e non avevo ancora mai fatto sesso, avevo visto qualche film erotico e qualche rivista porno ma nulla più quindi non avevo mai visto una donna nuda dal vivo, quellestate capitò che andammo in vacanza al mare a casa dei miei nonni e cera anche mia zia sorella di mia madre, una splendida trentacinquenne bionda con un bel seno e un bel culetto che a volte mi ero segato parecchie volte pensandola, dunque dato che la casa era vicino al mare un giorno capitò che tutti erano in spiaggia tranne mia zia ed io dovetti andare a casa x prendere una cosa x mia madre, entrai sicuro che non cera nessuno ed invece sentii dei gemiti provenire dal bagno, incuriosito andai a vedere entrai in bagno la porta era aperta e trovai mia zia tutta nuda che si stava masturbando mentre si faceva la doccia… Ovviamente Rimasi esterrefatto perché era la prima volta in vita mia che vedevo una donna nuda e che donna! Mia zia che allepoca era single non si scompose x niente alla mia vista io comunque le dissi subito: Scusa zia non sapevo che eri in casa esco subito! E lei: Ma no dai puoi restare ormai mi hai vista e hai visto pure quello che stavo facendo, sai sono una donna sola r anchio ho le mie voglie tanto ormai sei grande anzi dimmi un po cè lhai la ragazza? Hai già fatto sesso? Io che ovviamente venendo dal mare ero in costume e alla vista di quella peluria bagnata e belle tettone avevo il cazzo che mi era diventato di marmo e fuorusciva dal costume le dissi: no zia tu sei la prima donna che vedo nuda, e lei che si era accorta della mia erezione mi fa: Ah allora vieni qui che ci pensa la tua zietta a svezzarti… Mi tiro giù il costume e cominciò a segarmi e mi diceva: Ti piace? E io: Tanto zia devi sapere che lho fatto tante volte pensando a te! Lei: Lho immaginavo! contnuo a menarmelo fino a che mi disse: Adesso ti faccio una cosa che ti piacerà tantissimo! E comincio prima a slinguarmelo tutto anche sotto i testicoli fino a che poi se lo mise tutto in bocca e me li ciuccio alla grande se lo prese fino in gola la porca, io che stavo in estasi totale pensavo di sognare le dissi: Zia sto x venire! Ahh! Siii vengooo!!! e lei la porca si fece sborrare in bocca in faccia e sulle tette! Mmmmh che sborrata ragazzi! Dopo essersi pulita si ricompose e mi disse: Oggi ti ho fatto vedere quanto e bello fare certe cose con una donna, se non dirai niente di questepisodio ai nonni e a tua madre ti faro scoprire altre cose… (continua)

Il sorvegliante albanese | Racconto gay di Squall7691

E da un paio di mesi che fra gli addetti alla sorveglianza del negozio è arrivato Darian, un ragazzone albanese dai capelli scuri rasati e gli occhi chiari, il fisico massiccio e muscoloso, tanto che luniforme pare debba strapparsi ad ogni movimento. Ha sempre gli occhi delle colleghe di Saverio addosso, tanto che Cristian, il palestrato, prova un po di gelosia nei suoi confronti: in fin dei conti fino allarrivo di Darian era lui ad attirare tutti gli sguardi delle ragazze. A Saverio la cosa fa sorridere ed ogni tanto si diverte a stuzzicare il collega. Darian, comunque, è uno dei migliori, più volte ha sventato furti, è sempre molto attento ed educato nei confronti di tutti.

Sega di gruppo per la mia ex prima parte | Racconto masturbazione di Andrew

Mi sono lasciato da quasi un anno perché la storia con Carla era diventata insostenibile. Ci eravamo messi insieme a 19 anni penso soprattutto perché non volevo stare solo anche se non mi piaceva molto. La mia ex non è la classica ficona anzi ha un viso abbastanza brutto da vedere anche se fisicamente è ben proporzionata, come spesso mi dicevanoi miei amici che la consideravano brutta; ma soprattutto era dotata di un carattere veramente difficile da sopportare, un misto fra bambina viziata e ragazza che non è mai uscita da casa. Non viviamo nel solito paese e penso questo sia stato il motivo per il quale sono riuscito a stare con lei per due anni senza esplodere. Ovviamente non tutto era negativo sennò sarei stato un masochista: in compenso di questi suoi difetti Carla è una ragazza che per amore si concede totalmente risultando in qualche modo succube del fidanzato. Durante la nostra storia devo dire che si è modificata molto soprattutto sotto laspetto sessuale. Sarà stata la sua paura di perdermi o la sua incapacità a dire di no alle mie richieste, fatto sta che finiva sempre per esaudire le mie voglie sessuali e le mie richieste in questo ambito. Sinceramente sotto questo punto di vista potrei dire che mi manca ad oggi nonostante i suoi difetti, ma ovviamente avendola lasciata io per mettermi con un altra ragazza non ho più contatti diretti con lei. Sto bene con la mia nuova ragazza che è molto più bella della mia ex ma ha un approccio sessuale molto tradizionale e non si sogna minimamente di fare tutte le cose che le chiedo. Un mesetto fa circa, durante una serata passata a casa al mio computer è capitato che mi imbattessi nelle vecchie foto fatte con Carla, ma soprattutto alle foto e ai video spinti che avevo fatto con lei; infatti una delle cose che mi ha sempre dato piacere del fare sesso con lei è che speso mi ha consentito di filmare parte delle nostre prestazioni, oltre ad avermi mandato nel tempo una gran quantità di foto intime quando le chiedevo di farmi eccitare a distanza. Non ho mai cancellato niente e quindi mi ritrovai a vedere con voglia alcuni video porno fatti con lei. In particolare mi facevano morire quelli dove mi faceva pompini o dove la scopavo stando io sopra. La sera non ho resistito e un po per nostalgia mi sono masturbato sopra i vecchi video e le vecchie foto intime. Passarono un paio di giorni quando un giorno mi trovavo a studiare per un esame alluniversità assieme ad un mio compagno di corso; nel pomeriggio dopo aver studiato intensamente decidemmo di prenderci una pausa. Stavamo già studiando al computer quindi nellattesa di riprendere a studiare, non so bene perché, gli feci vedere uno dei video che avevo fatto con Carla, senza ovviamente dirgli che fossi io il protagonista. Marco lo guardò forse pensando che fosse uno dei classici video che si scaricano da internet, ma vidi che era abbastanza preso.

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